Beccato assolutamente per caso, il film mi ha colpito per la sua stravaganza (sia contenutistica, sia - in parte - formale) e per la spregiudicatezza con la quale alternava momenti romantico/poetici a tematiche sovrannaturali, momenti di pura action ad altri estremamente tesi a livello emotivo, quasi thrilling.
Il film progredisce così per tutta la sua durata, assemblando parti totalmente disomogenee e riuscendo in qualche misterioso modo a farle stare insieme armoniosamente in maniera unitaria.
Alcune soluzioni registiche e narrative lasciano in certi istanti venire alla luce anche delle scelte arty molto gradevoli.
Un cinema bizzarro e molto libero, avrei potuto aspettarmi qualcosa di simile dalla cinematografia di Hong Kong ma non invece da quella thailandese.
La storia è quella delle anime di un ragazzo ed una ragazza che muoiono nello stesso incidente stradale; i loro spiriti resteranno 5 giorni sulla terra e poi verranno risucchiati in cielo per poi reincarnarsi. In questi 5 giorni però i due dovranno cercare di regolare alcuni problemi (soprattutto sentimentali) che hanno lasciato irrisolti nelle proprie vite e soprattutto riuscire a ritornare allo scadere del quinto giorno nel luogo della loro morte. Se così non fosse, si troverebbero a vagare per sempre sulla terra. Ma soprattutto, dovranno evitare una gang di feroci criminali pseudo-metallari) che intendono rubargli il flusso vitale per reincarnarsi al posto loro.
In questi 5 giorni passati fianco a fianco le anime dei due protagonisti diventano molto affini e nasce un sentimento che li unisce.
Andando poi a vedere la filmografia del regista mi sono stupito quando ho appreso che questa pellicola è l’opera seconda dell’autore di Ong Bak!
Uno stile completamente diverso, delle intenzioni autoriali molto distanti, non l’avrei mai detto!