A me di Boll piacque decisamente “Rampage”. E ho pure un debole per “Bloodrayne”, sì.
Ma non facciamo paragoni con la serie di Bronson. Non aveva vere pretese né PRESUNZIONI “sociologiche”, anche se il primo (e migliore) capitolo descriveva e diceva certe cose sulla società yankee meglio di altre opere “serie e impegnate”. Il problema qui è che Boll mette in bocca al protagonista pistolotti appunto degni dei peggio e più reazionari politici su piazza. I nomi, sono stati già fatti. Semmai, un dubbio sorge spontaneo: non è che il crucco sta facendo tutto questo casotto apposta, giusto per far parlare di sé? Che insomma lui stia solo “giocando” a fare il porco nazistoide. Ma è un gioco obiettivamente pericoloso. Però lui è stato lontano dal cinema parecchio, e quindi è ben disposto ad usare anche la carta della provocazione. Della serie “o è molto furbo”, o in alternativa “è solo molto scemo”…![]()
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