La discussione sull’esistenza di una extended version de Lo Squartatore di N.Y. mi ha fatto venire in mente un fenomeno curioso, ovvero l’avvistamento nei cinema d’epoca di edizioni che reintegravano scene destinate al mercato estero nonostante il circuito nostrano prevedesse versioni più castigate. Ricordo che in una giurassica discussione nel defunto Nocturno Forum Davide Pulici dichiarava di aver visionato l’edizione hard-core di Emanuelle in America, quand’era uscito nei cinema italiani (in una sala milanese di cui non rammento il nome); un paio d’anni fa, il compianto sceneggiatore e amico Antonio Lusci giurava e spergiurava di aver visionato in sala negli anni 80 una versione di Deliria che includeva tutti i dettagli blood & gore assenti dal cut italiano e inclusi nella versione americana. Prendendo per veritiere simili affermazioni, mi domando come fosse possibile per gli esercenti entrare in possesso di simili edizioni; una svista dai distributori? Maneggi occulti? Siete a conoscenza di altri episodi del genere, risalenti al periodo anni 70-80?
due titoli per tutti:
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la prima de l’ultima casa a sinistra, la cui integralissima versione da 91’ è stata proiettata al gambrinus di firenze nel giugno 1973 con un categoricamente vietato ai minori di 18 anni, per poi essere ritirato al volo dalla fida e ripresentato macellatissimo (il già pluricitato mariani si sta occupando da lustri del composit per ricostruirla, a oggi è riuscito eroicamente a reintegrarlo, arrivando a quasi 88’, quindi quasi 4’ in più rispetto alla vs più u/c disponibile in dvd)
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il primo cut italiano di caligola, che sfido chiunque a rintracciare dopo il ritiro con sequestro
sulla versione XXX di emanuelle in america cederei la linea non senza una certa curiosità a @A_N per vedere se avalla o smentisce categoricamente il ricordo di pulici (che peraltro, essendo un fulciano di silicio, potrebbe effettivamente tornare utilissimo nel rintracciamento della vs screener dello squartatore - curiosamente quando sollevai a riguardo la questione sul forum di nocturno con una schermaglia durata pagine e pagine, il nostro si tenne abbastanza defilato in merito, non sbilanciandosi pro né contro)
mentre i flani bufalari che garantiscono fantomatiche edizioni integrali di film porcelloni sono, come abbiamo visto più volte, mere trovate pubblicitarie per avocare più spettatori possibile a prender posto davanti a un film spesse volte cut.
quel che mi ha sempre stranito fortissimo è che i registi o i produttori nostrani (e non) non abbiano mai conservato duplicati della copia screener prima di affidarla in pasto ai decespugliatori censori, pur sapendo benissimo quali scempi avrebbero subito.
che io sappia l’unico ad averlo scaltramente fatto, subodorando da subito la portata scandalistica di quanto prodotto, fu buttgereit. a ragion veduta dato che le copie che la polizia tedesca riuscì a sequestrare vennero impietosamente bruciate.
In questo caso no. La versione di QUELLO STRANO DESIDERIO uscita a Torino (vedi flano) aveva davvero un paio di inserti hard, come testimonia la vhs Shendene. Uno di questi inserti, girati appositamente, è stato utilizzato anche nella versione hard di LA NIPOTE uscita a Parigi nel 1980, lo stesso anno in cui usciva in Italia il film di Milioni.
Un altro celebre caso di versione per l’estero proiettata “per errore” a Genova fu quella di LA NOTTE DEI DANNATI, addì 1971. Comunque, a partire dal 1978-79 i casi di “versioni reintegrate” non si contano più.
Quando EMANUELLE IN AMERICA è uscito in Italia, Davide Pulici era ancora minorenne. Quindi, ammesso che abbia davvero visto in sala una versione hard, si sarà riferito a una proiezione di molti anni dopo, quando appunto ormai la censura era bypassata dalle uscite in sala in versione “extra-nullaosta”.
annata precisa ne abbiamo?
io comunque tra i 10 e i 15 anni son venuto su a carriolate di vm18 visti in un bi-sala hard che parcheggiava terza visioni di horror thriller e mondos, ma parliamo dei più permessivi anni 80. nel 76-77 ritieni possibile che potesse accadere altrettanto a un tredicenne? altrimenti detto: si può concedere lo zero virgola di beneficio del dubbio a riguardo o lo ritieni categoricamente impossibile?
Nelle grandi città, in questo caso Milano, a metà degli anni 70 era ancora (quasi) impossibile aggirare il divieto ai 18 nelle prime visioni. In qualche scalcinata sala di terza visione in periferia, in effetti, si poteva riuscire ad entrare (anch’io ho visto qualche film vietato ai 18, ma non a 13, forse a 15 anni). Nelle località di vacanza, invece, il divieto in molti casi si riusciva ad aggirare (io e un mio amico abbiamo visto Arancia meccanica da minorenni).
stessa cosa, tra i 13 e i 14 anni in un cineclub vicino al porto di cagliari chiamato il vicoletto, di neanche 100 posti. nonostante fossi accompagnato da due adulti, fu una durissima trattativa riuscire a entrare. mi salvò la conoscenza genetica del libro, che sapevo a memoria (mi venne regalato l’anno prima da un ex compagno di scout di ghezzi, che era ossessionatissimo dal film) e recitando dei passi a memoria convinsi maschera e bigliettaia (ammiratissimi) che tanto valeva estendere la conoscenza al film, del quale da lì a poco mi procacciai un reverse pirata. peraltro stando giustappunto in tema ho un ricordo davvero strano di quella prima visione in sala, in almeno due passaggi: il taglio del polso di dim con un close up molto più ravvicinato e insistito e la scena dello stupro ad adrienne corri più lunga, con tanto di prolungato urlo sovrimpresso in sottofondo, cosa che stranì un po’ tutti dato che aveva la bocca coperta da scotch. ho avuto modo di vedere/possedere almeno tre copie pirata del film, più la riedizione 88 e più avanti quella sdoganata al cinema e la vhs wb, non presentavano assolutamente questi due passaggi. mentre ho sentito raccontare da un conoscente (ma secondo me se lo deve essere assolutamente sognato o era drogato forte mentre l’aveva visto) che dalle copie ufficiali mancherebbe un passaggio dove alex infila il naso fallico nella paperella della corri, cosa che mi parve - e continua ancora oggi a sembrarmi - assolutamente improbabile e fuori dalla poetica di kubrick che difatti ha molto ammorbidito un po’ tutto il libro. senza contare che non ho mai trovato conferme di una cosa simile da nessun altro spettatore di nessuna nazionalità, né in alcun libro, recensione o intervista a kubrick e mcdowell.
circa pulici che riesce a vedere d’amato a 13 anni, diamo per buono che sia verissimo. a non tornarmi è un film del 76 con innesti hard in italia. boh, possibile?
Anch’io alla stessa tua età avevo già letto e riletto il libro di Burgess. La cosa che mi colpì è che la resa in italiano dei vari neologismi era differente nel libro rispetto al film.
Il “naso fallico”: chissà se Kubrick si è ispirato a una celebre statuetta di Picasso. E chissà che Cavallone non si sia a sua volta ispirato, per il naso fallico del nano in un suo hard, a entrambe le fonti.
si, del gergame moschetto non c’era un lemma pari a quello del libro (versione originale del libro e del film risultano invece fortemente interfacciate; cambia invece il tono generale, mcdowell in originale è molto più acido e meno grotesque) e la cosa a tutta prima mi irritò tantissimo. l’ho rivisto anche in francese, spagnolo e tedesco, e accade altrettanto. lingua che vai, nadsat banzai. in ogni caso darei non so cosa per mettere le mani sulla copia di quel cineclub perché quei due passaggi extra sono una curiosità da museo. altra cosa strana è che il film era interrotto in tre tempi, con pause belle lunghe tra l’uno e l’altro.
Comunque il doppiaggio di Adalberto Maria Merli su McDowell è molto buono.
torniamo su d’amato e pulici prima che si abbattano su di noi gli anatemi degli admin: come sopra,
Ormai è provato che Cozzi, quando diceva di ricordare che nel 1975 Le ragazze pon pon conteneva scene hard si confondeva. E oltretutto sbagliava la data: il film è infatti uscito in Italia nella primavera 1977, non nel 1975.
So per esperienza che la memoria gioca brutta scherzi, soprattutto al cinema. Spesso si crede di aver visto più di ciò che si è effettivamente visto, e la realtà viene alterata nel ricordo. Ecco perché io sono molto scettico quando, a distanza magari di 30 o 40 anni, qualcuno dice di ricordare particolari poi mai più visti successivamente…
Se ho capito bene tu stai sostenendo che in una copia di Arancia Meccanica (non un filmetto qualunque) che hai visto eoni fa da ragazzino c’erano due inquadrature più forti rispetto al cut “normale”, queste inquadrature le ricordi solo tu e non vi è menzione di esse da nessun’altra parte. Cioè, una copia italiana di un osannato capolavoro del cinema mondiale, proiettata in uno scalcinato cineclub di periferia, avrebbe contenuto dei dettagli inediti ignoti al resto del mondo. E solo tu sei in grado di testimoniarlo.
Dai, questo è palesemente un falso ricordo, uno di quegli scherzi che gioca il cervello umano. Com’è possibile che tu non riesca a prenderne atto?
Lo dico con affetto, perché ti voglio bene, ma anche con una punta di dispiacere, poiché a questo punto temo che anche altre informazioni che tu hai dato in passato provenienti dalla tua esperienza personale possano essere frutto di un falso ricordo e che tu non riesca a discernere, rendertene conto, accettarlo, prenderne atto.
Ti ho preceduto di poco, dicendo in sostanza la stessa cosa…
Anche se è indubbio che schramm ha buona memoria.
mettiamo un po’ d’ordine. anzitutto non erano tanto più forti nel senso che chissà che florilegio di insostenibile durezza o violenza contenessero, ma un pelo diverse sì: quella che ricordo solo io (in questo “solo io” c’è oltretutto che non ho successivamente avuto modo di riconfrontarmi con gli spettatori di quella sala, che non è detto che non abbiano - avuto - memoria dello stesso dettaglio; e chi mi accompagnò non fu in grado di pronunciarsi in un confronto successivo con la vhs), e parliamo comunque di un paio di secondi extra di un close up e non di un minuto di una scena elaborata, è il taglio del polso, con la lama che affondava un pelo di più. in tal senso avrei potuto avallare l’ipotesi del falso ricordo se l’avessi visto prima su nastro e poi al cinema, considerando il più lento scorrimento della vhs rispetto alla pellicola (e parliamo di una velocità non di poco inferiore a essa). ci ho ripensato su tantissime volte e ho anche concluso che probabilmente il fatto di essere in prima fila a vederla a tutto schermo a quella grandezza mi ha particolarmente suggestionato. però ogni volta che da lì a oggi ho rivisto il film, quando arriva quel momento mi è sistematicamente scattato immediato il senso di scarto e l’ “eppure sullo schermo della sala il polso non era così distanziato e non si vedeva così brevemente”.
la seconda stranezza che è perlopiù riconducibile al solo audio, l’ha invece distintamente avvertita/udita tutta la sala come anche già scritto, tanto più che alcuni credettero che a urlare in quel modo fosse stata una spettatrice particolarmente sensibile che non reggeva la tensione drammaturgica o lo stupro (peraltro nemmeno così esplicito e prolungato). fu proprio rimbalzato oggetto di discussione durante il primo intervallo, perché quell’urlo con lo scotch in bocca era parsec fuori da ogni possibilità di ratio. poi per carità, esiste certamente anche l’effetto mandela. ma esiste anche il fatto che un film viene distribuito in più copie e per svariati motivi ciascuna può via via avere le sue stranezze o le sue mancanze, tanto più a distanza di una dozzina d’anni (si pensi al già citato craven). per dire, ho visto 6-7 volte la montagna sacra in sala in diverse occasioni e in ciascuna copia c’erano scene che mancavano in quella dopo (e non necessariamente per questioni censorie, in alcune mancavano anche pezzi di dialogo). alcune copie erano in semiacetosi, altre presentavano solo a tratti forti alterazioni cromatiche.
in tutto ciò non dimentichiamo quel che combinanavano talvolta i proiezionisti collezionisti di reels.
AR l’ho visto eoni fa ma conoscendo a menadito il libro e avendo da tempo il fortissimo desiderio di vederlo, il ricordo che ho di quella visione è stato emotivamente fortissimo, direi il più forte di tutti, e lo è ancora oggi. non c’è visione successiva - e sono state tantissime - che mi abbia parimenti emozionato/marchiato. stando al dato temporale ribadisco che quella di “eoni fa” non è stata la sola visione del film, neanche rispetto allo stesso anno: un paio di mesi dopo ne avevo la vhs pirata e la prima cosa che mi stranì fu proprio l’assenza di queste due scene che sulle prime attribuii direttamente al fatto che in quel reverse semiscacio mancavano altri due interi passaggi di un paio di minuti, rispettivamente parte del rientro a casa di alex e tutta la parte finale col ministro che lo imbocca, per dire quanto non lo ricordassi. e da allora tra altre due copie pirata procacciate a distanza ravvicinata non mi sono più fermato coi rewatches, su fino alle riedizioni in sala e alle copie ufficiali l’ho rivisto in tutte le salse e minestre da non saper enumerare le volte. in nessuna di queste ovviamente c’erano queste due cose qua raccontate. si può metterne in dubbio il ricordo o anche miscrederlo del tutto, perché sono consapevole che i ricordi senza un supporto che li suggelli e comprovi sono quasi niente (al che dovremmo però essere ogni volta scettici o malfidati anche della tua memoria, di quella di andrea e dell’utenza tutta), ma per quanto mi consta all’epoca ancora non bevevo non fumavo non mi drogavo e anzi avevo anche una memoria e un’eidesis più vivida e invidiabile di quella attuale, meno allenata, e sono pronto a mettere la mano sul fuoco su quanto ho visto in quella copia. poi mi si crede, non mi si crede, a questo punto va oltre me. faccio solo notare che il bias che verte sul “se lo ricordi solo tu, non è mai esistito” è applicabile a qualsiasi memoria non condivisa. esempio: se fossi stato il solo a ricordare dell’urlo finale nel trailer di spiaggia di sangue senza che si accodassero anche corrado e altri 2 utenti, avreste potuto benissimo dirmi, film alla mano, “ricordi male tu, sei il solo a dirlo”. e avreste sbagliato. essere soli nel ricordo non comporta automaticamente che il ricordo sia falso.
@schramm, è impossibile quello che stai sostenendo.
Io non ho problemi ad ammettere che la mia memoria può essere fallace, come quella di @A_N o di chiunque altro. Tu stai sostenendo che invece la tua non può esserlo. È qui l’errore, è qui che pecchi di ubris.
Non è verosimile che la tua non possa esserlo. Quella di tutti lo è.
Non c’è niente di cui vergognarsi, è normale, è umano. In passato mi è già capitato di prendere atto che qualcosa di cui ero certo era stato modificato dalla mia soggettività, di scoprire che quello che per me era la realtà invece era frutto di un’alterazione di essa prodotta dal mio cervello. Anche se ne ero certo, sbagliavo. Ci ho fatto i conti ed ho accettato che può succedere. Può succedere a tutti, perché a te no?
Se chiunque altro che non fossi tu dicesse di aver visto un’inquadratura di cui ha memoria solo lui e NESSUN ALTRO di Via col vento, Casablanca, Il padrino o C’era una volta in America tu ci crederesti o penseresti che probabilmente si sta confondendo?
Credo che sia una questione di elasticità mentale il contemplare, tra le varie opzioni, anche il fatto che il nostro cervello ci stia giocando un brutto scherzo, mi stupisce che tu non riesca a farlo.
Pure se è un fenomeno del tutto irrazionale, se a te può fare stare più comodo, puoi provare ad analizzare il tutto col supporto della razionalità. In merito ad una delle due inquadrature tu stesso hai aperto per un attimo uno spiraglio dicendo che, negli anni, hai contemplato anche l’opzione di esserti ricordato male (anche se poi in definitiva l’hai scartata). Rispetto all’altra sequenza, l’urlo, dicevi che hai avuto modo di pensare anche alla possibilità che provenisse da una persona presente in sala e non dalla colonna sonora del film… E perché no? E se pure il ricordo di te e delle altre persone presenti che ne discutete durante l’intervallo fosse un falso ricordo? Perché ritieni che non sia possibile?
Insomma, la mente umana è fallace, io da tempo me ne sono fatto una ragione, credo che dovremmo farlo tutti quanti. Se analizzi la situazione a mente fredda non puoi non vedere che ciò che sostieni è improbabile al 99,999%
non ne ho neanch’io e non sto sostenendo che PER CERTO tutto quello che ricordo è pari a verità inattaccabile e inappuntabile, né che la copia che ho visto è pari a come la ricordo. questo me lo stai attribuendo tu così come hai aggiunto di tuo, per esempio, che il cinema è scalcinato - dettaglio da me mai nemmeno insinuato.
sto semplicemente asserendo che il ricordo di questi due passaggi in quella visione è tutt’oggi molto vivido, ma non ho scritto che corrisponde allo stato effettivo della pellicola. io stesso sono proprio partito scrivendo
che non è come dire sono certo che quella copia fosse tale quale, anzi sto partendo con il margine del chissà e del forse bello largo.
e quando chioso
intendevo proprio che mi piacerebbe verificarlo
detto questo, come sopra, è un ricordo fortissimo al punto che ancora oggi nel rivedere il passaggio dim mi scatta il relè del “no, la prima volta non era così”. autosuggestione? paramnesia? possibilissimo. forse anche al 99.9% certo (curiosamente tu stesso ti affidi alla medesima percentuale che è altissima ma non assoluta. è un quasi).
d’altronde ho anche ammesso
e non è una cosa che ho in definitiva scartato. anche questa è una tua conclusione o deduzione. la ritengo tutt’oggi possibile.
c’è solo che ritengo possibile, per quanto sembri o sia improbabile, anche il contrario, ed è questo 0,1% che mi piacerebbe controverificare, dato che si tratta di un ricordo limpido e tutt’altro che confuso.
e anche qui, mi stai mettendo sotto i polpastrelli una cosa non digitata e inesatta. non è esattamente quello che ho scritto.
non è una cosa che ho pensato/tirato fuori io. ne hanno discusso diversi spettatori durante il primo intervallo (che per tornare alla nettezza mnemonica, ricordo pure in che punto esatto del film ebbe luogo, al pari del secondo)
e anche qui sono io stesso che apro al tuttopossibile:
e posso anche serenamente aggiungere che è possibile che una spettatrice abbia effettivamente urlato e si sia vergognata di ammetterlo mentre se ne dibatteva (ma anche qui: e i suoi vicini di posto o chi stava nella fila sopra la sua, di taglio, non l’hanno vista né sentita? non torna granché).
ma come è possibilissima una cosa, per me è altrettanto possibilissima, almeno fino a sua riprova, anche il contrario. e il contrario del contrario. certo, non significa che sono disposto a bermi tutto o a scambiare l’immaginazione per fatto concreto. e difatti chiudo rispondendoti:
crederei l’una cosa e l’altra. d’acchito, se non mi sa sta parlando di qualcosa che stecca fortemente con l’insieme e la natura dell’opera, sono di natura per metà ultrascettico e diffidente e per l’altra metà fortemente possibilista. ma diciamo che tendenzialmente, per congenito patto fiduciario tra esseri umani, se vedo che il ricordo è associato a una grande nitidezza e convinzione, tendenzialmente mi fido - ma comunque poi verifico: esistono questi due estremi ma esiste anche il buon senso (i.e.: la corri deflorata dal naso finto non meriterebbe nemmeno un minuto di ricerca a riguardo, una fesseria simile non era neanche nel libro, che pure era assai più crudo del film) e soprattutto la facoltà di fare un lavoro di ricerca e documentazione. sicuramente non parto dall’assioma “lo ricordi solo tu, ergo non esiste assolutamente” o da quello, più triste ancora “non è in rete, dunque non è mai esistito”.
detto questo, non sostengo di essere un AI (col tutto che anch’esse hanno un margine non stretto di errore) né una deità. dico solo che quella visione la ricordo, per come l’ho raccontata, come se fossi appena tornato dal cinema. e che mi piacerebbe confrontare il ricordo di queste due scene con la copia proiettata da quel cineclub.
ed ecco perché rispostandomi su emanuelle in america, un beneficio del dubbio a quanto sostenuto da pulici, a parità di accessi in terza visione consentiti, sarei per concederlo (a non tornarmi è la presenza di hard in una sala nel 76). cazzaro lui? boccalone io? entrambe le cose? nessuna delle due? di nuovo: tutto possibile.
Quando è uscito italiataglia e annesso sito con alcuni tagli, mi ci sono buttato a pesce essendo feticista di queste cose.
Ho notato che moltissimi tagli, specie nei film più blasonati tipo Pasolini ma anche film meno noti, erano già stati silenziosamente reintegrati nelle copie circolanti in home video. Quindi presumo che molto spesso, il negativo venisse conservato integrale. Non sempre ovviamente: è il caso dei film di Brass il cui negativo è tagliato mentre le copie personali del regista, poi usate per le riedizioni in DVD Raro, conservano le parti tagliate in censura.
Un caso noto che non mi pare sia stato citato è quello di Antropophagus: la versione che ha ricevuto il visto censura non solo è tagliata rispetto a quella uscita in sala, ma include scene più soft assenti nella versione circolante.
Anni fa si parlava anche di alcuni film di Cavallone che sopravvivono solo in copie censura tagliate mentre in sala dovrebbero essere stati hard.
già. anche deodato, quando presentammo al pesarhorrorfest la versione uncut di CH, nell’incontro col pubblico lamentò (peraltro incalzato proprio dal sottoscritto) che a fronte del restauro vi sono comunque alcuni reels irrimediabilmente finiti per sempre sul pavimento dei censori. fu là che mi domandai “ma tenersi da parte un duplicato dello screener prima di consegnarlo a chi già sai che te lo massacrerà no, eh?”
@schramm mi spiace che tu ti sia sentito giudicato, effettivamente l’ho fatto, e mettendomi al tuo posto sento che sicuramente l’avrei vissuto come un attacco non piacevole.
Il punto è che secondo me tutti dovremmo dare meno importanza alla nostra soggettività, ai nostri vissuti ed alle nostre istanze personali. Che in una situazione simile, a distanza di anni, dopo numerose ricerche infruttuose andate a vuoto, avrebbe più senso dire “probabilmente mi sono sbagliato”, invece di andare (alla luce dei riscontri non ottenuti) alla ricerca di una chimera.
A me stranisce che tu non riesca a dirti che probabilmente ti sei confuso e metterti l’animo in pace, mi pare davvero una cosa non razionale.
