E così dopo oltre 30 anni ho colmato anche questa lacuna, complice il “regalo di natale” di Bezos che ce lo ha portato su prima video restaurato in 4k!
Ecco uno di quei titoli che ho sempre trovato repellente, non so quante volte mi sia passata per le mani la VHS mfd ex-nolo, che tra l’altro riportava l’ofidico motivetto del poster anche sul retro, un dettaglio curioso quanto singolare.
Bando a ciò, lo ritrovo qualche sera fa su primevideo, non ho saputo resistere al calore di una cena natalizia dipinta in pellicola pregevolmente restaurata.
Non sapevo assolutamente nulla del film, ne della trama, ricordavo solo Cinzia Leone e Haber, due personaggi che all’epoca ho sempre trovato repellenti, ma quest’ultimo ho imparato ad apprezzarlo sempre di più negli anni.
Come si legge altrove il film è quasi una caricatura nera di Tokyo Monogatari di Ozu, è una capsula temporale degli anni '90, la cortina di ferro aveva iniziato a sgretolarsi e ospite da Costanzo c’era un ragazzo di nome Sgarbi, ci si siede a tavola con la famiglia i vetri ghiacciati enfatizzano il calore del focolare domestico e si entra quasi in empatia con tutti i personaggi della tavolata, poi letteralmente di botto arriva il finale inaspettato a riportarti coi piedi per terra, quello che si discuteva sopra e che si evince dalla lettura del tema del bambino è che i figli siano rimasti impuniti dal delitto.
Vi invito a leggere la pagina wikipedia, ci sono un sacco di curiosità interessanti sul film e disgrazie inerenti, tra cui la malattia improvvisa della Leone e la presenza di Francesco Annibali che in visione mi è sfuggita, il quale non vedrà il film in sala.
Inoltre nella sceneggiatura originale, non c’era un esplosione, ma del vino al metanolo, vicenda nera italiana che chi ha qualche anno in più di me ricorderà benissimo, speriamo non sia servito al bar di @Jobarman
che cito riguardo l’aneddoto della neve artificiale, unica cosa che viene un po’ sgretolata dal restauro in 4k, tipo il pupazzo di neve già citato da @almayer palesemente realizzato con un plaid.
E insomma, film giusto al momento giusto, come maturità personale (passatemi il termine) e come periodo dell’anno.