Non so bene cosa pensarne : il film passa da un registro ad un altro con grande disinvoltura, per intenderci si puo assistere ad una scena che sembra provenire da un romanzo di Federico Moccia per poi essere sorpresi da un’altra che mostra una tortura estremamente violenta!
La storia appare quasi una variazione di Kill Bill con un protagonista che viene incaricato di infiltrare la criminalità pakistanese con lo scopo di informare l’India su possibili attentati e, allo stesso tempo, eliminare i maggiori esponenti della mafia locale, appunto annotati su un libretto con inchiostro simpatico 
Altra anologia con il film di Tarantino, l’opera é composta da almeno due parti, dato che nel finale ci é presentato il trailer del secondo volume, che dovrebbe uscire al cinema fine marzo 2026 e, in più, la narrazione stessa é scandita da vari capitoli numerati e con il proprio titolo evocatore.
Dhurandhar n°1, quindi, costruisce le fondamenta attraverso l’incontro del protagonista innanzitutto con un ristoratore anch’esso spione, poi con il boss della sua etnia che aspira ad una carica politica per aver un controllo ancora maggiore sulla sua città, ma per questo deve: 1) scontrarsi con un altro boss, 2) negoziare con un ambizioso governatore, 3) sfuggire alla vendetta di un direttore della polizia dai metodi brutali, 4) mettersi in affari con il livello superiore, rappresentato da 2 imprenditori internazionali e, soprattutto, dal capo della milizia responsabile degli attentati in India, ed infine il più importante quello con la giovane e ribelle figlia del governatore per aggiungere un tocco “teen” abbastanza incredibile considerando il contesto globale!
Il film é comunque notevole perché, malgrado i suoi eccessi specie nella violenza (@schramm se ti manca Kill, qui si spinge l’acceleratore parecchio livello gore, con evidente omaggio a Ichi the Killer, ma direi anche a The Raid 2), il ritmo é forsennato durante le sue 3 ore e mezza ed, in particolare, le sparatorie sono girate in modo egregio con uno stile quasi documentarista cosi come i combattimenti a mani nude: in tal senso, vorrei citare almeno due ottime sequenze, quella della matrimonio che favorisce l’incontro con il boss e quella del regolamento di conti finale nel bosco. Il tutto é accompagnato da ottime scelte musicali che spaziano tra musiche tradizionali e altre più discotecare/videoludiche.
Come quasi sempre ormai, non lasciatevi scappare questa ennesima riuscita del cinema indiano!