Else (Thibault Emin, 2024)

https://www.imdb.com/it/title/tt32973202/

ed ecco da chi è andata miserabilmente e spudoratamente a rubacchiare la signorina ducournau, sgamata in pieno con le mani nella marmellata altrui.

solo che qui non si ostentano vivaddio le più nude e pornografiche metaforissime.

qui siamo al corpo postranspreultraorganico di artaud, all’apocalittico (anche - soprattutto - nel senso di rivelatorio) divenire cronenberghian-carpenteriano, alla neo-scienza cosmica lovecraftiana o del dick nella sua fase più estrema e quasi mistica dove identità e concetto di corpo collassano, o più ancora al corpo come lo vedeva-voleva-percepiva-presagiva ligotti (errore cosmico).

è il trionfo dell’ultraorganico, dell’ipermaterico, del regresso all’inorganico e all’immateriale, del corpo come campo di battaglia del mutevole e del possibile, oltre l’apice dell’astrazione e della carnalità. è quello che avrebbe dovuto potuto voluto essere e non ha mai osato, apartment living, ma dove per appartamento va inteso il pianeta tutto, e la trasfigurazione di esso, secondo precetti estetici degni dell’ernst più spiritato o di un dante letto dopo mezz’etto di peyotl, oltre ogni codifica di body horror come l’abbiamo conosciuta finora. con un sottofinale apocalittico ambra (e anche qui julia vergognati!) che scaraventa in zona lopushanskiy e granularità sonore eredi di scott gibbons.

per chi scrive è già di diritto di dovere e di potere tra le migliori e più stravolgenti visioni dell’appena iniziato 2026. raccomandatissimo.

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