La Terra dell'Abbastanza (Damiano e Fabio D'Innocenzo)

Film duro crudo senza mezzi termini un piccolo capolavoro tutti italiano tutto romano direi che ha gia’ conquistato mezzo mondo!!

dopo anni e anni di attesa i gemelli D’innocenzo rifanno il vero film di genere grandissimi

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Giorgio tu l’hai visto ???sarei curioso di avere un tuo parere specie su Matteo Olivetti protagonista al suo primo provino mi sembra molto bravo!!!

BMW neanche tu l’hai visto mi sembra strano…

l’ho visto solo io???;););););):wink:

A questo punto è probabile.

Molto bello.
L’ho visto on demand su Sky e mi è davvero piaciuto.
Realistico e intenso, ben interpretato da tutti e girato con mano sicurissima da questi due fratelli D’Innocenzo che non sembrano nemmeno esordienti per il modo con cui prendono di petto questa storia dura e senza speranza.
Tanti piani sequenza che si reggono tutti esclusivamente sugli attori e sulla loro bravura (anche di improvvisare, sicuramente), alcuni anche molto duri e drammatici (tipo lo scontro tra Mirko e la madre).
Davvero bello, molto bravo anche Max Tortora in un ruolo non facile.
Consigliato.

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Un bel film ambientato nella Roma meno “agiata”, ottime le prove dei due ragazzi ma anche degli altri (tra cui il citato Tortora in un ruolo insolitamente drammatico). Se vogliamo ho trovato un pò deboluccio l’incipit che dà il via alla storia, ma non influisce sul giudizio complessivo.

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Che fatica arrivare in fondo, già dopo una ventina di minuti non vedevo l’ora che finisse.
Un bel film, per carità, ma proprio non riesco ad empatizzare con questi sottoproletari fascistoidi xenofobi omofobi rissosi provocatori senza valori, gente demmerda per cui vale de più una vittoria daa roma o daa lazio che una vita umana. Gente individualista che risponde alla mancanza di possibilità e di orizzonti non con la solidarietà e con l’unione ma con l’odio generalizzato verso il prossimo e la ricerca del tornaconto personale con qualsiasi mezzo. Fin dall’inizio non vedevo l’ora che finissero secchi, tanto si capiva subito che il loro destino era segnato.
Mi rendo conto che sono giudicante e tranchant e che le mie parole sono intrise della mia ideologia ma non posso farci niente, è quello che provo nei confronti di questa infelice fetta di umanità. L’aspetto razionale mi direbbe di compatirli, ma a pelle proprio non ci riesco…

Devo dire che il finale è davvero ben costruito e lascia spazio alla catarsi e alla redenzione dei due protagonisti in modo non banale e non retorico. E anche la chiosa con i due genitori che si incontrano e non riescono a sottrarsi allo stile di vita e alla mentalità che la periferia degradata loro impone è molto forte e di impatto.

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