Black Mirror (Charlie Brooker, 2011- )

saltato a piè pari bandersnatch per totale disinteresse modale, eccomi salito al quinto piano, con 3 episodi superiori ai canonici 50’ ma di poco inferiori agli 80. a quello romance spetta stavolta aprire le danze, sostanzialmente galeotto è l’update di un MOBA neuronale che arriva a mettere in crisi coppia, amicizia e orientamento sessuale nel giro di una sola partita con sorprese per tutti. il terzo anticipa più o meno quello che vedremo realizzato col chuckymetro a stecca in m3gan, coniugando controversie dei nascenti giocattoli IA al vuoto esistenziale da colmare tra contest di danza e idolatria per pop star manipolate dai discografici. dire di più è spoiler. questi due vanno via simpatici, ma - per la gioia e il sollievo di @Lollauser e @King_Ghidorah - con molta meno asprezza e nequizia rispetto alle stagioni precedenti, riservando addirittura un semi-happyending il primo e un h.e. a tutti gli effetti il terzo.

provvede il secondo, che è una sorta di quel pomeriggio di un giorno da cani con obbiettivo zuckerberg (banca dati, ma sempre banca dati è) al posto del vil danaro, e a tenderci i nervi fin quasi a strapparli e non fare sconti a nessuno con un finale aperto che, comunque lo si voglia interpretare, è fatto di cazzi poco zuccherati.
complessivamente niente male, ma sembra che prima di realizzarla abbiano concluso un breainstorming chiosando “forse con le altre 4 abbiamo esagerato”. speriamo in una rimonta umorale col botto nella sesta.

1 Mi Piace