Halloween la notte delle streghe - Halloween (John Carpenter, 1978)

molto probabilmente finito tra gli implosi anch’esso, perché viceversa non ci si crede che sia vacante

devo dire che è tra i carpenter che amo meno. della saga sempre portato in trionfo il III. myers per me sempre stato, al pari di jason, il meh orrorifico per eccellenza.

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Michael invece, personalmente, come icona horror, l’ho sempre ritenuto nettamente superiore a un Jason. Quest’ultimo, è proprio un ottuso “mongolone”. Myers invece, già dal prologo, rappresenta bene il Male “innato”. Pur con tante, anzi troppe, “varianti” nel corso dei decenni…

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per me tra tutti e due, spallucce. troppo totemicamente definiti e tautologici. e al film gioca ulteriormente a sfavore - ma questo è un mio limite, mi rendo conto - la presenza di pleasence, uno che al di là degli intrinseci meriti attoriali, mi ha sempre fatto venire tanto di eritemi. non è colpa sua, ma non appena lo vedo annoverato nel cast mi va gambe all’aria tutto il film.

Modestamente, sono il contrario di te: Pleasence mi piace pure in opere minori, o mediocri, o indifendibili. Esempi concreti? “Paganini horror”, “Nosferatu a Venezia” e “Fatal frames”. Detto tutto, credo…:slightly_smiling_face::cupid:
P.S. Ho 50 anni, ma ancora non afferro certe cose. Che cazzo significa “tautologico”?!:no_mouth::roll_eyes::face_vomiting:

tau

facendola spiccia, l’idea di un babau che semplicemente lotta cade si rialza sempre vincerà qualsiasi cosa gli venga combinato, senza mai subire lesioni danni o modifiche fisiologiche, a me non prende né sorprende. mi dà l’idea di un gioco o di una lotta con un sagomato da libreria e sicuramente non fa paura. è un’idea buona per una volta (e poi e poi, a mio gusto), ma per 10 film con variazioni ridotte al minimo, ve prego pietà. ecco perché con la derapata del terzo ho esultato.

Praticamente, macelli quasi tutto l’horror degli ultimi 50 anni almeno. Freddy, Michael e Jason messi insieme, hanno fatto meno cadaveri di te. Sono perplesso, basito e in un certo senso ammirato, davanti a cotanta audacia, esibita senza ritegno alcuno, e soprattutto SENZA PIETÀ…:star_struck::black_heart::wink::face_with_spiral_eyes::skull_and_crossbones:

freddy no, perché é veicolato dalla dimensione onirico-metafisica, dove può accadere di tutto di più e oltre. in halloween il loop non è soggetto a variazioni e quel che è peggio nemmeno a sterzate fantasiose. un mostro invincibile perché sì, senza origini e motivazioni della propria immortalità che non siano quelle tutte metaforiche dell’incarnazione dei mali e delle colpe di un’intera cittadina, boh, lo trovo un giochino sterile e troppo ripetitivo. affinché questa sfiancante e noiosa ripetizione venga sottoposta alla differemza e all’imprevedibilità arrivando a intimorire e disturbare davvero dovrò difatti attendere la cosa. allora sì che.

diciamo che per i suddetti motivi lo slasher centrato sul solo bodycount non mi fa impazzire

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Potrei allora dire “Che ci fai, in questo forum?”. Ma non lo dico. A certe cose, volente o nolente, ormai ho fatto l’abitudine. Esattamente come il galeotto, dopo i primi 20 anni di in**late quotidiane…:grin::pig::poop:

per fortuna quanto a retoriche, dinamiche e grammatiche e sistema rappresentativo tutti gli horror non sono halloween o slasher (che dell’horror è solo una sottocategoria) e non tutto il cinema è horror… :slight_smile:

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E ti sei salvato in corner…:joy::ok_hand::ok_hand::ok_hand::clap:

Però nelle intenzioni di John Carpenter l’idea era di usare quel babau soltanto per uno o due film e non per i 127 che ne sono seguiti. L’hanno mandato nello spazio: mancava solo che gli facevano fare i viaggi nel tempo.

No, nello spazio hanno mandato Jason. E guarda caso è il migliore dei “Venerdì 13”…:clinking_glasses::smiley:

Ah, giusto, Jason!

Infatti, anche io sapevo che Carpenter avrebbe voluto fare una serie di film incentrati su Halloween, non su Michael, come effettivamente venne fatto col terzo capitolo (capolavoro).
Per me Michael è infinitamente superiore a Jason, proprio perché rappresenta il male, senza tante spiegazioni. Nei titoli viene chiamato “The Shade”, e nella scena finale Jamie Lee Curtis dice al detective Loomis “era l’ ombra della strega?”, se non ricordo male. Per quanto mi riguarda, Michael rappresenta un tipo di orrore molto più ancestrale di Jason, è proprio il concetto di male, non estirpabile mai del tutto. Non credo di sapermi esprimere meglio.

Ps: quando riprendono quella scena all’ inizio del secondo Halloween, nella traduzione italiana, le fanno dire una cosa leggermente diversa, ma ora a memoria non ricordo bene.

“The shape”, non “shade”…:wink:
P.S. Jason è un buzzurrone, il mostro più “redneck” del cinema. Grezzone, proprio. Michael ha invece qualcosa di atavico, da “creatura notturna”, genuinamente inquietante .A un certo punto della saga infatti, un po’ forzosamente, hanno tirato in ballo riti magici, druidi et similia. Nel sesto capitolo, per l’esattezza. Poi sono arrivati Zombie e Green,che hanno rimescolato le carte. Con risultati alterni. Ma la genuina forza, malefica e maligna, di Michael Myers rimane intatta…:slightly_smiling_face::cocktail::ok_hand::black_heart:

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Il doppiaggio italiano (C.V.D.) è molto buono, e soprattutto Gianni Bonagura su Donald Pleasence.

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Ci sono pure Vittorio Di Prima,e Oreste Rizzini…:+1::wink:
P.S. Zio Andrea è sempre puntuale, e gradito…:heart:

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Uno dei migliori Carpenter di sempre, anche se rivisto oggi risulta un bel po’ datato (colpa di tutti gli slasher venuti dopo, questo era più contenuto come effettacci). Memorabile il delitto in chiave soggettiva del prologo, idem l’evasione di Myers dal manicomio. Poi il look del mostro è tanto semplice quanto efficace e l’idea di farne un essere privo di emozioni e apparentemente indistruttibile ha fatto la storia dello slasher.

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Punto di vista molto interessante.

In effetti, almeno il primo episodio della serie di Halloween, venne interpretato da una certa critica come metafora del male che si annida nelle nostre società occidentalizzate. Siamo soliti guardare ai Paesi esteri (Sud America; Africa) e a criticarne il livello di pazzia e violenza evitando, però, di guardare dietro l’angolo di casa nostra dove le stesse cose accadono, purtroppo, con identica efferatezza.

Non solo John Carpenter ma anche Wes Craven e Tobe Hooper (soprattutto: The Texas Chainsaw massacre; Eaten Alive).

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