Le api stanno morendo ovunque

25/10/2008 (14:38)
Sos apicoltori: “Il pianeta è a rischio”
“Le api stanno morendo ovunque”

TORINO
Il grido d’allarme è unanime: «Le api stanno morendo in tutto il mondo, soprattutto nelle campagne». È il grido d’allarme degli apicoltori di tutti i Continenti riuniti a Torino per ’Terra Madrè. Sotto accusa le nuove e potentissime molecole neurotossiche, usate massicciamente su tutte le coltivazioni. Per difendere le api gli apicoltori hanno creato una rete internazionale che riunisce le comunità del miele di tutto il mondo con l’obiettivo di dar vita ad un manifesto dell’apicoltura «buona, pulita e giusta».
«Le api riflettono il degrado del nostro pianeta - affermano gli apicoltori - esseri indispensabili, caratterizzati da una complessa e fragile organizzazione ci dicono che bisogna cambiare comportamenti». «Le nuove molecole neurotossiche - sostiene Francesco Panella, presidente dell’Unione Nazionale degli Apicoltori Italiani - usate in modo crescente su tutte le coltivazioni sono così potenti, in dosi infinitesimali, da trasformare la linfa vitale, per tutto il ciclo della pianta, in subdolo insetticida». Identico l’allarme degli apicoltori dei vari paesi: le api muoiono ovunque dalla pampa argentina, ridotta a una landa di monocoltura di soia Ogm irrorata dagli aerei in continuazione con diserbanti, agli Usa dove immensi territori sono destinati unicamente alla coltivazione di mais per fare girare i motori a scoppio, alla foresta amazzonica disboscata e trasformata in coltura di canna da zucchero, agli stati del Nord dell’India che hanno visto il crollo della produzione di miele selvatico per l’eradicazione delle essenze spontanee trasformate in carbone, ai meleti del nord Irlanda che non producono più per mancanza di insetti impollinatori, al crollo di produzione per mancanza d’api delle coltivazioni di cetrioli del North Carolina.

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/salonegusto/200810articoli/8476girata.asp

Questa notizia avvalora la ‘profezia’ di Albert Einstein e Rudolf Steiner sull’eventuale scomparsa delle api dalla faccia della terra… per chi non lo sapesse entrambi ebbero modo di osservare che, nel caso di una scomparsa o drastica riduzione delle api nel mondo, l’ecosistema terrestre risulterebbe talmente compromesso che la vita sulla terra si estinguerebbe nell’arco 4 anni…
io ho sempre pensato che i cibi ogm sarebbero stati un danno per l’umanità… e che non avrebbero mai risolto la fame nel mondo come ci hanno sempre voluto far credere… sarebbe il caso che qualcuno prendesse provvedimenti per la salvaguardia del pianeta… qui da noi invece la ‘ministra’ dell’ambiente chiede addirittura gli ‘sconti’ su Kyoto :mad:

In compenso abbiamo mosche a iosa e un cazzo di clima di merda.
Annunciati cambiamenti e abbassamento delle temperature (spero) per prossima settimana.
Mi sono rotto il cazzo , voglio l’inverno!

E poi mi chiedo su queste molecole neurotossiche che sono causa della scomparsa della vita delle api e tra un pò anche della nostra : Perchè allora i coltivatori le utilizzano? Lo sanno solo gli apicoltori che sono tossiche o lo sanno bene tutti ma le utilizzano perchè (magari) costano meno e così possono reggere la concorrenza e “lavorare”?

Altra domanda: Chiedo: le api dove vanno a morire? Si sono trovate api stecchite a terra a frotte in qualche parte del pianeta per dire che stanno morendo ovunque?

Il pianeta è a rischio da quando l’uomo ha scoperto il fuoco di questo sono consapevole e lo sono tutti.
Questo è ovviamente un problema gravissimo ma spero non crei un contagio di isteria di massa.

E’ la razza umana a non meritare più sconti, ne abbiamo avuto fin troppi. Dovessimo estinguerci fra 4 anni ci starebbe solo bene.

La Prestigiacomo chiede rinvii ed a Taranto l’altro giorno è stato diagnosticato un tumore ai polmoni ad un bambino, cosa tipica dei vecchi fumatori, per colpa dell’Ilva.
Non ci siamo proprio.
Io mi auguro che semmai avrò un figlio, egli possa vedere un futuro dove chi inquina e chi non s’assume le responsabilità dell’enorme peso dell’inquinamento venga condannato all’ergastolo per crimini contro l’umanità.

Sti pezzi di merda continuano a rinviare le dovute misure per far fronte all’inquinamento con la scusa dei grossi investimenti necessari che indebolirebbero l’economia, non rendendosi conto che:

  • più si tarda e più grande sarà la spesa di adeguamento
  • la più grossa risorsa dell’economia non è il portafoglio dell’azienda ma gli esseri umani.
  • Più esseri umani ammalati significano una spesa ingente per la sanità. - Meno potere d’acquisto a causa della malattia.
  • Più malati significano meno forza lavoro.
  • Più inquinamento significa spendere ingenti somme di denaro per bonificare territori ed abbattere capi di bestiame avvelenato.

E la lista è lunga…
Le misure vanno prese ORA. Per aiutare le aziende che si dimezzino lo stipendio e mandino in fabbrica tutti quei parenti portaborse del cazzo.

Ritornando in tema da quello che ho capito il problema delle api c’è soprattutto all’estero, qua in Italia tutto sommato se c’è stata perdita è stata esigua. Forse perché si tendono ad utilizzare molti meno pesticidi. C’è da dire che mi pare ci sia stato un bell’incremento delle colture biologiche, forse anche dato dal fatto che ci piace mangiare salutare.

Abbastanza vero. Oggigiorno comprare prodotti biologici non richiede neppure una grande spesa, agli ipermercati li trovi negli scaffali a prezzi tutto sommato accessibili. E non dimentichiamo l’interesse del consumatore nostrano per le sagre dedicate agli alimenti genuini, gli agriturismi…

…E il gelato con la Soia!

Io i “prodotti biologici” li ho sempre visti un po con sospetto, ho paura che sia un calderone in cui finisce un po troppa roba.

Siamo in due, a dire il vero (in passato son saltate fuori discrete truffe pure nel settore degli alimenti per vegetariani). Però, dovendo scegliere tra la frutta da agricoltura biologica (almeno, accreditata come tale) e quella specificamente trattata con un determinato medicinale, mi oriento nel modo che puoi immaginare.

Ci sono differenti organismi di controllo che acrreditano o meno un prodotto come biologico e per essere definito tale vuole dire che dalla coltivazione alla lavorazione non è stato usato nessun agente chimico. I loghi di questi certificatori sono esposti sulle scatole dei prodotti.
Se un prodotto viene venduto come bio e non ha nessuna certificazione allora il sospetto deve venire, altrimenti sono spesso e volentieri solo seghe mentali

http://www.altroconsumo.it/biologici/organismi-di-controllo-del-biologico-s65151.htm

Domanda : gli alimenti provenienti da agricoltura biologica non sono trattati da alcun agente chimico, quindi la spesa per agenti chimici salta all’interno del ciclo produttivo. Perchè costano di più allora?
Io comunque sono ancora uno di quelli che si fida del reparto ortofrutta del proprio supermercato e che si arma di guanto e busta in plastica. Da me parecchi posti vendono frutta e verdura a 1€/kg

Io per la “purezza” dell’alimento mi fido solo del Macrobiotico perchè conosco tutto ciò che c’è dietro.

Io invece stamattina sulle tribune dell’autodromo di Monza avevo 2 api di merda che mi ronzavano sulla testa.

Come mi disse un signore anziano alla fermata dell’autobus: ‘‘Vi abbiamo lasciato un mondo di merda’’

Un Idolo.
Così si fà. :clap: (Sono ovviamente applausi ironici-sarcastici )

Ah, e questo avvalora la tesi di Agentespeciale sulla onnicolpevolezza dei vecchi.

Ieri ero in giro a Bergamo a Novembre alle 9:00 di mattina con su soltanto il maglione di cotone.
Qualcosa non va ed e’ evidente.
Oddio se per altri 5000 anni il clima e’ questo, ben venga… ma mi dispiacerebbe se il mio pargolo dovesse andare in giro come i personaggi di S.T.A.L.K.E.R. tra dieci anni.
Pero’ e’ bene ammettere una cosa, e’ inutile che gli ecologisti ci rompono il cazzo, perche’ noi non possiamo fare nulla contro l’inquinamento.
Inutile farsi le seghe mentali, il biologico vero non lo vendono inscatolato, il biologico vero lo devi curare tu alzandoti alle 5 per dare il pastone ai maiali e innaffiare la lattuga.
Anche se faccio la differenziata, le fabbriche grazie agli appoggi politici continuano ad inquinare.
Le auto vanno ancora a benzina.
In un mondo iperinformatizzato le aziende sprecano ancora un mare di carta non riciclata.
Io tornerei veramente ai cavalli senza pensarci due volte.
Non esiste, almeno per me, cura che possa arrivare dal consumatore finale, il cambio deve essere radicale e partire dai quei cazzoni che stanno al potere.
Sarebbe bello che ricordassero che anche se hai tutti i soldi del mondo invecchi, ti ammali e muori lo stesso.

Un apicultore mi spiegava che stanno sparendo anche alcuni insetti indispensabili per produrre il miele di melata. Come farò senza il mio adorato miele di melata? :frowning:

Se aspetti loro stai fresco. Siamo governati da gente che ha in media 70 anni, come puoi pensare che possano ragionare in maniera attuale sul tema dell’ambiente? E torna il discorso sulla Prestigiacomo che già feci…

Il cambiamento deve partire dal basso, è inevitabile. Il tuo ragionamento sa troppo di assistenzialismo misto a impotenza e almeno per la seconda un po’ ti comprendo.
Alcune verdure le puoi comodamente coltivare nei vasi sul balcone, nella maniera che preferisci.
Nel mondo informatico molte aziende si sono accorte che riciclando risparmiano una marea di soldi e questo non è un dato trascurabile visto che l’azienda ha come scopo il profitto. Il discorso qua Banana Land è ovviamente diverso, visto quanto siamo retrogradi.

A fine anno ho intenzione di vendere l’auto. Dopo 3 anni che ce l’ho posso dire con certezza che è un bene superfluo e soprattutto non ti ridarà mai i soldi spesi, senza contare quella marea di moneta aggiuntiva che serve per mantenerla. Almeno nel mio caso non mi ha giustificato minimamente i soldi buttatici, nonostante il posto dove lavoro (per ora) dista 25 km da casa.

guarda che la soluzione dei cavalli e’ tutt’altro che da buttare.
Non inquinano.
Non hanno incidenti.
Sono nati con il pilota automatico ed il navigatore naturale.
Costano meno in manutenzione.

Sento si il senso d’impotenza, non mi serve l’assistenzialismo ma ci vogliono grossi promotori sociali.

Ad esempio mezzi pubblici gratuiti con aumento di frequenza e tratte.

Non rinuciare alle comodita’ ma spostare il centro d’interesse dal mero profitto all’utilita’.

No beh i cavalli non te li volevo mica bocciare :smiley:

Sul fatto dell’utilità mi trovi d’accordissimo. I mezzi pubblici non funzionano anche perché la strada è piena di auto. Mettere un mezzo ogni 10 minuti anche di notte e disincentivare l’utilizzo delle auto (blocchi, multe, cecchini appostati…) è l’unico modo.
Io non avrei problemi a pagarli i mezzi, è un servizio che pago nel momento stesso in cui ne usufruisco, nessuna rata o tassa che mi pesa anche quando è fermo, per cui nessun problema. Sarebbe interessante renderli gratuiti per uno o più anni a chi rottama o vende ala propria auto.

oro colato.

Peccato che la gente disinteressata non si occupi di politica.