Se proponi sul manifesto una scena che nel film non c’è, si, per me è truffa.
Ma no, quella è una locandina. Le locandine sono disegni (anche d’autore) che costituiscono una libera interpretazione del soggetto da parte dell’illustratore. Diverso il caso se fosse una fotobusta con una foto di scena assente dal film. La seconda è una truffa, la prima non può essere considerata tale. Altrimenti anche il celeberrimo manifesto italiano in chiave “comunista” di Fronte del porto (all’epoca molto discusso) e centinaia di altri sarebbero truffaldini, il che non è.
Dici questa?
Per quanto riguarda la libera interpretazione, beh, bisogna sempre vedere poi quello che si aspetta il pubblico. Quella immagine è una delle più celebri del cinema horror americano e scoprire che nel film non c’è penso che un po’ debba aver deluso, dai. Non c’entra niente ma a me ad esempio dà fastidio i titoli in inglese di film che magari sono norvegesi piuttosto che arabi. Potrebbero sforzarsi e dare un titolo italiano.
Se parliamo di FRONTE DEL PORTO si arrabbiano perché andiamo OT.
Lasciatemi solo accennare al fatto che il colore rosso e il pugno chiuso sollevarono molte polemiche perché implicavano, da parte del grande cartellonista Anselmo Ballester, e indipendentemente a quale soggetto fossero riferiti, un richiamo alle proteste di piazza comuniste di quegli anni contro i “padroni”, oltre che a quelle contro la cosiddetta “legge truffa” dell’anno precedente. Inoltre nel manifesto parallelo (sempre di Ballester, vedi qui sotto) ancora più chiaramente si vedono: 1) la massa compatta di lavoratori che marcia unita; 2) l’uncino in primo piano è un chiaro richiamo alla falce che compare nel simbolo comunista della falce e martello; 3) le colombe in alto richiamano la celebre colomba di Picasso, potente simbolo anti-franchista e anti-fascista. Non so che idee politiche avesse Ballester, ma sicuramente ha dato qui un’interpretazione del film di Kazan marcatamente politica (se non addirittura partitica).
Qui come per Sesso e violenza si è trattato di inglesizzare con nomi assurdi quelli degli attori ma, chissà perché, non di uno degli attori, di quello del regista e del compositore delle musiche. Almeno mantiene quello che promette.
praticamente il 75% delle locandine è da segnalare all’antitrust.
per me neanche in tal caso, perché si tratta di una foto comunque afferente le riprese del film. se poi è di scena o di uno spezzone scartato al montaggio un pubblicitario non può saperlo con millimetrica precisione.
le vere truffe sono altre (per quel che mi compete, incappare in proiezionisti negligenti o incapaci o sostituzioni della pellicola all’ultimo secondo, a biglietto ormai fatto e senza risarcimento, annunciando come rovinata quella in programma, cosa non rara nei cineclub) e quanto ad assoluzione vado anche più a fondo: non ritengo assolutamente truffe (e comunque non mi sono mai sentito truffato da farne un caso) le esuberazioni gridate nelle frasi di lancio neanche quando sono dichiarazioni farlocche di altri autori (vedi caso buio omega) perché la pubblicità - ovunque sia applicata - è per sua congenita natura da sempre illusoria ingannevole fregnacciara e iperbolica e mira a far circolare il prodotto il più possibile, con tutte le armi che ha a disposizione. una volta accettato questo tutto il resto è spasso.
Ormai i manifesti quasi non li fanno più, ma per quelli di un tempo devo ammettere che hai ragione.
andrebbero forse annoverati i mondo-movies, che sono proprio truffe in sé e per sé che antecedono l’aspetto pubblicitario (quello ovviamente metterà carichi oltre i 90), ponendosi come assolutamente autentici nello scodellare immagini molto spesso ricostruite.
In una reprise del 1981 “Agenzia Riccardo Finzi praticamente detective” fu presentato con il titolo de “…elamadonna” dal noto tormentone del suo protagonista
Qui con Lory Del Santo in gran spolvero anche se non si capisce quali incassi avrebbe dovuto garantire la sua presenza.
E anche quest’altro:
In realtà Abatantuono ha un ruolo molto limitato fatto sta che il suo nome neanche appare tra i crediti originali.
La vhs inglese di Holy virgin vs the evil dead (delirante horror honkonghese) riporta in copertina un’immagine tratta dal manifesto di Evil dead 2, lasciando ad intendere allo spettatore che il film sia in qualche modo collegato alla saga di Raimi.
Anche questa cinetruffa è notevole: finto sequel di “weekend con il morto” solo per via dello stesso attore protagonista. Poi il sequel lo fecero per davvero.
In quel caso almeno c’è uno dei protagonisti del film originale in questo caso invece la trovata è proprio gratuita.
L’aereo più pazzo del mondo 3
https://www.filmtv.it/film/132/l-aereo-piu-pazzo-del-mondo-3/














