Ebola Syndrome (H. Yau, 1996)


DVD US-GER-HK https://amzn.to/2YMeIA4

Ebola Syndrome, 1996 98’
Herman yau

Kai e’ lo scagnozzo di un piccolo malavitoso che, purtroppo per lui, si
fa sorprendere da quest’ultimo mentre gli insidia la moglie. Scoperto
e con ben piu’ di una minaccia di terribili punizioni che gli verranno
inflitte si si gioca il tutto per tutto e, dopo una cruenta
colluttazione, riesce a sfuggire e a scappare in Sud Africa. Qui trova
lavoro presso un ristorante cinese ma i padroni -conoscendo il suo
losco passato- lo vessano e lo maltrattano. La vita scorre frustrante
giorno dopo giorno e poi peggiora perche’ per aver violentato una
ragazza (il protagonista e’ un personaggio simpatico non c’e’ che dire) contrae il
virus dell’ebola; ma per un miracolo guarisce e diventa portatore
sano. Subito dopo essersi ripreso scopre, fortuitamente, il piano che
i padroni del ristorante hanno in serbo per lui: scaricarlo nella
giungla prima che qualcuno (sopratutto la polizia) scopra che hanno
dato ospitalita’ ad un immigrato senza documenti e per di piu’
ammalato (anche loro delle personcine per bene!) e a questo punto
scatta la vendetta, ma Kai non sa di essere portatore di un morbo
devastante e progetta di tornare nella madrepatria…

Rispetto a “Untold Story” qui il personaggio del protagonista e’ meno
sfaccettato e il dramma lascia spazio al grottesco mentre assistiamo
al personaggio di Wong che -sorretto dalla regia efficace di Yau-
compie azioni disgustose per un ora e mezza. Personalmente non mi sono
dispiaciuti neanche gli effetti speciali della seconda parte del film
(quelli della parte ambientata in Africa molto meno).

Curiosita’: mi e’ parso che nella scena del “rituale” gli attori che
dovrebbero interpretare dei cadaveri si muovano quando il guaritore
della tribu’ gli spruzza addosso il sangue di pollo.

Curiosita’ due: molte delle versioni in dvd sono censurate.

PS: astenersi animalisti!!!

Ciao!
C.

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Come si evince da dvdcompare, le edizioni migliori sono quella austriaca e quella americana.
Quella austriaca, a doppio disco, contiene in un disco la versione"extended" del film (già al cinema a hong kong il film uscì con circa 2 minuti e mezzo di tagli) e nell’altro la versione cinematografica --> però ha sottotitoli solo tedeschi e come bonus solo trailers di collana.
L’edizione americana presenta la versione cinematografica del film, ma come bonus ha tutte le scene tagliate. Inoltre ha un audio commentary di Herman Yau ed Anthony Wong e tra i bonus anche un’intervista ai due e qualche trailer di collana.

Possiedo l’edizione americana e devo dire che il commento audio è uno dei più gustosi che abbia mai ascoltato (ammetto che non li ascolto spesso, cmq…), poiché oltre ad essere una miniera di informazioni e di curiosità, ti consente di osservare da vicino le dinamiche con cui interagisce una delle coppie regista-attore più affiatate del cinema di Hong Kong. Sembrano in certi momenti due vecchi amici nostalgici che chiacchierano davanti ad una birra, bellissimo. E soprattutto emerge da Yau un’anima fortemente politicizzata e anarchica che mi ha molto colpito.

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Come si evince da dvdcompare, le edizioni migliori sono quella austriaca e quella americana.
Quella austriaca, a doppio disco, contiene in un disco la versione"extended" del film (già al cinema a hong kong il film uscì con circa 2 minuti e mezzo di tagli) e nell’altro la versione cinematografica --> però ha sottotitoli solo tedeschi e come bonus solo trailers di collana.
L’edizione americana presenta la versione cinematografica del film, ma come bonus ha tutte le scene tagliate. Inoltre ha un audio commentary di Herman Yau ed Anthony Wong e tra i bonus anche un’intervista ai due e qualche trailer di collana.

Io possiedo un edizione di Hong Kong della (per me sconosciuta) Edko films che sostiene essere rimasterizzata (ed e’ anche possibile, non ricordo piu’ la qualita’ del video e comunque non posso fare paragoni avendo visto solo questa :))

Ignoro l’integralita’ della versione.

[…] E soprattutto emerge da Yau un’anima fortemente politicizzata e anarchica che mi ha molto colpito.

Non lo sapevo ma, non so perche’, non me ne stupisco! :wink:
In questi mesi ho pensato a cosa sara’ di Hong Kong e della sua pazza cinematografia alla luce della stretta cinese. Talvolta penso che il suo cinema (per come l’ho imparato ad amare io) sia stata una scintilla folle e’ meravigliosa, ma, come tutte, destinata ad una scomparsa rapida, purtroppo. :frowning:

Ciao!
C.

Non conosco questa edizione, io possiedo anche l’edizione honkonghese della universe che contiene la “solita” versione cinematografica.

In realtà è fin da quando nel 1997 Hong Kong è tornata sotto l’amministrazione Cinese che il cinema ne ha risentito. La new wave degli anni 90 era caratterizzata da una totale libertà espressiva, sperimentazione ed innovazione a livello visivo e narrativo che si coniugavano con contenuti adatti ad uno sfruttamento commerciale spesso virato verso il gusto più pop ed exploitation… Già dai primi anni 2000 la situazione è totalmente cambiata, pur restando un importante polo cinematografico hong kong si è normalizzata e il suo cinema si è pian piano allineato ai canoni delle cinematografie più occidentali. Non dico che il Johnnie To (tanto per dirne uno) degli anni 2000 avrebbe potuto fare gli stessi film anche se avesse girato negli USA, o che i vari Infernal Affairs e via dicendo siano film brutti: semplicemente percepisco che siano film differenti, che la loro anima è diversa da quella delle opere che ad HK si producevano nel decennio precedente.
Io questo cambiamento di tendenza l’ho vissuto davvero come una cesura netta, e non mi stupisco che piano piano i film prodotti ad HK abbiano sempre meno di interessante da dire.
Credo che sia un processo lento, uniforme ed inesorabile, che porterà il cinema di HK ad appiattirsi quasi completamente nel momento in cui nel 2047 (se non prima) l’isola e le sue pertinenze perderanno qualsiasi privilegio amministrativo/economico divenendo a tutti gli effetti un territorio come un altro della grande Cina.

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Io possiedo un edizione di Hong Kong della (per me sconosciuta) Edko films che sostiene essere rimasterizzata (ed e’ anche possibile, non ricordo piu’ la qualita’ del video e comunque non posso fare paragoni avendo visto solo questa :))

Non conosco questa edizione, io possiedo anche l’edizione honkonghese della universe che contiene la “solita” versione cinematografica.

Si tratta di questa:

https://www.yesasia.com/us/ebola-syndrome-1996-dvd-remastered-hong-kong-version/1062515077-0-0-0-en/info.html

Ma non posso stabilire se contenga una versione diversa da quella a cui ti riferisci, probabilmente si tratta di quella cinematografica e niente piu’, dato che dura 98 minuti circa.

cosa sara’ di Hong Kong e della sua pazza cinematografia alla luce della stretta cinese. Talvolta penso che il suo cinema (per come l’ho imparato ad amare io) sia stata una scintilla folle e’ meravigliosa, ma, come tutte, destinata ad una scomparsa rapida,

In realtà è fin da quando nel 1997 Hong Kong è tornata sotto l’amministrazione Cinese che il cinema ne ha risentito. La new wave degli anni 90 era caratterizzata da una totale libertà espressiva, sperimentazione ed innovazione a livello visivo e narrativo che si coniugavano con contenuti adatti ad uno sfruttamento commerciale spesso virato verso il gusto più pop ed exploitation…

In effetti mi sono sbagliato di un decennio o piu’! :sweat_smile:

Già dai primi anni 2000 la situazione è totalmente cambiata, pur restando un importante polo cinematografico hong kong si è normalizzata e il suo cinema si è pian piano allineato ai canoni delle cinematografie più occidentali. Non dico che il Johnnie To (tanto per dirne uno) degli anni 2000 avrebbe potuto fare gli stessi film anche se avesse girato negli USA, o che i vari Infernal Affairs e via dicendo siano film brutti: semplicemente percepisco che siano film differenti, che la loro anima è diversa da quella delle opere che ad HK si producevano nel decennio precedente.

Pero’, tornando in qualche modo in tema, anche fino a poco tempo fa sempre Yau ha potuto girare un film come “the sleep curse” che si riallaccia un po’ a questo film; e non solo per la presenza di Wong come protagonista ma anche per le scende “estreme” e un pessimismo di fondo. Quello che temo e’ che oltre alla capacita’ di sperimentare gia’ persa (come giustamente puntualizzi) insieme alla “perdita” dello status di colonia, dopo le ultime leggi approvate, si stia perdendo qualcosa (direi piu’ di qualcosa) in termini di liberta’ di espressione (per tutte le forme di espressione).

Io questo cambiamento di tendenza l’ho vissuto davvero come una cesura netta, e non mi stupisco che piano piano i film prodotti ad HK abbiano sempre meno di interessante da dire.

Gia’! :frowning:

Credo che sia un processo lento, uniforme ed inesorabile, che porterà il cinema di HK ad appiattirsi quasi completamente nel momento in cui nel 2047 (se non prima) l’isola e le sue pertinenze perderanno qualsiasi privilegio amministrativo/economico divenendo a tutti gli effetti un territorio come un altro della grande Cina.

Io temo prima, molto prima. :frowning:

Ciao!
C.

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Si sono totalmente d’accordo!

Ancora non l’ho visto, a questo punto devo recuperarlo al più presto! :wink: :+1:t2:

Io penso che vada dato atto ai cittadini di Hong Kong di aver resistito al meglio che hanno potuto, spero solo che la partita non sia ancora persa

In giro ho trovato solo tiepide reazioni ma a me e’ piaciuto un sacco invece! :smile: :smile:

Ciao!
C.

Che filmone! Mi aveva sempre esaltato il fatto di sto film girato tra Honk Kong e Johannesburg, di una violenza e disperazione inaudita, quel bel cinema che non fanno più, l’ho sempre (oviemente) associato a “The Untold Story”, del quale dovremmo aprire un topic.

All’epoca l’unico che trovai era il VCD della Universe Laser di HK che forse ho ancora, era quello coi sottotitoli anglo-cantonesi impressi.

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Nel dvd americano come bonus c’è anche una track sottotitoli che ripropone i primi subs che vennero realizzati per il film (immagino quelli del vcd/dvd universe), appunto così pieni di errori e castronerie da essere riproposti in modo scherzoso come curiosità amena.