Ginseng king AKA Three-head monster (Chu-Chin Wang, 1988)

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Delirio taiwanese sconclusionato e bizzarro, la cui visione ci disorienta, perdiamo i nostri punti di riferimento (sia culturali, sia cinematografici) e per un’ora e mezza brancoliamo in balia dell’insolita rappresentazione che viene impressionata sulla nostra retina. Ok che si tratta di un fantasy, ma è possibile che in un film per ragazzini ci siano personaggi che esplodono dilaniati in mille pezzi? Che ci sia uno zombie nazista assetato di sangue che vampirizza la madre del protagonista? Che l’aiutante magico venga dissezionato e smembrato e che le sue parti del corpo vengano appese con uncini da macellaio in attesa di essere divorate dal mostro di turno? Si, a Taiwan è possibile a quanto pare.
E poi gli elementi weird sono così tanti e talmente esasperati da rendere il film imperdibile per un amante del cinema bizzarro: un sacco di pupazzi e pupazzoni di simil-gommapiuma, alcuni orripilanti, altri ben fatti (su tutti il Ginseng millenario), arti marziali, monaci buddisti, vecchi kung-fu master ubriaconi, il succitato zombie nazista (da dove salta fuori?!?) che mentre attacca le sue vittime tende il braccio e grida “Heil Hitler” (eccezionale la scena in cui combatte contro il monaco e viene ammansito dalla svastica del sole che quest’ultimo ha dipinta sul vestito), giganti buoni, buffi esserini magici, mitologia e leggende, una bellissima principessa guerriera e una bruttissima regina madre/strega, e soprattutto… Il cattivissimo mostro a tre teste (che litigano in continuazione l’una con l’altra, similmente al personaggio di Two-Bad nel cartone animato di He-Man), l’usurpatore del trono del regno, ed i suoi soldati-mostro dal volto in decomposizione.
E poi ci sono diverse lunghe sequenze d’azione che, a discapito della verosimiglianza e dell’efficacia tecnica, sono catchy e procedono senza arrestarsi, proponendoci mirabilia su mirabilia senza soluzione di continuità. Ciò a discapito della coerenza narrativa e dell’unità del racconto, in quanto spesso ci sono buchi di sceneggiatura ed ellissi che, se volessimo focalizzarci su di esse, sarebbero davvero una spina nel fianco per la riuscita del film. Per fortuna però gli elementi che valorizzano quest’opera sono più pregnanti dei suoi difetti.

Insomma, se volete volete divertirvi guardando qualcosa di insolito e totalmente inatteso, questa pellicola fa per voi. Se invece volete guardarvi un film ben costruito e ben realizzato… State alla larga!

Il film, nel suo essere una pellicola per ragazzi assolutamente fuori da qualsiasi canone occidentale e incentrata su pupazzoni gommosi, mi ha riportato alla memoria il connazionale Friendly shock… Ma incredibilmente questo Ginseng king è ancora più folle!

FILM COMPLETO:

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