Eighteen Years in Prison - Choueki juhachi-nen (Tai Kato, 1967)

https://www.imdb.com/it/title/tt0225390/

Nel Giappone del dopoguerra, l’ex pilota “kamikaze” Kawada (Noboru Ando, attore ex-yakuza con vistosa, vera cicatrice sul volto) ed il suo amico Tsukada cercano di aiutare le famiglie dei soldati morti in guerra rubando prezioso filo di rame alle forze di occupazione USA.
Kawada si sacrifica e si fa arrestare per permettere a Tsukada di investire il denaro per nobili scopi. 'sto maledetto invece usa i soldi per mettere su un bordello. Affrontando detenuti col cagotto e un direttore sadico (Tomisaburo Wakayama, il vecchio boss Sugai che magari qualcuno si ricorda in Black Rain), Kawada giura di far scattare la viulenza.

Sanguigno prison movie di gloriosa “serie B”. Buono - non un capolavoro ma lascia il segno. A metà strada tra Akira Kurosawa e Samuel Fuller.
Il grande Tai Kato idolatrava Ozu e la sua “camera a livello del tatami” - capita spesso nei suoi film che l’angolo di ripresa sia a livello del terreno, se non addirittura sotto terra, a tributare il vecchio Maestro.

Abbondano primi piani lunghi e intensi sui volti - qui praticamente addosso agli attori, labbra e pori della pelle che trasudano in HD.

Pur lavorando in un contesto puramente di genere, con budget risicati e caratteristi di buon livello ma non sempre di alto profilo, Kato ha sempre saputo sfoggiare uno stile di ripresa personale e di gran pregio tecnico e particolare non da poco, infondere nei suoi personaggi una solennità molto potente. Soprattutto in quelli femminili. Le attrici nei film di Kato avevano occasione di risplendere ancora più degli attori maschi, che popolavano un genere storicamente misogino (alle volte palesemente omoerotico) in cui le donne erano al più figure di contorno, se non addirittura macchiette o caricature.

Kato è per me al suo meglio nei suoi epici ninkyo/cavallereschi, pieni di lacrime e sangue.
Pure imprescindibile rimane il gigantesco, violentissimo “samuraesco” Brutal Story at End of the Tokugawa Shogunate che consiglio spassionatamente anche ai moderatamente curiosi

da noi uscì in laconico DVD Dolmen il meraviglioso terzo episodio della serie “La Giocatrice della Peonia Scarlatta”

Approfitto allora e segnalo alcune altre uscite “yakuza” targate Radiance

il capolavoro Blood of Revenge (1965)
e l’intenso melò Tokijiro: Lone Yakuza (1966)

e alcuni torbidi ibridi noir, non fulminanti come i suoi film yakuza ma non per questo meno interessanti
By a Man’s Face Shall You Know Him (ancora con Ando)
I, the Executioner

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