Monster (Patty Jenkins, 2003)

Prendo spunto dall’ultimo post di questo thread per parlare di questo film che avevo visto qualche mese fa.
Ieri sera su Fox Crime mi è capitato di vedere il documentario su Aileen Wournos (non so se è anche negli extra del DVD) e rivaluto alla grandissima l’interpretazione che ne ha dato la Therion. All’inizio mi sembrava tutto troppo marcato, lei troppo gigioneggiante, ma (a parte il trucco che le devono aver applicato per renderla così tanto somigliante) devo dire che invece ha reso perfettamente sia il lato umano che quello eccessivo della protagonista. Quelle esplosioni di ira e quei repentini cambi di personalità si sono visti perfettamente nelle varie fasi del processo. Certo che se è vero quello che dice di aver subito per arrivare a commettere il primo omicidio, non la si può certo biasimare. Ovviamente condanno ciò che segue, ma l’episodio in se stesso del primo omicidio, sentirlo narrare da chi ha subito certe cose mi ha un po’ turbato. Fermo restando che non possiamo sapere per certo come sono andate le cose. A questo proposito allucinante l’intervista alla tipa della giuria che aveva materialmente stilato il verdetto. Insomma secondo la sua idea la colpevolezza era giustificata dal fatto che, nonostante le violenze subite, il fatto di avere sparato successivamente alla vittima e avergli poi sottratto i soldi e la macchina dimostrassero la premeditazione. La richiesta della pena di morte sarebbe invece giustificata in quanto era sicura che 25 o 30 anni non sarebbero bastati e chi si macchia di un simile reato non deve più uscire di galera, ma non perchè fosse una puttana…Peccato che anche la prima vittima della Wournos 20 anni prima o giù di lì si era fatto un po’ di anni di galera per violenza carnale (ma questo al processo non saltò fuori…strano…), ma la cosa veniva liquidata dicendo che se anche la cosa fosse saltata fuori al processo non avrebbe influito sulla sentenza, del resto era un fatto di vent’anni prima e la colpa era già stata espiata.
Vomitevole veramente vomitevole vedere questa donnetta mid-class di mezza età snocciolare una simile contraddizione come se mandare o meno a morte una persona fosse cosa da tutti i giorni.
Nel complesso comunque il film mi piacque, e lo rivaluto ulteriormente ora che constato anche la validità dell’interpretazione data del personaggio.

Lo vidi anch’io al cinema appena uscito, e nel complesso piacque anche a me.
Devo dire che nella sala regnava un silenzio agghiacciante…la scena dell’uomo, padre di famiglia fatto inginocchiare, è da brividi. La miglior recitazione della Theron di sempre, forse.
Sulla questione processo: spesso penso che il sistema giudiziario americano sia senza umanità, anche questo caso mi pare rientri nella casistica.

Il momento poi del tradimento finale con gabola telefonica mi aveva colpito come un cazzotto nello stomaco…

L’idea che mi sono fatto della Wournos - soggettiva, dunque semplice opinione - è quella di una personalità basilarmente già disturbatissima, in cui l’alcool (massicciamente consumato da chi le stava vicino e, poco più tardi, anche da lei) ha avuto effetti devastanti. Riguardo alle eventuali violenze subite c’è da dire che sono rimaste del tutto ipotetiche: in sede processuale la sorella non ha mai confermato abusi domestici a casa dei nonni, e d’altronde la stessa Aileen ne ha dato testimonianza molto marcata solo con chi poteva arrecarle della visibilità (la stampa, in primis).
La scena della telefonata con l’amante (una convincente Christina Ricci nel film) è anche secondo me struggente: la cronaca dice che la Wournos sapeva bene che quella telefonata era volta a farla confessare, e che la sua confessione piena e totale avrebbe reso la posizione dell’amante legalmente ‘tranquilla’. C’era quindi la volontà di farla finita al più presto possibile, visto che, come lei stessa ebbe a dichiarare, se si fosse trovata di nuovo di fronte alle sue vittime le avrebbe uccise alla stessa maniera di come aveva effettivamente fatto.

Sì Alessio sono daccordo con te, in effetti si capisce che si ha a che fare con una personalità disturbatissima, probabilmente per diversi motivi. Certo lungi da me giustificare l’omicidio di 7(?) persone, ma mi chiedo se ci sarebbe stato lo stesso accanimento se non fossero stati uomini bianchi di mezza età…

Sì effettivamente in una delle ultime interviste mostrate si dichiarava convinta della pena affibbiatale (morte per iniezione letale) in quanto terrorizzata dalla possibilità di essere di nuovo violentata e quindi una possibile assassina per reazione.

Beh, c’è da dire che una situazione del genere - killer e vittime di razza bianca - genera due cose:

  • il fatto diventa ‘fenomeno’
  • il ‘fenomeno’ dà adito ad analisi sociologiche, con indagini velleitarie sulle abitudini della classe media - tipo che percentuale di cinquantenni sposati va a prostitute - e con suggestivi ‘se’, del tipo 'che sarebbe successo se la Wournos fosse stata aiutata da piccola a sviluppare la sua inclinazione al disegno ‘artistico’.

Poi…che altro…in un contesto del genere - come in quello del Circeo, tanto per dirne un altro - si muovono le femministe: e allora l’omicidio compiuto da una donna diventa riscatto sociale, laddova quello ai danni di una donna diventa ai danni delle donne.

Tutto un carrozzone concettuale che, non c’è manco da dirlo, gli States sono bravissimi a ‘vomitare’ per poi rivenderlo ai media (ma anche noi non scherziamo, da qualche tempo…siamo diventati tristemente bravini, grazie ai programmi tv in seconda serata).

Azzardo che Aileen Wournos abbia avuto una certa - ma non poi esagerata - attenzione anche per la singolarità delle sue spiegazioni in merito agli omicidi. Da queste spiegazioni si evince, senza inoltrarsi in studi specialistici, che la persona in oggetto fosse completamente folle.
Dunque: finchè ce la faccio batto. Ora che ho 35 anni e non ce la faccio più -perchè la situazione fisica quella era, ancor prima d’una volontà di smettere o d’una voglia di casa borghese con la sua donna la Wournos era ridotta ad un tronco di birra e sangue - adesco uomini maturi. Che, essendo in là con gli anni, posso dominare meglio in caso di violenza. Già, perchè io li voglio rapinare, non voglio far sesso con loro. Quindi succede li adesco armata. E che, se questi rimangono feriti, io li devo finire…li devo finire perchè potrebbero denunciarmi per tentato omicido. Ora, questo è sinceramente comico: si uccide una persona per evitare che la stessa ci possa mettere nei guai per aver tentato di farla fuori…per me non c’è logica, anche attingendo ad una logica del ‘finchè dura fa verdura’ (cosa che per un omicida che abita nei boschetti adiacenti alle autostrade o nei residence adiacenti ai boschetti è, credo, l’unica via perseguibile).