La pedofilia nel cinema del ‘900

mi permetto un paio di titoli fuori asse cronologico: per intensità virulenza importanza, un film profondamente devastante sul tema, riangolato dal punto di vista di chi - per vizio di forma e mera ottusità burocratica - di traffico pedoporno è stato ingiustamente accusato (realmente, il caso che racconta è tristemente verissimo) è il già citato péesumé coupable, centrato sulla disumana odissea giudiziaria di andré marceaux. chi pensa che jagten - il sospetto sia a tal riguardo un film insostenibile, si munisca di tre blister di xanax prima di affrontare sta micidiale batosta su tempie gengive e rotule. non è aneddotica romanzata se scrivo che per poco non mi è venuta un’ulcera durante la visione. un incubo che rafforza che c’è una sola cosa che fa dormire preoccupati più delle peggiori forme di delinquenza, ed è la legge. lo si termina davvero col mal di fegato. insomma la versione francese del nostro girolimoni

sempre a livello true crime, pure fiction e megalomaniac si occupano con diversi intenti stili ed esiti del caso del mostro di marcinelle.

poi chiaramente srpski film che per concetto e limiti fin qui toccati dalla cinematografia legale estera se li mangia tutti. ovviamente lo cito fuori concorso (come tale è anche megalomaniac) dato che è fatta richiesta di attenersi al solo 900, ma bene o male è impossibile non tenerne conto, essendo stato vuoi o non vuoi definitivo e tombale sul tema.

ricadendo dalle nostre parti, non ricordo se in le farò da padre e le amiche del cuore le ragazze sono, nel narrato, minorenni.

e poi alcune immagini, in parte oggi ripescate in parte ancora inedite, di caligola