E.T. l'Extra-Terrestre (Steven Spielberg, 1982)

Io lo vidi al cinema ad 8 anni con i miei genitori e ricordo grande partecipazione, entusiasmo ed eccitazione, uscì dal cinema con la sensazione di aver assistito ad uno spettacolo grandioso, enorme. Era il film che un bambino di 8 anni doveva vedere. Durante la visione avevo provato tutto, paura, avventura, affetto, trepidazione, stupore, meraviglia, inquietudine e me ne sarei ricordato per molto molto tempo. L’ho rivisto 36 anni dopo assieme ai miei figli (che suppergiù hanno l’età che avevo io all’epoca) e naturalmente mi ha fatto un effetto diverso, anche se non necessariamente negativo.

Tra i vari film di Spielberg E.T. non è uno di quelli che è invecchiato meglio, mi riferisco prettamente ad un discorso estetico, di forma. Gli effetti speciali risultano più datati di qualsiasi sua produzione dello stesso decennio o persino precedente (anche se poi per il trentennale è uscito il bluray parzialmente rivisto e corretto con l’ausilio della computer grafica, che nell’82 non c’era). E’ vero, i tempi del racconto sono estremamente più lenti di quelli ai quali siamo abituati oggi in sala (ma pure questo non è per forza un male) ed è vero anche che in modo più marcato rispetto ad altre sue pellicole qui Spielberg cerca testardamente la commozione, il sentimentalismo, la sintonia emozionale con il suo spettatore di riferimento. Ma chi è lo spettatore di riferimento di E.T.? Un pubblico di bambini. La retorica, la melensaggine, il languore, il buonismo sono universi semantici sconosciuti ai bambini, loro si dispongono in modo totalmente recettivo e privo di filtri a vivere ciò che Spielberg racconta e che Elliot, il protagonista di 11 anni, vive in prima persona. Ed esattamente come si crea una simbiosi tra Elliot ed E.T., se ne crea una uguale e parallela tra i piccoli spettatori e il film.

Oltre che un “classico” del cinema di fantascienza e avventura per ragazzi, il film rimane un paradigma universale di accoglienza, solidarietà, generosità, umanità, protezione, fratellanza, curiosità verso la diversità. E’ la versione di Incontri Ravvicinati per i piccoli. Inquadrato in quest’ottica anche l’aspetto più grossolano e meno raffinato dell’astronave, della creatura stessa (per cui Rambaldi vinse l’Oscar), il punto di vista “narrativo” ossessivamente incentrato ad altezza bambino, una sceneggiatura a tratti simbolica e stilizzata (gli scienziati cattivi mai inquadrati in volto, affinché siano esclusivamente una “minaccia” incombente, senza una faccia; tutta la prima parte giocata sui dettagli, sulle luci, su piani stretti; la costruzione estremamente “ingenua” del trasmettitore stellare, etc.)sono tutti elementi che trovano una fisiologica giustificazione.

Spielberg gioca in modo completamente diverso in E.T., perché diversa è la finalità che si propone di ottenere. Ne Lo Squalo la bestia non si vede mai, è dosata col contagocce e per buona parte del film ne aspettiamo ansiosamente la comparsa. In E.T. l’alieno è in scena nel primo fotogramma, lo seguiamo da subito e lo vediamo continuamente. Spielberg non ci vuole spaventare (anche se un filo d’inquietudine fa comunque parte del gioco), le atmosfere non possono essere giocoforza quelle de Lo Squalo. E.T. è un film inclusivo e non esclusivo, Elliot accoglie, Martin Brody uccide il predatore, con il quale è impossibile instaurare qualsiasi forma di comunicazione e condivisione. Cionondimeno E.T. ha momenti fortissimi ed intensamente drammatici. Continuo a trovare sconvolgente quando Elliot urla disperatamente agli scienziati che E.T. era venuto appositamente per lui, aveva scelto lui, aveva cercato lui, e separarlo da Elliot non potrà che ucciderlo. E’ un legame assoluto che sta per essere spezzato, quello di due fratelli, ancorché interplanetari, ed Elliot lo vive nella più tragica delle condizioni. Non ci si mette molto a capire che Elliot è il piccolo Spielberg (pure lui nato e cresciuto nella provincia americana, con una famiglia sentimentalmente instabile e con un amico immaginario alieno, venuto apposta dallo spazio per lenire il dolore del divorzio dei genitori).

La Columbia Pictures all’epoca defenestrò il copione ritenendolo “uno stupido film della Disney”, Spielberg dovette rivolgersi alla Universal. Il Times in modo illuminante scrisse: “Criticare E.T. in termini ordinari è come criticare le tecniche di struttura dell’Iliade, le motivazioni dei personaggi di Cenerentola o la zoologia di King Kong. Come loro E.T. è passato nell’universo delle mitologie, dove contano solo le leggende.”. Oscar anche per le meravigliose musiche di John Williams. Ah…ai miei figli è piaciuto moltissimo!

Leggenda del cinema di fantascienza, criticabile quanto si vuole ma resta uno dei più famosi nella storia del genere. Lo vidi a 12 anni, sala strapiena (c’erano spettatori in piedi), divertimento e commozione in egual misura. La mia nipotina lo detesta, è rimasta traumatizzata dalla scena in cui credono l’alieno morto e lo chiudono nella sacca per i cadaveri.. Ricordo tutti i gadget legati all’uscita del film, i negozi di giocattoli pullulavano di pupazzi di E.T. in tutte le dimensioni.

Da piccolo lo adoravo, ovviamente. Piangevo come un cretino. Oggi non ce la faccio a riguardarmelo. Lo rividi un sacco di anni fa e riconobbi che tecnicamente è ancora fantastico, la musica è qualcosa di incredibile, la regia vola, il mostriciattolo è fatto benissimo… ma a parte questo è troppo una favoletta per bambini. Da grande non riesco più a godermelo. Ma non è questo il problema, alcune cose per bambini me le godo ancora oggi. Questo non lo so. A tratti mi mette un’angoscia allucinante, tipo quando lui e elliott stanno male e i cattivoni lo portano via, oppure tutta la scena di lui a scuola e et a casa che si ubriaca. Boh, non lo so perché ma mi mette quasi a disagio.

Troppo “e vissero tutti felici e contenti”, troppo “buonismo alla spielberg”. Oh, ci mancherebbe, è appunto una favola per bambini e così dev’essere. Ma ormai quei pulsanti che avevo da bambino e che questo film è fatto apposta per premere non ce li ho più, ecco. Lo spielberg che preferisco io è quello meno buonista. È anche per questo film che c’ho un rapporto di amore/odio con lui e la sua filmografia. Oh, e poi lo devo dì? Lo dico? Lo dico. Mi sta un po’ sul cazzo quando il buonismo e la favoletta vince sull’arte più “alta” e capolavori come blade runner e la cosa non se li incula nessuno perché vogliono tutti i buoni sentimenti più facili. Dopo roba tipo Rocky, ma anche lo squalo (che è un capolavoro) e soprattutto guerre stellari la gente ritrovò la gioia di andare al cinema a vedere la favola dal lieto fine e questo (purtroppo, per certi punti di vista) spostò l’asticella più sul buonismo degli anni 80 reaganiani. Che ha tirato fuori tanta bella roba, che adoro, ma ha pure ammazzato la nuova hollywood che regnava negli anni 70 e che era qualcosa di fantastico. E.T. ne è un po’ il simbolo e mi sta un po’ sulle palle anche per questo motivo. Ma non è solo questo. Come dicevo, alcune cose da grande non riesco più ad apprezzarle come una volta.

Film epocale, che ha giustamente il suo posto nella storia del cinema di fantascienza e non, fatto da dio, sotto ogni punto di vista, perfetto per quello che deve essere. Però per me il problema sta proprio in quello che deve essere, appunto.

Stendiamo un velo pietoso sull’edizione speciale con gli effetti speciali rifatti, le scene aggiunte e i fucili tolti ai cattivi e rimpiazzati con le ricetrasmittenti! Inguardabile! Pure spielberg s’è giustamente pentito di averla fatta uscire! Io vidi qualche scena in televisione e stavo per sentirmi male. Per tacere dell’ennesimo caso di ridoppiaggio. Sentire le voci diverse su un film epocale che hai visto per anni e anni è veramente insopportabile. Soprattutto perché il doppiaggio originale non è un’opzione! Proprio non c’è più! Cristo, lasciami pure il doppiaggio originale! Con lo squalo, grazie a dio, dopo tanto tempo, l’hanno fatto! Io c’ho la versione originale e me la tengo stretta ma… chi se lo riguarda più sto film?

Spielberg è uno dei più grandi registi di sempre ma non è assolutamente questo lo spielberg che piace a me.

Pensate che io non l’ho mai visto… e ormai è troppo tardi, temo.

Ma no, guardatelo lo stesso! Che ti frega? Magari ti piace lo stesso.

Quoto ampiamente Tony: ottimo film, vari momenti bellissimi e indimenticabili, sicuramente una bella fiaba fantascientifica. E naturalmente anch’io lo vidi da piccino, coi genitori, in sala strapiena. MA lo Spielberg migliore è assolutamente un altro. E non perdonero’ mai alla Universal la sciagurata, idiota decisione di distribuire “La cosa” in contemporanea, negli States. Condannando il capolavoro carpenteriano al flop commerciale. È anche per questo che non provo gran simpatia per il mostriciattolo di Rambaldi…

Potrebbe piacermi senz’altro, Spielberg è Spielberg; ma non mi ha mai attirato da ragazzino, e nemmeno adesso.

Allora guardati il mio amico mac! Ti piace sicuro! Quello sì che è un capolavoro! :smiley:

Non sono obbiettivo al riguardo, mentre per qualcuno il fatto che un film sia di Spielberg (con tutto il corollario di accuse di “buoni sentimenti”, infantilismo, enfasi, retorica, happy ending, eccetera) costituisce addirittura un limite, per me è sempre un valore aggiunto. Tuttavia penso che vedere questo film (per la prima volta) da adulti tolga moltissimo all’effetto che se ne ricava; innegabilmente parte della magia sta nella visione all’età per la quale il film è appositamente pensato e costruito. Che poi l’accusa di buonismo è una roba curiosa, voglio dire, non mi risulta che Pulp Fiction o Il Cattivo Tenente siano mai stati accusati di cattivismo o che comunque ciò sia stato eletto a difetto. Evidentemente è una specie di regola non scritta, al cinema cinismo batte buonismo.

Lo penso anche io.

Beh non qui su GdR, ma come ben saprai il mondo è pieno di gente che accusa il cinema e i fumetti di essere alla base della violenza della società.

Probabilmente hai ragione, però nell’aria si annusa un po’ quest’idea che il film “buonista”, alla Frank Capra o alla Spielberg per intenderci, sia per ragazzini (e per il popolo bue che riempie le sale con i film di Checco Zalone), mentre la mazzata nelle gengive “is for men” (uomini e pure cinefili che la sanno lunga)

Non so, può essere.

Comunque a quanto pare il popolo è “bue” solo quando va a vedere film che non ci piacciono. Se riempie le sale per Tarantino, Nolan o Sorrentino, non è più “bue” a quanto ho capito.

si, pure quello è un altro fenomeno “sociologico” che si ripete puntualmente, come la liquefazione del sangue di San Gennaro, la liquefazione da pubblico colto a pubblico bue e viceversa, a seconda della proiezione.

Per me è uno dei film migliori del regista, non sono d’accordo sul fatto che “il miglior Spielberg sarebbe altrove”. Lo sento dire spesso, ma alla fin fine è una di quelle pellicole che hanno contribuito a fare del suo cinema leggenda. Se pensi ai capolavori suoi che hanno commosso il pubblico, al top ci sono Duel, Lo Squalo, Incontri ravvicinati, I Predatori e appunto E.T. E’ una fiaba fantascientifica, ovvio che sia sentimentale; e ovvio che, trattandosi di un prodotto pensato soprattutto per i bambini, rivisto in età adulta possa non coinvolgere alla stessa maniera; ma sempre titolo di culto rimane. A cominciare dal look dell’alieno, impresso in maniera indelebile nell’immaginario collettivo assieme ai “grigi” di Communion e lo xenomorfo di Alien. Curiosità: gli occhi di E.T. son quelli della mamma di Spielberg, in un’intervista degli anni 80 lei fece notare con divertimento 'sta cosa (c’era pure la foto della signora S. accanto a E.T.).

Certo, nessuno mette in dubbio che sia uno dei suoi capolavori e uno dei suoi film “manifesto” e che faccia parte ormai della cultura generale. L’ho detto, infatti. Però, poi, uno c’ha i propri gusti e magari (come me) sto alieno tanto caruccio non gli cala. Quindi quando dice che il miglior spielberg è altrove, vuol dire che ne preferisce altri, pur però riconoscendone l’importanza. Poi certo, ci stanno pure quelli che sparano a zero senza sapere di che sanno parlando e che devono criticare a priori perché non c’hanno un cazzo da fare.

Concordo con Tuc e Tony: ritengo incontestabile la sua importanza all’interno dell’opus spielberghiano. E cinematograficamente gli riconosco una netta superiorità rispetto a un “Jurassic park” (opera sicuramente minore e tutt’altro che indispensabile. A parte rimpinguare il conto in banca del regista…). Contemporaneamente, gli preferisco altri titoli. Senza snobismo.
P.S. E tornando al paragone col coevo “La cosa”: tanto per cominciare, ho visto quest’ultimo MOLTE più volte. Anzi la prima volta che lo vidi (in tv, Italia1, a 12 anni), mi fece pure un discreto scagazzo. E già a partire dai 14 anni, mi “riconoscevo” (e apprezzavo, anzi ammiravo) la visione cupa, pessimista e nichilista del Maestro Carpenter. Senza fare inutili discorsi su “buonismo” o “cattivismo” (veri o presunti): semplicemente, la sentivo più vicina. Nonchè più sincera e “plausibile”…

Sul film in sè, ovviamente, niente da dire, anche come effetti speciali. Io peraltro lo vidi la prima volta in America in lingua originale (in quel momento ero lì con la famiglia), aiutato là dove non capivo dalle cugine ammeregane. Però ho in effetti notato che anche io, da adulto, ho sviluppato una sorta di odio viscerale (cinematografico) verso questi protagonisti tutti frifri frufru teneroni. Insomma, per capirsi, io scioglierei Roger rabbit nella salamoia, quel cazzo di mogway, o come si scrive, lo prenderei a badilate nella testa finché non diventa un sottovaso, ed ET, appunto, lo legherei al paraurti della macchina per fargli fare la fine di ringhio, poi voglio vedere come fa a telefonà a casa… :smiley:
Però, ET ha un’importanza monstre nella storia dei film e personale di Spielberg.

Chi ha espresso un parere sul film fin qui, anche chi ha fatto capire di gradirlo relativamente, concorda nel ritenerlo un titolo importante della storia del cinema (“leggenda”…“capolavoro”…“manifesto”), fatto con maestria, con effetti speciali di livello, musica di qualità, momenti “bellissimi e indimenticabili”. Dove casca l’asino? Casca sul buonismo appiccicoso che per qualcuno è fastidisio ed incide sul giudizio complessivo. Questa cosa (purtroppo inutile, chiedo venia) mi ha colpito perché allora diventa un metro di giudizio di un film altrimenti sostanzialmente lodato da tutti (mi riferisco agli utenti del forum intervenuti nella discussione fin qui). E ripeto, non mi è mai capitato di leggere che Human Centipede o A Serbian Film sono belle pellicole però troppo stronze.

Anch’io preferisco La Cosa, uno dei miei film del cuore di sempre. Diciamo che l’importanza di E.T, è comunque incontestabile, l’impatto che ha avuto sull’immaginario collettivo è sotto gli occhi di tutti; chiaro che se si parla di gusti personali ognuno si fa piacere quel che vuole, pure io di Spielberg amo di più le storie thrilling, “cattive” (Duel, Lo Squalo).


Diciamo che tanti hanno mescolato giudizio obiettivo e gusti personali, ci sta. Chiaro che obiettivamente è ininfluente che un film ti piaccia o meno; io per esempio non amo particolarmente Top Gun ma è un film che a suo modo ha fatto la storia di un certo genere cinematografico e non mi sognerei mai di negarlo.
Comunque, trovo E.T. meno “buonista” di quanto si voglia dare a intendere: i toni da fiaba certamente ci sono, però noi umani ne usciamo maledettamente male nel modo in cui gestiamo gli incontri ravvicinati del terzo tipo. E a ben vedere, l’alieno “buono” non fa altro che coltivare l’amicizia con i bambini innocenti per mero opportunismo, visto che lo aiuteranno a tornare sul suo pianeta. Semmai, l’aspetto melenso (ma neanche tanto, se vogliamo) sta nel concludere che i bambini, nella loro innocenza, fan più bella figura con gli alieni di noi adulti incarogniti. Poi oh, se uno preferisce l’infanza malata e crudele di Non si sevizia un paperino de gustibus.

Con un po’ di immaginazione mi vien da dire che Spielberg, nell’estate 82, diede (involontariamente) una forte spallata al new horror: E.T. polverizzò La Cosa e scosse la carriera di Carpenter; nello stesso periodo ci fu l’incidente di Twilight Zone che allontanò probabilmente Landis dal genere fantastico; e poi uscì Poltergeist dove Tobe Hooper venne infamato…