Rent-a-Pal (Jon Stevenson, 2020)

devo dire che per quanto mi sforzi di ricordare, non ricordo risonanze lustighiane forti. forse dovendo aggiungere un grado di separazione, direi più requiem for a dream per quel delusionale proiettare su un referente catodico le proprie frustrazioni, fino a parmettergli di impossessarsi della tua ratio e della tua vita intera. purtroppo stevenson (mi accorgo solo ora del nomen omen di cui è portatore sano) è uno dei tanti esordienti interessanti degli ultimi 10 anni a essersi arenato qui.

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