Copkiller (l'assassino dei poliziotti) (Roberto Faenza, 1983)

@ilbestione hai poi avuto modo di vedere i 14’ di extra del BE code red?

No, mi dispiace.

Sono 14 minuti che mancano dal Bluray Code Red - presi dalla versione italiana e quella ungherese. Poi ha sistemato l’audio e i colori. Leggendo la descrizione adesso, ha fatto un bel lavorone!

Più di quello? Nessun idea. Non ho visto il film finale - solo i pezzi che ho sottotitolato (se ricordo bene? Puo darsi un po di più)

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ricordi per sommi capi in cosa consistevano?

Troppo tempo e passato… pero, ho mandato un email e ho chiesto si manda una copia (non lo mai avuto la versione finale - ho notato adesso)

Se mi risponde ti mando un messaggio, okay? E più facile se lo vedi - sono varie scene.

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ATTENZIONE CHI NON HA MAI/ANCORA VISTO IL FILM BYPASSI ARTICOLO E RECENSIONE, CONTENGONO SPOILER GROSSI QUANTO UN QUARTIERE

i tipografi non ce la potevano proprio fare, dato che anche il giorno prima lo storpiarono così:

poi però la capirono

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la strepitosa main theme, per chi scrive il miglior morricone di sempre

e la main song che riarrangia in chiave country la patetica di cajkovskij, una vera e propria droga se il film rientra tra i vostri hypercultissimi

infine, in un soprassalto di @Zardoz izzazione, il comparto doppiatori

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la cui immissione vale la pena trattandosi di uno dei pochi film la cui versione doppiata e il cui adattamento ai dialoghi eccede quella originale (dove pure gli attori si difendono bene)

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Grazie, Schramm. Bei tempi, bei doppiatori…:cocktail::cocktail::cocktail::ok_hand::ok_hand:
P.S. Ammetto che a tutt’oggi, purtroppo, il film non l’ho mai visto…:cry:

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non so se/quanto possa piacerti, ma non pongo limiti alla provvidenza. circa i doppiatori, per uno che è sempre stato poco accomodante sulle vs originali, quando faccio un’eccezione c’è da crederci! :wink: qua tutti davvero in bolla. giuliano e sabatini davvero supersonici.

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il raro telepromo di un passaggio (altrettanto raro) in prima serata su odeon:

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qualcuno sa titolo e autore del brano postpunk che lydon ha impostato nella radiosveglia e che nel film è anche la sigla del radiogiornale newyorchese?
i titoli di coda non ne fanno menzione, non è presente nella ost ufficiale e non se ne trova traccia informativa sui portali che elencano puntigliosamente tutta la musica presente nei film e nelle serie. non è un pezzo dei p.i.l. né dei sex pistols.
jerrydrake in 4..3…2…1..

Questa?

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stavo giusto per mettere l’autorisoluzione. nella ristampa del cd è il brano finale (mancava dal vinile assieme ad altri pezzi). non avrei mai detto che fosse sempre di morricone! :open_mouth: :open_mouth:

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Fra l’altro lo sapete, no, che originariamente la colonna sonora del film avrebbe dovuto realizzarla proprio Lydon? Il titolo del main theme era Order Of Death, come il titolo originario del romanzo che ispirò il film. Poi la scelta è caduta su Morricone e, anni dopo, Lydon l’ha utilizzata per Hardware di Richard Stanley. Non mi pare che nel thread qualcuno lo avesse detto, in caso contrario mi scuso per la sbadataggine.

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Siiis, da fan dei p.i.l. lo sapevo, lo sapevo. In realtà parte della ost è ricaduta in brani dello scarsamente circuitato e discusso commercial zone e un solo brano, quello da te postato, in chiusura di this is what you want this is what you get dell’84, è stato recuperato e riabilitato molto dopo per hardware (se non ricordo male nella scena della doccia). Non sarà oltretutto la sua prima incursione al cinema e nelle serie tv_ in queste ultime, l’hanno incamerato miami vice, due eps di mr robot, industry e the umbrella academy; oltre a stanley, è stato cinematograficamente resuscitato da the blair witch project, happily e più di recente freaky tales.

parte del materiale originariamente pensato e composto per il film di faenza è invece rimasta a tutt’oggi impubblicato.

curiosamente di fleetwood il solo libro da noi edito è stato il suo esordio a painter of flowers da noi incorporato nella collana de il giallo mondadori col curioso titolo e loro sono la notte

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Non sapevo che da noi fosse uscito qualcosa di Fleetwood. In effetti mi domando quanto il film di Faenza sia fedele al libro… quindi è un autore di gialli?
(Leggo che ha scritto pure qualche raccontino horror. Ed è pittore, oltre che romanziere. Ancora attivo, pare)
Pensa te, ha scritto anche altre sceneggiature per Faenza stando a MUBI:
https://mubi.com/it/cast/hugh-fleetwood

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visto in versione da 1 ora e 48 min finalmente…gran film, inquietante,kafkiano,affascinante,complesso, ha delle assonanze con Cruising e Maniac cop..e sicuramente Abel Ferrara deve averlo visto perche’ il tenente di keitel qui è una anticipazione del suo,anzi per me è ancora piu inquietante quello di Faenza…non è un poliziesco comunque e anche definirlo thriller è arduo,rotten è un ottima sorpresa ,una interpretazione da applausi .splendida anche la colonna sonora di Morricone.

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una superchicca, rara intervista italiana rai sul film a lydon, anzi due:

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Fra l’altro, un amico ha lavorato sul set di uno degli ultimi lavori di Faenza. Entrato un po’ in confidenza, gli ha domandato che ricordo avesse di Lydon. Faenza ha risposto che lo ricordava come una personcina abbastanza ammodo, durante le riprese di Copkiller era stato molto professionale e lontano dall’idea di un personaggio “trasgressivo” che la sua fama lasciava supporre.

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si anche a me disse che era anche più professionale di keitel che invece talvolta si presentava in ritardo. john spaccava sempre il minuto. faenza peraltro ai tempi (fine 80-primissimi 90) parlava molto malvolentieri del film, quasi lo disconosceva e se glielo tiravi fuori faceva le giravolte per tagliar grezzo e chiudere bruscamente il discorso il prima possibile. mai capito perché, considerando che è la sua opera migliore di sempre.

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Credo che per lui fosse stato un po’ una marchetta, a Faenza garbavano i film d’impegno politico e questo era un thriller… volendo, il taglio politico nella storia c’è però veniva pubblicizzato puntando sul taglio scabroso/ thrilling all’epoca. magari avrebbe voluto girarlo in maniera diversa ma la produzione gli ha imposto dei paletti, vai a sapere.

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per me - ma magari sono gli occhi miei - emerge evidentissimo il vettore dell’eroismo della colpa. c’è molto dostevskij, girard e masoch via hegel con quel che di tragedia greca di riporto: la compresenza di vittima e carnefice nella sfera identitaria, l’altro come luogo dove i nostri mostri prendono parola e forma, e più in generale la dissoluzione dei confini: tra poliziotto e criminale, legge e arbitrio, vittima e carnefice, identità e ruolo.. e senz’altro il taglio diciamo così politico però in senso foucaultiano o benjaminiano (la legge come nome-maschera-paravento che violenza e corruzione danno a sé stesse, l’ordine e il caos che si alimentano reciprocamente). il tutto magari rivestito da thriller per provare a dargli uno snodo commerciale ma chiaramente un prodotto così concettualmente ingombrante era imbarazzante ai tempi da gestire, perché più che un semplice thriller, è una riflessione sulla natura performativa del potere e sulla fragilità dell’io quando viene sottoposto a una relazione estrema (non trascurerei che per elaborare la sceneggiatura faenza si avvalse della collaborazione dello psicologo renzo canestrari, peraltro non nuovo al cinema essendo un appassionatissimo esegeta di fellini).

andrebbe naturalmente chiesto a lui ma secondo me è esattamente così che voleva girarlo e sono esattamente questi i temi che voleva nettamente far trasparire, riallacciandosi in un certo senso a escalation. però ai tempi (oggi non è assolutamente più così, anzi sembra andarne parecchio fiero) c’era qualcosa che lo lasciava immediatamente infastidito se gliene accennavi e non si raccapezzava dell’iperculto - pur di nicchia - di cui godeva. era quasi come se lo rinnegasse. non so, a tal proposito potrebbero forse essere rilevanti le missing scenes di cui anni fa parlava @ilbestione

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