Dark Places - La Scala Della Follia (D. Sharp, 1973)

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Ho recuperato questo film perché qualcuno me ne parlò dicendomi che Profondo Rosso si era ispirato in maniera spudorata a tante situazioni presenti in questo thriller di Don Sharp.

Il film, onestamente, non è nulla di che. Un thriller la cui cosa migliore è l’atmosfera british e la location della casa. Ma per il resto è parecchio debole e anche poco coinvolgente.
Joan Collins è terribile, Christopher Lee, Robert Hardy ed Herbert Lom sono bravi come sempre ma il film non li aiuta. C’è pure Jane Birkin in un piccolo ruolo.

La storia della “parentela” con Profondo Rosso è risibile. Ci sono un paio di situazioni simili ma da qui a dire che Argento ci si è ispirato ce ne corre…

In ogni caso vi screenshotto alcune delle situazioni simili a quelle del film italiano ma vi assicuro che sono moooooolto meno evidenti di quanto potrebbero sembrare.

Abbiamo una bambola con la testa spaccata ma da qui a dire che è parente del bambolotto dal ghigno malefico ce ne corre:

Poi abbiamo il protagonista che sfonda una parete a picconate. Ok, c’è pure in Profondo Rosso ma c’è in anche qualche altro fantastiliardo di film…

E dentro ci sono cadaveri mummificati ma murare cadaveri non mi sembra un’idea nuovissima, ecco…

E poi c’è la combo “bambino con i calzettoni vicino all’arma del delitto / bambino con l’arma in mano” ma Iacopo Mariani non aveva proprio l’esclusiva di questo, insomma…

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Tutto qui, insomma…
Chi è interessato trova il dvd italiano della Mosaico (master scrauso, solo con la traccia italiana) a due spiccioli.

A me piace molto, Sharp era bravo e le atmosfere da thriller/ horror britannico anni 70 mi sono sempre andate a genio. Poi i flash-back coi due mocciosi psicopatici mi turbarono, la prima volta che lo vidi (ero fanciullo, sia sempre lode alle defunte emittenti private degli anni 80). In effetti tirare in ballo Profondo rosso per bambole e pareti sfondate mi pare esagerato, Darione in alcune cose si è dichiaratamente ispirato a Poe e non mi pare un gran mistero (semmai, in PR troviamo forti influenze da altri film, a partire da Piano piano, dolce Carlotta di Aldrich). Pure io ho il DVD Mosaico, peccato il letterbox ma almeno il formato è widescreen (poi l’ho acquistato a poco).


(Poi, naturalmente, ci può stare che Argento abbia tratto spunto per alcune immagini, non ci vedo niente di strano. Anche per il sopracitato film di Aldrich la intendo così, pura resa grafica)

Sicuro che il tuo dvd sia widescreen anche se letterbox? Il mio, come si vede dagli screenshot è in 4:3.

Cioè, lo vedi fullframe? Il mio lo ricordo wide, aspetta che controllo…


Porc, hai ragione. Ricordavo il formato 1.66:1 ma probabilmente trattavasi di visione pre HV, peccato.


Peraltro ci perde molto, così. Vero è che 1.66:1 non è poi così sacrificato rispetto all’1.33 ma la fotografia era comunque molto bella, questo me lo ricordo.

E’ la prima volta (o quasi) che non condivido un parere espresso da Giorgio Brass.

Non solo il film, a mio giudizio, è molto interessante per vari motivi (grandi anche gli attori, soprattutto Robert Hardy, che tra l’atro aveva già recitato anche con Boris Karloff), ma il credito con Profondo rosso circa la sequenza della parete dietro la quale ci sono gli scheletri dei familiari uccisi appare - e non solo a mio giudizio - troppo evidente per essere casuale. E’ vero che Profondo rosso è uscito in Italia prima del film di Sharp, ma quest’ultimo era uscito in Inghilterra e negli Stati Uniti nei primi mesi del 1974, proprio quando Argento aveva in cantiere il suo film. Anche la coincidenza cronologica è troppo sospetta per essere casuale.

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A parte l’idea dei cadaveri murati - che comunque non sta scritto da nessuno parte che essa debba essere ad appannaggio di un solo film - le altre “somiglianze” non le prendo neanche in considerazione.

Cito quest’articolo riguardo la questione Profondo Rosso (dal quale abbiamo recuperato le foto andate perdute in upgrade)

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Ma sinceramente il film di Argento cita in maniera esplicita anche dei classici, vedi La Scala a chiocciola e La Signora scompare. E, volendo, il primo omicidio come stile si avvicina parecchio all’incipit di Piano, piano dolce Carlotta, di Aldrich. Niente di strano che possa aver avuto in mente anche il classico di Don Sharp, fermo restando che entrambi i registi sono in debito con Poe. Poi va be’, anche alcuni thriller/ horror inglesi a loro volta han citato Argento, dal Norman J. Warren di Terror al Peter Walker de La Terza mano. Sharp per restare al tema del topic era regista valido e abbastanza conosciuto per i suoi film di suspense e la Scala della follia a distanza di anni continua a essere un piccolo gioiello del genere, per quanto mi riguarda.

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Me lo sono rivisto stasera, giusto perché in 'sto periodo sono intrippato coi vecchi thriller inglesi. Continuo a trovarlo un bel film nel suo genere, francamente le presunte influenze su Profondo rosso mi sembrano troppo stiracchiate per essere prese sul serio. Semmai era Sharp ad avere in mente Il Giro di vite di Henry James, sia pure alla lontana.

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