Caligola - Io, Caligola (Tinto Brass, 1979)

raccomando a tutti i più sfegatati cultori del film una visita qui:

c’è tutto, ma proprio tutto quel che c’è da sapere su ogni aspetto del film, su ogni versione estera e italiana in circolazione, sui n.c. del cast, sulla fantomatica vs da 210’ etc

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Il mitico sito di Ranjit. L’ho pure incontrato, a LA nel 2011. Peccato abbia deciso di non pubblicare più il suo libro (però si può scaricare dal sito, per lo meno parte).

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eccallà, settembre 84:

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Il manifesto originale col film distribuito dalla PAC.

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Da segnalare, che il film è uscito alfine in br, con audio italiano. In Spagna, per la Resen. Versione di 156’…

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Nel girato di Caligola c’è un sacco di roba interessantissima che non è stata montata o è stata montata male, tra cui almeno 3-4 trovate visive analoghe alla famosa macchina tagliateste. C’è persino Caligola che si tuffa nei dobloni d’oro come Zio Paperone.

Inoltre ho un debole per il montaggio alla Arcalli, e da quel poco che è sopravvissuto del montato di Brass c’era andato giù pesante. Già pochi anni dopo probabilmente non ci sarebbe più riuscito.

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ecco, forse questo è stato meglio averlo sacrificato, un po’ troppo didascalico anche se mcdowell sapeva renderti epici anche i passaggi più patetici o risibili.

faccio notare che la scena della macchina tagliateste della versione da 156’ è molto diversa da come la si vede nella vhs ibrida da 132’ della U mida che è invece più lunga e dettagliata e presenta almeno un’altra scena assente da quella da 156’. il problema (che al contempo è anche un dato di certo interesse) delle diverse versioni ibride non sta tanto nei tagli ma nella differente consecutio temporum dell’editing con scene differentemente posizionate sul fronte cronologico. per tacere del diverso uso delle musiche e delle vistose licenze nell’adattamento ai dialoghi italiani. e sì, ci sono scene interessanti che purtroppo sono state accorciate o non inserite (alcune le si possono vedere nel making of) ma dubito che verrà mai fuori un montaggio definitivo. brass ha peraltro disconosciuto anche l’ultimo ennesimo re-cut recentemente presentato a cannes, che in teoria avrebbe dovuto essere da lui sovrainteso e rielaborato a quattro mani con una paccata di inediti rulli archiviati alla penthouse, scampati per il rotto della cuffia al macero.
in ogni caso a me così come è nella sua versione di terra di nessuno piace assai.

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La sceneggiatura per come è stata girata era estrememante didascalica, la fonte d’ispirazione primaria è comunque il fumetto zozzo stile Lo Squalo (almeno secondo un paio di testimonianze).

La versione della Mida non l’ho mai vista, ma mi hanno detto che è un ibrido tra Io Caligola e il Caligola guccioniano: se è vero quello che sembra quasi certo, cioè che Io Caligola ha alcune sequenze prese pare pare dal montato di Brass, la versione della scena della macchina che hai visto è probabilmente quella brassiana (asciugata di qualche inquadratura).

È anche una questione di consecutio, ma pure di scene che sviluppavano i personaggi , specie nella seconda metà. Non che la sceneggiatura fosse Bergman eh, ma un minimo di trama c’era. Tutte le altre assurdità, tipo le interazioni comiche tra McDowell e Osiride Pevarello o il dio Bacco, per me avrebbero giovato parecchio.

Il nuovo montaggio vorrei tanto vederlo, Giusti ne ha parlato molto bene.
Chi ha realizzato la nuova edizione ha parlato in maniera diciamo ambivalente dell’apporto di Brass, il che mi fa temere per la presenza delle componenti più weird. McDowell invece ha apprezzato la nuova versione e, tra l’altro, tesse le lodi del Tinto nazionale. Vedremo :smiley:

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Si sa quando e come sarà disponibile per il pubblico questo nuovo editing?

Per adesso sta facendo il giro dei festival, dovrebbe uscire in HV l’anno prossimo.

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in tutte le versioni, i personaggi sono assai meglio delineati nella prima, che è anche più austera e autorevole. la seconda è egemonizzata dagli eccessi e dai capricci di caligola ed è tutta un susseguirsi di baccanali, orge, processi arbitrari, condanne a morte etc. la consecutio è comunque totalmente sbarellata, non mi sembra trascurabile: vale per tutte la prima scena che vediamo nella versione italiana, che nella vs da 156’ è in termini cronologici piazzata mezz’ora buona dopo, se non oltre. poi ci sarebbe anche da stabilire una volta per sempre quanto sia vera e quanto leggendaria la fantomatica versione da 210’ con inserts “maladolescenziali”, un paio di foto dei presunti quali vennero postate nel forum di nocturno. continuano a esserci due fronti opposti: chi la ritiene una pinocchiata metropolitana e chi ne spergiura l’esistenza e l’avvenuta proiezione a cannes.

il recut di cannes 2023 è purtroppo passato in cavalleria; si sa quanto dura?

consiglio comunque a tutti la visione del making of, non foss’altro per un rush in cui mcdowell a letto col cavallo (probabilmente sedato alla bisogna) sente questo agitarsi e balza via dal letto spaventatissimo. contiene anche per intero il dialogo tra caligola e longino prima che venga martoriato proculo, con mcdowell che passeggia e palleggia sopra gli archivi bibliotecari, purtroppo coi dialoghi obliterati dal commentary

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ok mi rispondo da solo: ben 173’. e buona parte di questi sono a quanto pare scene mai viste prime nelle versioni precedenti. assolutamente da vedere prima di lasciare questo mondo.

Proprio questa austerità a me non cala, perché mi pare che il film non fosse stato girato con quell’intento. De gustibus!

La fantomatica versione da 210’ è un mito, abilmente sfruttato dal Guccione: per brevissimo tempo mise in vendita, sul sito Penthouse, il workprint della sua versione spacciandolo per questo leggendario Cannes cut. È leggermente più lungo della versione rilasciata, di roba aggiuntiva c’è solo qualche inquadratura, in bianco e nero, probabilmente dal montaggio di Brass. Curiosamente c’è l’audio in presa diretta con le voci originali di Theresa Ann Savoy e Paolo Bonacelli (si sente pure un suggeritore che gli urla le battute :D).

La nuova versione dovrebbe seguire filologicamente la sceneggiatura riscritta da McDowell e lo sceneggiatore londinese da lui coinvolto, pare manchi solo la scena della tortura di Proculus (in tal caso hanno fatto bene). È stata montata interamente con take alternativi rispetto alla versione circolante.

Il film non penso sarà mai un capolavoro, però ha un fascino particolare e tutti sti casini e misteri non fanno che amplificarlo.

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a me invece pur essendo la scena più volgare e imbarazzante del lotto non è affatto spiaciuta. contestualmente e nell’economia del narrato e del contenuto non sfigura, ed è anche molto coraggiosa se si considera l’anno in cui è stata rivolta a un pubblico. devo dire che a me il film piace proprio perché ambidestro e antifrastico: il kitsch che lambisce il trash, lo chic che collide con lo choc, l’ediperiodici/lo squalo che balla il can can a braccetto con preziosismi paraviscontiani, attori di razza immersi nel furore pansessuale, l’apollineo e il dionisiaco che fanno kickboxing, il potere-giocattolo in mano a un bambino che lo smonta fino a smontar se stesso, fellinismi barocchi, scoppi visionari al limite della lisergia, estetismi da decadentismo, l’hard mai così aristocratico nel piglio e nella gestione, apologia e parodia sfarzo e bassa materia che fanno lingua in bocca. è un film che fa dell’imperfezione e dell’autoindulgenza virtù, che non offre limiti e non ne accetta. è un capolavoro di prosa storiografica degenerata. come non amarlo (d)alla follia.

qua in ogni caso occorre badare agli esiti, non agli intenti. quelli restano nell’immateriale e nella nostalgia di quanto mai sarà. non intendevo dire che prediligo i passaggi austeri, ma che questi ultimi sono quelli che meglio delineano i personaggi di contorno e contrappuntano il protagonista che da una certa in avanti invece si carica la quasi totalità del film (che del resto è il suo regno) sulle sue sole spalle. questo spaccamento netto lo si avverte soprattutto nella costruzione narrativa delle edizioni italiane. quella da 156’ rimescola un po’ le carte, ma anche ridà ordine alla cronologia degli eventi (a tal proposito resta a prova di filologia e di comprensibilità la vhs dell’espresso che non arriva neanche ai 90’, davvero una botta di droga tagliata malissimo)

a quanto leggo, la nuova versione si direbbe quasi un caligola a sé e anche se il mio sesto senso dice che potrebbe piacermi meno, non vedo l’ora di farla mia, anche perché pare risalti ancor più le prestazioni attoriali e dia più carne a personaggi che in quelle fin qui viste non vanno al di là della bozza (come cesonia). sarebbe inoltre il lusso avere accesso a tutte le 96 ore di girato, ma qui si sfocia nell’utopia.

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Per chi avesse voglia, il sito più accurato sulla questione rimane quello di Ranjit:

Il suo libro, di cui ho alcuni capitoli che mi mandò, non è mai stato pubblicato, e credo che mai lo sarà.

Soprattutto perché va a rivelare quanto il film non fosse altro che una colossale truffa da parte di Guccione ai danni di Rossellini, che ci rimise soldi e salute. Il famoso megabudget arrivava infatti principalmente dall’Italia, non da Penthouse.

Della sceneggiatura di Vidal c’è poco, il rapporto tra lui e Brass si guastò presto, Vidal pensava che il film fosse dello sceneggiatore, Brass l’opposto.

3 personaggi, 3 idee differenti in testa: per Vidal un film politico, per Brass un film politico ma divertente/scanzonato, per Guccione un porno/softporno con grandi attori. Quando incontrai Brass mi disse chiaramente che sarebbe stato impossibile riprendere in mano il progetto, era passato troppo tempo per ricordarsi precisamente cosa avesse in testa all’epoca. Quindi tutte queste edizioni sono sballate perché non sanno il motivo per cui Brass girò una particolare scena, e dove questa scena avrebbe dovuto incastrarsi.

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bisogna tuttavia dire che la media matematica fuoriuscita è grandiosa.

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Ultimate Cut in Blu-ray a fine gennaio, solo in Spagna:
https://www.amazon.es/Caligula-Ultimate-Especial-incluye-libreto/dp/B0CPZ67DPL/ref=mp_s_a_1_1?crid=5SJ707DOPGWK&keywords=caligula+ultimate+cut&qid=1704447393&sprefix=Caligula+ultima%2Caps%2C108&sr=8-1

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Io ho il br spagnolo della Resen, con audio italiano. Mai visto così bene, il film. È la versione di 156’. Mi basta, e avanza… :heart::sunglasses::+1:

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Ci sono 16’ in più. Chissà… Però non c’è uno straccio di extra.

Vanno levati anche i 6 minuti e passa di luce rossa (con tanto di elefante gay) guccioniana.

Ma in realtà è tutto girato alternativo, non dovrebbe esserci un singolo fotogramma proveniente dalla vecchia versione.

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