Il ladro dell'arcobaleno - The rainbow thief (Alejandro Jodorowsky, 1990)

https://www.imdb.com/it/title/tt0100456

Anche in questo caso, come per Tusk, il bluray contenuto nel cofanetto Les films maudits d’Alejandro Jodorowsy presenta la versione dell’opera che il regista ha rimontato.
Anche in questo caso ha aspettato la morte del produttore per acquisire i diritti del film e riappropriarsene, eliminando ciò che gli era stato imposto e percepiva come non personale. Nella fattispecie, taglia quasi totalmente due personanggi, una specie di maga/indovina interpretata dalla moglie del produttore nonché sceneggiatrice (personaggio che per Jodo c’entrava come i cavoli a merenda ed aveva come unica ragione d’esistere il fatto che la donna si fosse piccata di voler recitare) e un altro personaggio femminile protagonista di una sottotramamamorosa, interpretato dalla figlia di Chaplin, che secondo il regista recitava da cani. Ammontare dei tagli: una ventina di minuti circa.

Ho visto solo questa versione “director’s cut” e devo dire che secondo me il film funziona benissimo: mi hanno lasciato a bocca aperta innanzitutto le scenografie, questi cunicoli delle fogne perennemente invasi dalle acque che montano e scendono, in cui i protagonisti si muovono come in un mondo parallelo e suggestivo, sospeso tra realtà e fantasia. Non per nulla la mente che le ha create è quella di Alexandre Trauner, premio oscar.
Mi è piaciuta moltissimo anche la recitazione di Omar Sharif, disposto a mettersi in gioco ed a liberarsi dall’aura che ammanta i suoi classici personaggi per calarsi nei panni di un hobo svalvolato, ossessivo ed un po’ paranoico ma connotato in fondo da una indole buona. Peter O’Toole invece sembra un po’ scazzato tutto il tempo e mi è apparso poco coinvolto. Nelle interviste contenute come extra nel disco Jodo racconta senza peli con la lingua quanto faticoso sia stato venire a compromessi con l’establishement e piegarsi a scelte ed imposizioni che non condivideva. Per la prima ed unica volta ha avuto a che fare con degli attori che erano delle star e facevano capricci da primadonna, esperienza che lo ha profondamente irritato in certi frangenti.

Quello che ho visto resta comunque un film molto suggestivo e curato sotto gli aspetti formali ed estetici, che vale sicuramente la pena di guardare una volta nella vita.

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La maga/indovina era Berta Dominguez, alias Cassandra Domenica, che già fu la famigerata Mamma Ebe, nell’omonimo film di Lizzani. In quanto al rapporto con gli attori, ancora anni fa lessi che sul set il regista e O’Toole nemmeno si parlavano. Per fortuna c’era Sharif che faceva da intermediario fra loro due, altrimenti il film non andava avanti. Va rilevato semmai come Jodorowsky, alla sua non certo tenera età (a febbraio ha compiuto 97 anni!!), abbia ancora forza voglia e grinta per mettere mano e “sistemare” proprie opere, a suo tempo manipolate dai produttori. Davvero ammirevole…:slightly_smiling_face::victory_hand::cocktail_glass::heart::clap:

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