Released fully uncut with a brand new restoration.
EXTRAS:
Brand new 2K master restored from the original OCN
NEW Interview with director Sergio Martino
NEW Sergio Martino Q&A filmed at Weird Worcester June 2025
NEW Interview with co-star Martine Brochard
A Man Called Sergio: Archival Featurette
NEW Interview with actor / stuntman Ottaviano Dell’Acqua
Ha per caso la traccia in italiano? Comunque il film non andò molto bene al botteghino. Si raccontava che a Merli si rivolgessero con un “…a Maurì, mannaja la miseria!!!”
Incasso’ sicuramente molto meno dei coevi polizieschi con Merli protagonista. Che poi, lui stesso è il problema principale della pellicola. Di per sé, buona. Martino si conferma regista abile, intelligente e versatile. Il cast di contorno (col perfido Steiner in testa) funziona benissimo. Ma il caro Maurizio, pur con barba incolta, baffi un po’ stropicciati e abbigliamento adeguato, a ogni piè sospinto mi attendo che tiri fuori un tesserino ed esclami a chi gli sta intorno “Questura di Roma!!”. Magari ottenendo, come lecita risposta, una sonora pernacchia. Insomma, nel vecchio West non lo vedo proprio. E all’epoca, nemmeno il pubblico fu convinto…
Io infatti l’ho sempre reputato, detto con rispetto per chi lo ha girato e interpretato, una specie di “cugino scemo” di “Keoma”. Giurerei che il villaggio western è il medesimo. Correggetemi se sbaglio. Il film di Castellari, ad ogni modo, sta su un altro pianeta…
P.S. Comunque certe schitarrate dei De Angelis (presenti, certo NON A CASO, in entrambe le suddette pellicole), ricordano talune analoghe del Neil Young di “Dead man”. Girato quasi vent’anni più tardi…
Credo che Merli se la cavi bene in questo tardo western. Dobbiamo ricordare che qui siamo verso la fine del genere e che possiamo definirlo come una delle ultime “impennate” del genere. Il protagonista rimane impresso e non come tanti altri personaggi anonimi dell’epoca in cui il genere era al suo massimo splendore
beh, tutto il film oltre ad essere permeato da una atomosfera di totale decadimento - il villaggio praticamente cade a pezzi, le scenografie raccontano di calessi, carri e case in totale abbandono - è anche virato sul gotico, diverso dai quasi “metafisici” Keoma e i 4 dell’Apocalisse o gli struggenti California e i patinati Sella d’Argento. L’inizio, tra nebbie e ralenty è quasi horror, sicuramente c’è lo stesso tocco di Sergio Martino che si ritrova anche ne L’isola degli uomini pesce, tra nebbie e atmosfere quasi horror