https://www.imdb.com/it/title/tt10417622
Prima escursione per il sottoscritto nelle affascinanti ed intriganti lande del cinema made in Wakaliwood, e devo dire che ne sono uscito pienamente soddisfatto.
Si tratta di un’opera minore di questa cinematografia essa stessa minoritaria (molto più celebri sono titoli come Who killed captain Alex? e Bad black) ma comunque pienamente rappresentativa di quel modo di fare cinema e dello spirito e della passione che muovono gli autori e gli interpreti di queste pellicole.
Cinema popolare per il popolo e fatto dal popolo, azione sfrenata senza farsi inibire dai limiti tecnici e budgettari, voglia di divertirsi e di fare divertire, voglia di raccontare e di stupire. Le trame sono quelle del cinema Hollywoodiano e le ambientazioni quelle del quartiere, gli attori sono le persone del luogo, che intorno alla figura di Nabwana Isaac Godfrey Geoffrey hanno contribuito a creare dal nulla una cinematografia così vivace e intraprendente da riuscire ad avere fans ed estimatori in tutto il globo.
Le due cose che mi hanno colpito di più:
- Il fatto che il regista abbia messo su una specie di scuola di arti marziali, per togliere i bambini dalla strada ed al tempo stesso formare un bacino di giovani e brillanti atleti a cui attingere per avere attori e stuntmen in grado di performare nei propri film
- La presenza di V.J. Emmie, una specie di bonimentheur, un veejay imbonitore che per tutto il tempo commenta l’azione che vediamo in campo, facendo in modo che il pubblico si scaldi e si esalti ancora di più, interagendo sia con gli spettatori sia in qualche modo con gli attori, con frasi tipo “Auch, questa deve fare male!” oppure “Attento, dietro di te!”, o anche “Occhio ragazzi, ora arriva il bello!”, e via dicendo. Questo ruolo svolge anche una specie di funzione fan service, poiché aiuta il pubblico occidentale a capire a grandi linee i dialoghi che si svolgono in lingua swahili.
La trama grossomodo racconta di una gang di criminali (con a capo un big boss cattivissimo interpretato dall’onnipresente nanetto del cinema ugandese Mukiibi Alex) che rapisce bambini per avviarli non so più se allo sfruttamento sessuale o al traffico di organi. Uno dei bambini rapiti è figlio di un ganzissimo superpoliziotto che però poi, per la disperazione, perde la testa e diventa uno straccione di strada, uno scemo del villaggio che vive nelle discariche a cielo aperto che attorniano la città. Tra i bambini rapiti però ce ne sono due particolarmente tosti che di arti marziali ne sanno un botto e riusciranno a fuggire diverse volte e dare del filo da torcere ai propri carcerieri. Un altro padre alla ricerca del proprio figlio rapito si alleerà con lo scemo del villaggio e farà irruzione nel covo della gang, libereranno i mocciosi e saranno botte da orbi!
Tra arti marziali, scazzottate ignorantissime, sparatorie ed esplosioni in CGI ancora più ignoranti, un’ora e mezza di divertimento assicurato per lo spettatore smaliziato e dai larghi orizzonti.
Emulo del forumista ex mitteleuropeo ora emiratino, me lo sono guardato in aereo sul mio portatile, al netto dell’incredulità dei due passeggeri che avevo accanto che, sebbene fingessero indifferenza, non riuscivano a celare il proprio sbigottimento. Esperienza da ripetere!
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Si era già parlato di questa folgorante new wave del cinema ugandese qui.