Questa settimana a Bruxelles ci sarà una rassegna su Joe D’Amato, sarà l’occasione per vedere in sala alcuni dei suoi film più noti.
Verrà proiettato anche questo, volevo capire quale versione sarà, per cui mi stavo cercando anche di informare su quali sono le varie versioni esistenti.
Per quel che mi riguarda ricordo soltanto la vhs Avo Film (soft) e il DVD Lamberto Forni, che ho ma che non ho mai visto… È hard?
E poi, quali altre edizioni esistono e che versioni contengono?
Allora, basandosi sulle info di dvdcompare (che però riporta dati incompleti, alcune edizioni pubblicate mancano):
Per quanto riguarda i dvd:
la versione hardcore (Media Blaster Explicit Uncut Version → english only, X-Cess → german only e X-Rated → german only) dovrebbe durare 111’45’’ e la versione softcore (media blaster general version → english only e X-cess → german only) dovrebbe durare 100’31’’
Per quanto riguarda i bluray:
si cita solo l’edizione Code red, hardcore version, english language only, stessa durata indicata per l’edizione dvd.
Mi piacerebbe sapere se il dvd LF (che non ho sotto mano in questo momento) ha la stessa durata, per capire se le scene HC sono le stesse o magari se ce n’è qualcuna in meno.
Sei sicuro?
Sul sito della Artus di D’Amato risulta solo Emanuelle e gli ultimi cannibali
In ogni caso, la copia proiettata a Bruxelles sarà in DCP e la durata dichiarata è 88 minuti… Possibile?!? Da dove salta fuori?
In bluray esiste anche l’edizione Le chat qui fume che dovrebbe avere l’audio italiano e francese. Visto la durata dichiarata (1h47’) penso che sia la versione HC (la diversa durata potrebbe derivare dalla transcodifica NTSC → PAL).
Il DVD LF dura 107’.
In DVD esiste anche l’edizione a doppio disco della Shriek Show che contiene la versione rated e quella uncensored, con l’unica opzione audio in inglese
Ne conosco tre versioni: quella AVO cut sia nelle scene di sesso (solo soft) che nel gore, una versione riversata da pellicola che girava fra i collezionisti e includeva il gore (la famigerata scena dell’evirazione) e un paio di scene hard ma non integrali e una chiaramente restaurata da negativo originale che immagino fosse il master LF, uncensored e con scene hard più dettagliate (in particolare l’amplesso di Shanon con le due prostitute nella stanza d’albergo).
Devo dire che vedendo un nuovo messaggio firmato da @gojira mi sono emozionato.
Fa piacere sapere che dopo tutti questi anni continui ancora a leggerci e fa ancora più piacere tu abbia avuto voglia di intervenire
mantecare pornografia e resurrectio caraibica non era un’intuizione da poco, in fondo cos’altro è l’orgasmo se non una prova generale per la morte? ma dopo blackout estetici, ritmici, visivi, contenutistici e interpretativi simili, ottimi tutt’al più come strumenti punitivi o esperimenti per testare fin dove può spingersi la soglia del dolore oftalmico e dell’ennui spettatoriale, ritrovare fiducia nel cinema diventa faticoso e meno ancora si comprende la nostalgia che sovrasta l’operato di massaccesi, uno che 9 volte su 10 se ne sbatteva picche di usare il minimo filtro fotografico e controluce e che in questo caso sbaglia anche le virgole facendo del cinema un morto tutt’altro che vivente: eros e morte restano ciascuno a narrativa tenuta stagna, senza mai un minimo di sincretismo, un anello di congiunzione, come se si stesse provando a far quadrare due film diversi in cui il capovolgimento delle proporzioni (90% di statico impianto hard e 10% di blanda surrogazione fulciana - l’unica scena che quasi azzecca è quella della mancata autopsia, che uno zero virgola di trucidume prova a riservarlo) concorre a innescare una testata nucleare di una noia mai sperimentata prima.
in realtà l’orrore c’è tutto: quello di fronteggiare l’esasperazione del nulla e di vedere pareggiare zero a zero ogni potenziale zombesco come erotico sopra una zattera sfondata di plot.
al che fatemi capire: ben 426 post di agguerritissima disputa su quanto faccia stracagare a idrante bianchi, su come quanto perché le notti del terrore - che nel suo scempio una traversa vitalità la secerne - sia la c-word per l’italozombi e per il cinema tutto, e non uno sputo sopra a questa negazione assoluta di ogni dignità filmica, che è una fossa comune per la scrittura, il concetto di attore e di regia, la ragion d’essere narrativa, il cinemabistrisquadrietc stesso. c’è qualtorna che non cosa.