Ti ringrazio ma la versione da te linkata è priva di sottotitoli ![]()
Temo che allora ti toccherà buttarti sullo spagnolo linkato nella pagina precedente che forse rimane meno ostico del crucco
Bellissimo. Forte, molto forte e claustrofobico. Violenza malatissima ad alti livelli. Sono sorpreso dalla regia e dalle riprese, ero convinto fosse qualcosa di più grezzo, di più amatoriale ed invece ho visto un film ottimamente girato e con tante idee funzionali, persino i primi piani delle comparse sono eseguite con un certo gusto. La villa delle riprese… ho notato che è spoglia, arredata in maniera parecchio spartana, anzi mancano del tutto i mobili e la sensazione di vuoto è più che palpabile.
Scelta voluta o coincidenza?
Qualcuno ha info precise su questa edizione?
Intanto il signor Gaspar Noè lo fa uscire per Carlotta Films
mi sembra che per renderlo ancora più spaventoso il regista abbia usato l’espediente di metterlo su un carrello chiedendogli comunque di fingere di camminare
in tal modo, già dalla prima strepitosa scena, hai questo effetto stranissimo che aumenta a dismisura l’inquietudine che trasmette il personaggio
così almeno mi è sembrato
avevo un rip del disco spagnolo (con sub inglesi comprensibilissimi) ma non ho resistito e ho recuperato il bluray Carlotta: ottimo disco per un film che, ne sono sempre più convinto, é davvero un capolavoro.
ma il Blu Ray ha solo subs francesi? IO son riuscito a vederlo solo in tedesco
purtroppo si, l’ho preso cmq perché ormai ricordo piu’ o meno bene cio’ che la voce narrante racconta. a parte questo “limite” però’ l’edizione é davvero buona. e il master supervisionato dal regista. me lo ha preso un amico su amazon a 19 euro;)
Rivisto ieri notte (con grande godimento) dall’ottimo blu ray francese.
C’è poco da dire, è davvero il film definitivo sull’argomento follia e serial killer, non vedo come sia possibile fare di meglio.
Il sistema di ripresa (con l’incredibile accrocchio per riprendere il protagonista alle spalle, frontalmente o di fianco mentre la macchina da presa ruota su di lui senza stacchi) è perfettamente funzionale alla storia e rende splendidamente la follia del protagonista accrescendo il disagio nello spettatore.
In effetti questo è proprio autentico cinema del disagio, spesso insostenibile anche quando non viene mostrato nulla di sconvolgente a livello grafico (tipo lui che mangia le salsicce alla tavola calda).
Tra l’altro le riprese con la camera attaccata all’attore (che peraltro saranno riutilizzate in futuro da Gaspar Noè e Darren Aronofsky) sono incredibile nelle scene di violenza (quando attacca i tre sventurati nella casa) perché in qualche modo ne aumentano la ferocia ma allo stesso tempo le rendono quasi eleganti e persino vagamente surreali. Non è una cosa da poco…
Nota di merito anche per la scenografia, per la terribile casa dove si svolge gran parte del film, col suo arredamento pressoché inesistente. Trovo molto inquietante che la prima cosa che il folle vede una volta che riesce a sfondare la finestra sia un materasso messo in terra al centro della stanza, usato come letto, in una posizione senza senso.
E poi il piano di sopra completamente spoglio, inquietante come l’infernale sotterraneo con quel lungo tunnel spaventoso dove avvengono cose tremende.
Si potrebbero dire ancora tantissime cose ma mi fermo qui.
Un grandissimo film, da vedere senza indugi ma con la consapevolezza che non lascia indenni.
Il blu ray è fantastico, se penso che l’altra volta che avevo visto il film fu dalla vhs francese mi sembra di averlo visto per la prima volta ieri sera.
Il restauro della nuova copia è stato supervisionato dallo stesso regista e il risultato è eccellente. Ottima anche la resa sonora e la grafica dei menu.
Dei vari extra ho fatto in tempo a vederne solo uno: l’intervista a Kargl realizzata da Buttgereit.
Molto interessante anche se per me dura troppo poco (neanche mezz’ora) e non contiene altre immagini se non i due che parlano. Non c’è una foto o un estratto del film, nulla. Purtroppo Buttgereit si fissa su alcune cose non troppo interessanti e ne trascura altre che avrebbero meritato più attenzione. Peccato però alla fine è comunque molto interessante.
Kargl parla di tutti i debiti che questo film gli ha portato (costò qualcosa come 400000 euro e al momento dell’intervista era ancora pesantemente in passivo). Tra l’altro il film ebbe anche un’uscita nelle sale in Austria causando un sacco di polemiche.
Poi parla del casting del protagonista che peraltro veniva da un grande successo al botteghino con U-Boot 96 e che accettò questo grande ruolo in un piccolo film proprio per fare qualcosa di diverso. Si parla poi un po’ (ma non abbastanza, dannazione!) delle riprese fatte con gli specchi e della fotografia del film.
Buttgereit poi a un certo punto racconta che ha scoperto questo film in occasione di un festival inglese, dove veniva proiettato prima del suo Schramm (film che per me è sopravvalutato come pochi altri al mondo). Racconta che dopo aver visto il film di Kargl quasi si vergognò del suo film perché il regista austriaco aveva fatto un film che bene o male aveva lo stesso argomento del suo ma il suo risultato alla fine era immensamente superiore. Un po’ di autocritica, meno male…
Il blu ray contiene anche il prologo (non presente in tutte le copie del film, però nella vhs francese che visionai io c’era), girato in fretta e furia per allungare il girato (il film durava 70 minuti, questo prologo ne aggiungeva altri 9).
Ieri ho visto tutti gli extra del blu ray e sono moooolto soddisfatto.
La cosa migliore è senza dubbio l’intervista al direttore della fotografia, autentico genio sperimentatore. Tra l’altro ha collaborato anche alla sceneggiatura e al montaggio e quindi la sua testimonianza è assolutamente preziosa, sicuramente migliore di quella del regista.
Spiega molto bene (anche con l’aiuto di disegni e foto) l’incredibile sistema di riprese con lo specchio e con l’armatura rotante che veniva messa all’attore per permettere alla camera di essere fissa su di lui e rotargli attorno. Una cosa meravigliosa, ero incantato.
Tra l’altro è pazzesco il fatto che il film sia stato girato completamente alla cieca nel senso che ovviamente l’operatore non poteva guardare tramite la macchina da presa (che era in posizione impossibile e per di più rivolta verso lo specchio) e quindi doveva fare tutto a intuito. Tutto il film è stato girato così, anche le inquadrature più “normali”. Poi in fase di stampa è stato stampato “al contrario” in modo che tutto si vedesse nel modo giusto.
Genio…
Si vede pure il cavo che ha permesso l’incredibile ripresa della corsa nel bosco (anche quella, ovviamente, fatta alla cieca)
Poi c’è un’intervista all’attore protagonista che, insieme a uno psicologo, parlano di violenza e serial killer. Interessante ma avrei preferito un’intervista dettagliatissima sull’esperienza sul set.
Per finire c’è una bella intervista a Gaspar Noè che racconta come questo film l’abbia influenzato e ne analizza alcuni aspetti.
Per una volta Noè appare umile e persino quasi simpatico, cosa rara per lui (anche se per me resta comunque un grandissimo regista).
Ci sono anche due trailer del film, molto belli.
vedo in giro 2 differenti metraggi: uno da 75’42’’ e l’altro da 83’08’’
qualcuno sa in cosa differiscono?
è comunque venuto il momento di rivederlo, dato che la mia prima volta del 2007 fu spagnola e in b/n. per molti anni ho creduto che quest’ultima fosse una scelta cromatica registica e che il film non fosse a colori. oltretutto l’assenza di colore ne accentuava il taglio espressionista, conferendogli un poderoso sovrappiù di disturbing-value, che è poi il motivo che mi ha tenuto lontano da un rewatch col giusto asset. chi lo ha dovrebbe assolutamente sperimentare questa visione “sottrattiva”.
trovo invece totally nonsense le pregresse comparazioni con buttgereit: sono due diverse partite stilisticamente antipodiche che partono da presupposti contenutistici non accostabili, con vettori narrativi e lessico visivo differentissimi. se mai è già più importante ed evidente l’influenza che questo film ha pesantemente avuto su 3/4 buoni della perorazione estetica e cine-grammaticale di noè, da irreversible in avanti.
come che sia, un’esperienza sensoriale tra le più dirompenti che si possano praticare davanti a uno schermo, specie se accompagnata da un supporto audio bello tamugno. oltre questa, di appena mezza tacca, ci sono solo spasojevic e six.
finalmente rivisto dunque a colori col suo audio originale austriaco - o quasi, la copia presentava un non trascurabile difetto di fuori sincrono - e presentazione posticcia in francese. devo dire che lo ricordavo di parecchio più scombussolante (ma questo non significa che sia una visione leggera per i non avvezzi all’estremo), ma resta un esordio che lascia sbigottiti: ovviamente conserva tutta la spregiudicatezza e la grandiosità di chi osa per la prima volta scommettendoci e investendoci tutto, ma ci sono anche tutte le madornali ingenuità del principiante (tra queste segnalerei almeno alcuni brutti e vistosi erroracci di raccordo/editing con stacchi bruschissimi e soprattutto, cosa che mi ha molto emotivamente scollato, le innaturali reazioni delle vittime, con la ragazza che non si mostra mai impaurita e conserva quasi sempre la stessa espressione imbambolata e la vecchia che resta minuti impalata senza fare alcunché, neanche urlare, mentre tutt’attorno lui fa freneticamente da matti).
per il resto mantiene immutata la natura del trip visivo dato da scelte stilistiche che hanno dell’esorbitante (cercate di vederlo con un mindset e un approccio retroattivi: oggi siamo viziati da riprese anomale e mirabolanti effettuate coi cinedroni, ma allora era fatto tutto a mano con steadycam di fortuna e dolly ingegnosamente improvvisati), musiche stranianti (klaus schulze sempre una garanzia) e acting del protagonista per il quale la parola immersivo non è sprecata. anche la scelta di generare continue antifrasi e stridori quasi umoristici tra il suo monologo interiore e quel che avviene su schermo ha del genio.
davvero un peccato e mezzo che kargl si sia dovuto fermare qui, aveva una chiarezza di luogo a procedere disarmante.