Oh che bella discussione
Mi tengo fuori dall’accezione più prettamente socio-politica del buon Nik_Carati sia perchè la mia cultura cinematografica è limitata e carente dal punto di vista della prospettiva storica, sia perchè sento un pesante odore di sigaretta, capelli lunghi sporchi, e jeans a zampa d’elefante…e caro Nik se non ti sei accorto la Sinistra ha perso, e da quel mò (e ci metto un purtroppo, che oggi come oggi ne servirebbe terribilmente almeno un po) ![]()
Stando invece al primo post di Frank ecco quella sensazione di fastidio devo dire di condividerla, e da anni, se ho ben capito a cosa si riferisce.
Cinema mainstream, e pubblicità (quindi marketing) propongono incessantemente quel modello li. Così vediamo sia nel, boh, ultimo film di Genovese che nella pubblicità del Mulino Bianco le stesse persone della stessa media(?) borghesia che abitano gli stessi grandi appartamenti di città o luminose case unifamiliari con giardino che nella realtà possono permettersi ormai in ben pochi.
E la risposta l’avete già data: al pubblico non interessa la normalità, vogliono sognare quello che nella vita di tutti i giorni non hanno o possono solo sfiorare. O così pare. O così è perchè questo è ciò che gli hanno sempre mostrato? ma qui si entrerebbe nel discorso di alfabetizzazione del pubblico di cui sopra.
Ma è un discorso che si applica alla scrittura (perchè certe tipologie di film devono sempre avere un lieto fine?) o al modo buonista di trattare argomenti che sarebbero “sporchi” e disperati tipo le malattie degenerative, e così via.
La realtà non piace, pare.
Ci metto un pare perchè io mi sono sempre sentito un po diverso in questo: adoro le (poche) storie che non finiscono bene quando ci si aspetterebbe il contrario, o che in generale descrivono le cose senza romanzarle…e pazienza se drammaturgicamente non funziona
Oppure attrici protagoniste non necessariamente belle, ecc.