visto ieri, togliendo una fotografia di tutto riguardo m’ha fatto davvero cagare storto (sorprendentemente, ché eggers mi ha sempre dato più o meno grosse soddisfazioni) e ben al di là o al di qua dei raffronti con herzog e murnau, come s’è ben detto giustamente inutili.
sturm und drang e sehnsucht scaraventati chilometri oltre il camp e il kitsch, è quasi più cringe del nosferatu di caminito-cozzi-lucidi, anzi tolgo deciso il quasi che almeno là si era consapevolissimi dei propri limiti, qua ci si prende mortalmente (ih) sul serio con sprofondamenti nel ridicolo involontario quasi commoventi. a rovinarlo è soprattutto l’esasperazione filologica, speravo in un maggiore tradimento/risignificazione delle fonti e non nella loro vanagloriosa imbalsamazione deluxe che finisce col vampirizzare il vampiro stesso. è più la ricostruzione della pulsazione/reinterpretazione, anche no grazie. a parità di temi (neanche elencarli, verosimilmente li conosciamo tutti) si era raggiunto il non plus ultra con candyman, che paradossalmente a sua volta attingeva tra gli altri proprio da stoker, ma almeno li ricodificava e risemantizzava in orbite imprevedibili facendoli passare per le crune della tragedia elisabettiana e di carroll; dopo si può giusto ricadere nella manierata appendice artificiosa. e più di questo il film non m’è mai parso.
a me è la cosa che ha invece maggiormente dato un senso alla parola orticaria. questo ipergrowl continuo dell’albione balcanizzato boostato a peak da macchiettistico gran cattivone da fiaba-cartoon-videogioco, mapperfavore. e anche iconograficamente speravo in una caratterizzazione meno avanspettacolarmente oleografica sempre e comunque eretta oltre lo stato dell’iperbole e della zuccherosità formale. tanto più che il film mi funziona e quasi inquieta proprio quando/dove lui non c’è, o c’è ma non è mostrato; per dire, herr knock mette molta più caga di lui, è segno che c’è qualcosina che non torna e non funziona.
lily rose depp m’ha ricordato la pina con 20 anni di meno dopo 3 confezioni di prozac e qui si entra forse nella sfera delle pareidolie personali, di fatto secondo me stavolta eggers ha profondamente toppato. non è in sé un brutto film, ha i suoi momenti (tutti quelli in cui nosferatu è assente, per farla spiccia), su buona parte della confezione quasi impossibile eccepire, ma non c’è alcun detour, alcun rinnovamento o eccedimento iconografico e tematico, è l’equivalente dell’ennesima prosa pavona di un amleto a teatro dove si va per riconoscersi-rassicurarsi e fare una pennica. boh.