Uscito in edicola nella collana Alberto Sordi nell’impopolare prezzo di 13,90 è probabilmente il futuro dvd Medusa.
Master anamorfico di buona qualità, contiene come extra il trailer cinematografico originale. La durata è di circa 5 secondi inferiore al vecchio master tv e alla vhs Domovideo, ma non ho modo di verificare se si tratta di cambio rulli o di microtagli come con Io so che tu sai che io so.
Film che si rivede sempre con piacere, nonostante non sia sicuramente il migliore di Sordi regista e Verdone attore, qui abbastanza insopportabile con i suoi fischi e imitazioni degli uccelli. Abbastanza inconsueta la vena parolacciara di Albertone, probabilmente per cercare di svecchiare il suo pubblico allargandosi a quello del giovane pupillo. Ottima la colonna sonora di Piccioni.
Effettivamente con i prezzi di queste collane non si regolano, però c’è da dire che stavolta in allegato c’era anche la locandina del film di grande formato. Spero che in una delle prossime uscite tirino finalmente fuori anche Il Diavolo
la collana ha tutti i titoli a 9,90 + 4 numeri speciali a 13,90: I vitelloni, In viaggio con papà, Io so che tu sai che io so e un quarto che nn ricordo.
L’ho appena recuperato in dvd, in quanto lo avevo ancora in vhs e devo dire che come edizione mi ha soddisfatto anche perchè il film m’è sempre piaciuto, come extra ha solo il trailer e poi c’è allegata la locandina, non so se sia già stato pubblicato in precedenza da Medusa, ma non penso e comunque se dovete acquistarlo, fatelo nel servizio arretrati de “La Gazzetta dello Sport”, in quanto su Ebay, ci sono dei “folli” che lo vendon a circa 34 euro escluse le spese di spedizione!!!
Mai considerato un filmaccio, assolutamente. Certo, non mancano facilonerie e ovvietà, ma la coppia Verdone-Sordi (quest’ultimo, soprattutto, in gran forma) funziona perfettamente, le situazioni spassose non mancano, e c’è anche un sano retrogusto amarognolo, specie verso il finale. E poi abbiamo appunto Infanti, Giuliana Calandra, Edy Angelillo (la scena di lei, le sue amiche e un Verdone più fregnone che mai è una bomba!!), Ugo Bologna (nel ruolo di un padre che non ha capito un cacchio di quel che gli accade intorno…), Tiziana Pini (che fine ha fatto? All’epoca era 'na strafiga…), e una “stracultissima” Margit Newton (altra sparita dalla circolazione, peraltro). Insomma, me lo vedo sempre con piacere, anche se le musiche di Piccioni (praticamente UGUALI ogni volta che ha lavorato per un film diretto da Sordi) stracciano rapidamente la minchia…
L’incontro tra Alberto Sordi e Carlo Verdone, suo erede designato, si rivela un’occasione mancata
Verdone ripropone un personaggio identico agli ingenui e maldestri Leo di Un scacco bello (1980) e Mimmo di Bianco,rosso e Verdone (1981); Sordi si cimenta con una maschera più cinica e volgare.
Sceneggiatura dei due protagonisti e di Rodolfo Sonego.
Grandi musiche di Piero Piccioni
Nel libro di Alberto Anile su Alberto Sordi tra le tante curiosità raccontate c’è anche un progetto di un film “Totò e figlio” che doveva essere interpretato da Totò e Sordi negli anni 50 (una specie di in viaggio con papà). Purtroppo poi il film non si fece
Voglio condividere con voi questo brano musicale del sommo Piccioni meraviglioso piaceva tanto a me e ai miei genitori( una scomparsa a settembre l’altro sabato scorso)
passato oggi sul 34 ,rivisto con piacere e amarezza,certo non tra i migliori sordi,ne’ verdone,pero’ Albertone qulche buon colpo lo mette ancora a segno,ormai è un uomo maturo e disincantato e sotto sotto pure sentimentale.Vero la Pini era na bella bomba sexy ,sparita purtroppo.Comunque il Sordi "crepuscolare"continua a piacermi sempre piu’ del nando degli anni 50
Questo film è molto importante, molto significativo. In quanto Sordi, volontariamente o no, ci ha dimostrato una inoppugnabile Verità. E cioè che Verdone, fuori dalla propria “comfort zone”, fatta di macchiette, imitazioni, tic, manie, ossessioni, ipocondria e soprattutto regia curata da sé stesso medesimo, è una cosa sola. Ovvero, un gran pirla. Addirittura si potrebbe azzardare, definendo Sordi “profeta”. Purtroppo, inascoltato. Specie dai produttori nostrani…
Addirittura? Devo dire che personalmente non conosco molto Verdone “extra-Verdone”: non ho visto i due “manuali d’amore” né “Zora la vampira” (per dirne alcuni) quindi mi asterrò da ogni opinione finché non colmerò questa lacuna (spoiler: MAI )
Io nel mio piccolo continuo a sostenere che al di là dei tanti difetti del Sordi regista (ma comunque migliore di tanti altri registi), Albertone ha molto spesso affrontato tematiche direi quasi avanguardistiche-futuristiche (nel suo piccolo, ovviamente) ben più apertamente di altri colleghi esclusivamente registi che fuori dalla comfort zone della “commedia italiana” hanno faticato non poco quanto a proposte durante gli anni '80 e soprattutto '90.
Questo film, che io riguardo sempre più o meno volentieri, ha un parallelo curioso con “troppo forte”: nel film di Verdone era sballatissimo il personaggio di Sordi ed in questo -a parti inverse- è sballatissimo il personaggio di Verdone, che è un Mimmo al cubo se non un vero e proprio ̶m̶e̶z̶z̶o̶ ̶r̶i̶t̶a̶r̶d̶a̶t̶o̶ una persona con disabilità intellettiva (laddove Sordi era proprio un caso clinico nel film di Verdone) Comunque regala delle perle assolute tipo la sequenza della vasca da bagno “omo donna omo donna donna omo omo”
Poi c’è Infanti che merita d’essere ammirato per il suo piccolo ma incisivo ruolo ed è ovviamente cultissimo lo sfogo creativo già citato da Renato: E intanto io scrivo, e questi rifiutano. Io riscrivo, e questi me mannano indietro i copioni. Ma allora, ma io dico… ma che caaaazzo volete?
Fantastica anche la Calandra con un nome che mi resterà sempre impresso: la Rita Canegatti la bella proprietaria del mobilificio di Cantù Cermenate!
Il riferimento a Cantù Cermenate è una scopiazzatura di Sordi del film UNA VITA DIFFICILE, dove si evocava appunto la località vicina alla Svizzera, nota praticamente solo per essere una fermata ferroviaria vicina al confine svizzero.