Rent-a-Pal (Jon Stevenson, 2020)

era un bel pezzo che al cinema non si ricordava/doveva una così immersiva e ammorbante caduta libera nell’imo della follia e dell’ultimate boss level della solitudine.

provate a immaginare un lothar schramm in fieri costretto al caregiving di una madre in avanzata demenza senile che gli rende ostativa l’avanscoperta sociale e che sogna l’anima gemella. l’unico modo che gli è concesso di provare a trovarla è un servizio di video-agenzia matrimoniale. raspollando nel cestone di quest’ultima, scova una curiosa vhs che contiene l’equivalente in pixel di un amico immaginario con cui instaurare un dialogo (geniale in tal senso il doppio senso del titolo che fonde due significati in uno: il codice di trasmissione analogica e l’amicizia), parabasi che ridesterà appieno la sua ottusità emotiva e fungerà da vero e proprio innesco dinamitardo per i suoi sempre più preoccupanti e radicati deliri di riferimento. dalla prima videoemissione il film si autocondanna volentieri nel prendere pieghe sempre più disturbanti, diventando qualcosa di simile a un her sceneggiato da travis bickle con vibes da alexandra’s project che civetta con la serie ringu (ma stevenson è abilissimo nel lasciare ambigua al massimo l’eventuale valenza sovrannaturale), in virtù di inquadrature sempre più strette soffocanti e opache e a un wil wheaton in superbolla nell’incarnare un tamagotchi gaslighter, su fino a un notevolissimo climax/showdown finale che cappotta i nervi e fa tremare l’anima. raccomandato andante con doveroso disclaimer: per chi ha (avuto) in famiglia un parente schizofrenico o un genitore con l’alzheimer avere a che fare con quest’opera è come tuffarsi sotto una schiacciasassi.
un regista di cui si attende trepidanti la seconda prova.

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Ringrazio Schramm per aver segnalato questo film che non conoscevo assolutamente e che sono subito andato a cercare e trovato. Forse è più adatto a un episodio di Ai confini della realtà in versione anni 80 che non ad un lungometraggio (tutta la parte sulla pista di pattinaggio l’avrei cassata ma è una mia opinione). Ci ho trovato anche qualche eco di Maniac anche se non si arriva a certi estremismi mi pare che i due personaggi in comune hanno una pericolosissima fantasia più sviluppata del dovuto per quanto c’è una scena in cui anche la ragazza scopre che forse la cassetta è veramente maledetta. Ho visto che è stato pubblicato anche in Italia tramite qualche piattaforma perciò potrebbe esistere un’edizione doppiata in italiano.

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devo dire che per quanto mi sforzi di ricordare, non ricordo risonanze lustighiane forti. forse dovendo aggiungere un grado di separazione, direi più requiem for a dream per quel delusionale proiettare su un referente catodico le proprie frustrazioni, fino a parmettergli di impossessarsi della tua ratio e della tua vita intera. purtroppo stevenson (mi accorgo solo ora del nomen omen di cui è portatore sano) è uno dei tanti esordienti interessanti degli ultimi 10 anni a essersi arenato qui.

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Per la verità sono assai deboli. Diciamo che siano un film che nell’altro ti rimane il dubbio che forse non è tutto frutto della fantasia dei due protagonisti (i manichini che prendono vita alla fine di Maniac; le reazioni ridanciane di Andy, ma potrebbe. Non è per nulla sviluppata, invece, un’altra cosa: quando tira fuori il proiettore coi super 8 scopriamo che i genitori amavano filmarsi mentre bombavano. Ma la cosa è lasciata cadere lì.

p s.: davvero negli Stati Uniti esistevano cassette di questo tipo?

a questo mondo non c’è proprio di che stupirsene, comunque pare proprio di sì. l’idea centrale è ispirata da un servizio analogo direct to vhs chiamato rent a friend in cui un tale di nome sam si proponeva di sopperire alla tua solitudine ed esserti amico, intavolando un rapporto non dissimile da quello che vediamo in questo film. l’ennesima riprova che tutto quel che si immagina esiste.

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L’impressione tuttavia che alla fine si tratti solo di uno scherzo. Se non proprio di una presa in giro. Tanto che alla fine il suo creatore ha ristampato tutto in dvd e l’ha reso disponibile anche per il download digitale. Questo nel 2011. E a meno che volevi diventare amico di un’immagine di 25 anni prima…

Su questo avrei qualcosa da ridire visto che loro usano l’ntsc..

Pal è maiuscolato quindi credo che sia proprio voluto.