Animal (Sandeep Reddy Vanga, 2023)

Il film che mi ha fatto interessare al cinema indiano contemporaneo! All’epoca, mi persi la sua uscita nelle (poche) sale in cui fu distribuito perché era il periodo natalizio. E a distanza di più di un anno e mezzo sono infine riuscito a recuperarlo, con sottotitoli francesi ben utili per capire i dialoghi da cui passano alcuni dei momenti più memorabili della pellicola.

Anche facendo parte dell’estroso cinema bollywoodiano, questo film spicca per una smodata ricerca di grandezza.

  • Cominciamo dalla durata: quasi 3 ore e mezza per un epopea familiare che vede un figlio in totale adorazione del padre, che invece ne apprezza poco gli eccessi d’intransigenza e lo spirito ribelle. Questo rapporto tormentato caratterizzerà tutto lo svolgimento della storia poiché il figlio non riuscirà mai a lasciare la sua famiglia d’origine per fondarne un’altra, ma soccomberà alla guerra per il controllo dell’impero familiare (che si estende ben aldilà di quanto ci é dato a vedere all’inizio).
  • In seguito, non si puo non soffermarsi sulle interpretazioni che definire sopra le righe sarebbe un eufemismo: il protagonista ha scatti d’ira improvvisi al solo sentire parlar male del padre, ha spesso le espressioni facciali di un giovane Sylvester Stallone e a volte quelle di un personaggio tratto da un film ZAZ (le scene di seduzione nell’aereo, per esempio), gira nudo per casa solo per festeggiare una buona notizia e tiene discorsi assurdi la maggior parte del tempo (compreso uno simil nazista :upside_down_face:); anche la moglie non scherza quando si arrabbia (ed ha quasi sempre ragione tra l’altro) e tutto questo senza parlare del cattivo principale muto con traduttore al seguito, che é semplicemente geniale.
  • Infine, il piatto forte sono le scene d’azione : l’incomprensibile attacco alla riunione (flashback? flashforward? sogno?), l’arrivo alla villa di ben più che gli 88 folli tarantiniani, con una carneficina che neanche nella trilogia Baaghi o il finale più macho che abbia mai visto, dove i corpi sudati e muscolosi (da far impallidire quelli di Pain & Gain) si esibiscono in una danza di morte, che sublima la tamarraggine la più assoluta!

Un film da una volta nella vita, ma aspetto quell’Animal Park, che immagino non si farà mai!

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