
Morto il grande Robin Williams, a soli 63 anni, suicida. NANO-NANO, caro Mork…

Morto il grande Robin Williams, a soli 63 anni, suicida. NANO-NANO, caro Mork…
Letto anch’io, una cosa veramente triste, soprattutto per quanto riusciva a rendere più lieve la vita agli altri.
Chi l’avrebbe mai detto…
La notizia circolava già da ieri notte su facebook ma l’ansa non aveva ancora confermato, ho pensato ad una bufala purtroppo non è stato così.
Brutta storia… gran brutta storia.
Grande attore comico e drammatico, altra perdita grave dopo quella - recente - di P.S. Hoffman.
Ovviamente non ha senso fare classifiche sull’incidenza di una morte nel mondo cinema, e quindi me ne scuso in anticipo. Però questo paragone con Hoffman lo sto leggendo tanto. Ma a mio parere la morte di Hoffman è stata più devastante, perché arrivata in mezzo all’apice della carriera dell’attore, reduce da una prestazione immensa come quella in The Master.
Williams, a cui come molti spettatori come me sono legati da splendidi ricordi, erano anni che non regalava nulla di memorabile al cinema. Anzi, nulla di decoroso.
Spiace molto umanamente, ma io suppongo che avrebbe potuto vivere altri 30 anni senza lasciare traccia, se non in qualche show televisivo.
Su quest’ultima parte non concordo. Williams era un talento cristallino, in mezzo ad altre mille stronzate come Una notte al museo gli sarebbe bastato anche un solo ruolo giusto per lasciare un altro segno importante nella storia del cinema americano. Forse sarebbe successo, forse no. Ormai non lo sapremo più.
Sì, certo, infatti io suppongo e basta. Resta il fatto che di ruoli significativi non gliene siano più arrivati dai tempi di Insomnia, dove comunque non ha dato vita a nulla di memorabile.
Lo incontrai un Novembre di tanti anni fa a NY mentre usciva da un ospitata da Letterman. Appena seppe che ero italiano subito citò Benigni e con grande disponibilità si concesse per questa foto.

Si può dire che da quell’istante la sua carriera sia andata a ramengo
Che banalità… Robin non se la meritava
Incredibile quanto la vita di un attore brillante possa rivelarsi triste. Nano-Nano, Mork: la terra ti sia lieve, per la mia infanzia rappresentavi qualcosa.
Renato, sei cattivo forte, eh… Piuttosto, grazie Venticello: speravo proprio postassi quella foto, che mi hai fatto vedere qualche anno fa. E la storia che c’è dietro è ancora più formidabile, dà proprio l’idea dell’UMANITA’ di Williams, anche fuori dal set.
P.S. Discorso lungo e inutile, quello relativo alla mancanza di ruoli all’altezza del suo talento, negli ultimi anni. Quello che ci ha lasciato come “bagaglio” cinematografico, basta e avanza. E pure io, alla tenera età di 4 anni, vedevo coi miei genitori “Mork e Mindy”. Quel buffo giovanotto (sapientemente doppiato, inizialmente, da Oreste Lionello), già allora mi piaceva un sacco…
il problema è che il cinema americano negli ultmi anni è cambiato in peggio: si è abbassato il target di età e cervello degli spettatori di riferimento e si punta a sfornare soprattutto film giocattolo con i supereroi e gli attori veri o accettano di parteciparvi (magari con ghigno sarcastico come Russell Crowe) o ti tagliano le gambe artisticamente. Penso sia un merito non essersi svenduto a questo genere di film preferendo recitare in pellicole di livello medio o indipendente anche a rischio di floppare di brutto.
Ma non è vero Johnny, dai. Non è che non abbia voluto svendersi, semplicemente nessuno l’ha chiamato per produzioni importanti, seppure di scarsa qualità. Williams ha interpretato monnezza come ‘Licenza di matrimonio’, ‘Vita da camper’, ma cosa ci stiamo raccontando?. Quando è stato scritturato per un blockbuster come ‘Una notte da museo’ ha accettato senza batter ciglio. E ci mancherebbe. Era un professionista, faceva il suo lavoro per soldi.
Ma questa leggenda che si fosse dedicato al cinema indie è un po’ tirata per i capelli. Ha fatto semplicemente un sacco di film di terza fascia, con registi bolliti o di scarso valore. Non mi sembra che sia finito a lavorare con Jim Jarmusch o con Resnais…
Scomparsa sicuramente dolorosa e inaspettata, sebbene in uno dei suoi ultimi lavori, ossia la sitcom di David E. Kelly “The Crazy Ones”, la sua performance lasciava trasparire una certa stanchezza. Ad ogni modo, fuor di polemica, credo che, salvo eccezioni dovute al gusto soggettivo, possiamo essere tutti concordi riguardo il fatto che, rispetto alle grande capacità attoriali mostrate in diverse occasioni, la carriera cinematografica di Williams, soprattutto nei ruoli più recenti, sia stata un po’ al di sotto delle aspettative, se non per il “botteghino” almeno per quanto riguarda il versante artistico.
Scorrendo la sua filmografia i film artisticamente memorabili, interpretati da protagonista assoluto (o quasi), credo si possano contare sulle dita di una mano o poco più: Good Morning Vietnam, L’attimo fuggente, La leggenda del re pescatore, Will Hunting, Insomnia e siamo a cinque… a posteriori forse potremmo aggiungere anche Popeye e The World According to Garp (seppur non del tutto riusciti) e, proprio a voler essere larghi, anche L’uomo dell’anno e Harry a pezzi (anche se nel film di Allen il minutaggio di Williams mi pare di ricordare fosse davvero breve).
Ho volutamente espunto dalla lista un mio piccolo cult personale, ossia “Come ti ammazzo un killer” di Michael Ritchie, con un Robin Williams irresistibile nella prima ora, ben coadiuvato dal grande Walter Matthau, in quanto sconta una seconda parte davvero deludente rispetto alle premesse. Riassumendo quindi i ruoli migliori, film di Nolan a parte, li ha sicuramente interpretati nella prima parte della sua carriera.
Premetto che, pur essendo un grandissimo attore, a me non è mai piaciuto ma, ovviamente mi spiace, se penso che avrebbe dovuto fare l’Enigmista nel terzo capitolo di Batman diretto da Burton e con Keaton, poi mai realizzato… ecco che rispetto a Jim Carrey mi sarebbe piaciuto, comunque per non divagare il suo film che mi è piaciuto di piu’ è “Good Morning Vietnam”: R.I.P. Robin!!! 
Aggiungo anche Awakenings con De Niro e Patch Adams.
Grazie alla GENTILE collaborazione della pula di S. Francisco, emergono dei “bei” dettagli sul suicidio: Williams si è impiccato utilizzando una cintura, e ci sono segni di tagli sulle braccia. Lo ha trovato la sua assistente personale. Ora l’autopsia stabilirà se avesse preso “sostanze”, di qualunque tipo…
P.S. Qui emergono i gusti personali, ovvio. Ma lasciamo stare, nella sua filmografia, il falsissimo (e sopravvalutatissimo) “L’attimo fuggente” (forse il peggior Weir di sempre), nonchè il furbastro “Patch Adams”. Ed elogiamo (e recuperiamo, nell’ottimo dvd label Warner) piuttosto “Eliminate Smoochy”, praticamente “non visto” in sala, ma ben diretto da Danny De Vito, e col nostro circondato dai talentuosi Edward Norton e Catherine Keener. Oltretutto, a doppiare il protagonista, al posto dell’“ufficiale” Carlo Valli, c’è un bel “mostro sacro” del teatro nostrano, nientemeno che Ugo Pagliai.
Ennò, Dead Poets Society (sempre odiato il titolo italico) è uno splendido film sul “coming of age”, assolutamente fondamentale. Ovviamente poi dipende anche dal momento in cui lo vedi, se sei al liceo e la tua OST è The Wall (Teachers, leave those kids alone), Dead Poets è il complemento cinematografico perfetto alla tua ribellione, come lo fu prima Breakfast Club.