Regìa di Uli Edel, 1981
Con Natja Brunckhorst, Thomas Haustein, Jens Kuphal, Rainer Woelk, Jan Georg Effler, Christiane Reichelt, David Bowie
Storico film sui tossici minorenni a Berlino (ovest) e sulle degradazioni cui erano sottoposti per procurarsi le dosi… ebbe un successo strepitoso, non tanto perché basato su una storia vera a mio avviso, quanto invece per la crudezza della rappresentazione e la scelta di attori non professionisti.
Rivisto oggi, sconta una sceneggiatura non proprio ben oliata e una durata notevole (oltre le due ore). Rimane Natja Brunckhorst, impressionante nel ruolo di Christiane.
Non lo vedo da tanto ma lo ricordo abbastanza potente (mai quanto il libro, comunque).
Ricordo come molto disturbante la scena di uno dei tentativi di disintossicazione di Christiane e Detlef con una vomitata davvero clamorosa.
C’è anche un pezzo di un live di Bowie.
Sto leggendo il libro in questi giorni e in effetti è un bel pugno nello stomaco. Molto approfondita anche la prima infanzia di Christiane, che invece nel film non veniva toccata se ben ricordo.
Dopo aver visto la serie Amazon (che è bellina eh ma un pò tanto patinata) e aver finalmente letto sia il classico libro che il “seguito” (“La mia seconda vita”) mi son rivisto il film. E’ uno dei miei film della vita da quando me lo fecero vedere a scuola, probabilmente rispetto al libro che è molto più crudo rappresenta in modo più equo tenerezza (l’affetto che prova lei per Detlef nonostante i casini) e tragedia (tutto il resto, dalla dipendenza all’astinenza, al clima di disperazione che avvolge gran parte delle scene). E’ il film che mi ha fatto conoscere quel mito di David Bowie e mi ha atterrito più di qualunque horror al tempo, che volere di più?
Forse il film taglia alcune parti tipo il rapporto col padre violento che picchiava lei, la sorella e la madre…ma comunque un bel film diretto e cupo come se ne vedono pochi.
Nota a margine: in questa visione, forse complice l’hd, mi ha davvero impressionato la trasformazione di Christiane, non solo per la bravura della giovane attrice, ma per le macchie sul viso, il colore malaticcio della pelle , le labbra secche… Davvero pesante.
lessi il libro secoli fa,ma il film l ho visto,colpevolmente, solo recentemente ,in BR,e devo dire che è di una potenza devastante ,tralascio le lodi per la protagonista e gli attori che sono superflue,ma è un pugno nello stomaco,duro secco ruvido e gelido con uno stile che forse solo i tedeschi sanno avere,fuori dai compiacimenti e facilonerie sentimentalistiche.per me ,un capolavoro assoluto (tra l atro non solo di droga si tratta ma pure di prostituzione/pedofilia)..TRA l altro non si fa che rafforzare il concetto che probabilmente tra la fine dei 70 e inizi 80 la filmografia germanica era la numero 1 qualitativamente
Ricordo l’impressione che mi fece all’epoca il trailer, con la canzone Heroes di Bowie in sottofondo. Il settimanale Gente pubblicò stralci del romanzo autobiografico che l’aveva ispirato, roba parecchio tosta in cui si narrava il sesso mercenario delle protagoniste che si pagavano la droga in quella maniera… recensito un po’ negativamente da Tullio Kezich che ne bollava il sensazionalismo, visto la prima volta alla tele qualche annetto dopo l’uscita in sala (mi sembra su Italia 1). Criticabile quanto si vuole, assai realistico e shockante per il modo in cui descrive l’inferno della tossicodipendenza (a parte la vomitata citata da Brass, mi è rimasta impressa anche la scena con il tizio che alla toilette ruba la dose a Christiane e se la inietta nel collo). E’ stato anche il primo film di cui ho memoria a trattare in maniera così verista il tema, probabilmente questo contribuì alla sua notorietà.