Sceneggiature argentiane (pro e contro)

Apro un thread stimolato dallo spunto interessante offertomi da Agentespeciale e Almayer: le sceneggiature del Dario Argento “storicizzato” erano davvero meglio di quelle attuali? Almayer sostiene di no, perchè piene di buchi e carenti sul piano della coerenza. Aggiunge che quel che rendeva interessanti le pellicole argentiane anni 70 erano le invenzioni visive, in cui il maestro eccelleva. Mi permetto un’aggiunta: la sceneggiatura non deve tenere conto solo della coerenza narrativa. Quelle invenzioni barocche che ci hanno fatto amare Suspiria le trovavi già nel copione, non per niente Argento ogni volta che ne scriveva uno si riduceva sull’orlo del collasso psichico (imho finalmente raggiunto, a giudicare dai suoi ultimi film). Il limite dello script, appunto, stava nella mancanza di coerenza; lo stesso Bernardino Zapponi lamentava i vuoti narrativi di Profondo rosso, le invenzioni surreali che Argento inseriva qua e là… io credo che tali buchi fossero in realtà un pregio più che un difetto. Il pupazzo meccanico di PR sarà un’assurdità, ma funziona. Zapponi voleva un giallo realistico, dove tutti i tasselli andassero al posto giusto; Argento voleva invece qualcosa di shockante, attingeva a piene mani al fanmtastico. Avesse dato retta ai suoi collaboratori non avremmo avuto quelle innovazioni estetiche che ce l’hanno fatto amare, i suoi thrilling non si sarebbero distinti da quelli di Lenzi e Valerii. Quindi ritengo abbia ragione Agente a sottolineare la superiorità delle sceneggiature argentiane passate, visto che nei suoi lavori attuali la capacità di inventare e stupire sembra venuta meno. A voi. :slight_smile:

Le sceneggiature passate di argento, quasi inutile ripeterlo, non facevamo del tessuto narrativo, della trama, intreccio e coerenza il loro punto di forza, ìm ma vi sopperivano con le trovate argentiane Che queste fossero state scritte in sceneggiatura significa solamente che il regista le programmava, le prevedeva, che il suo modo di approcciarsi ad un film era più visionario che ‘metodico’. Purtroppo i nuovi film hanno gli stessi difetti dei vecchi ma non riescono a replicarne i pregi. Tutta questa inventiva è terminata e ora dovrebbe essere rimpiazzata da una rigorosità non sempre propria dei ‘geni’. Probabilmente un buon artigiano avrebbe fatto film meno affascinanti in passato ma ora proporrebbe prodotti piu dignitosi.

Beh, penso anche io che in passato Argento compensasse alcuni buchi nella sceneggiatura con trovate visionarie incredibili, come appunto il pupazzo meccanico di PR, che sarà inverosimile quanto volete, ma oltre a far sbiancare e saltare dalla sedia gli spetatori è rimasta come scena nell’immaginario. Ed è qui il punto, ha creato situazioni che sono rimaste nell’immaginario del cinema horror/thriller, e a sto punto chi se ne frega dei buchi?
Il problema è che poi è venuta piano piano a meno una certa vena creativa e visionaria, sono rimasti solo i difetti delle sue sceneggiature, i buchi, senza più gli spunti sopra le righe che facevano dimenticare le magagne (oltre alla sceneggiatura, la discutibile direzione degli attori). Tutto questo imho!

Argento ha sbagliato (di grosso) due film negli ultimi dieci anni.
Per i suoi standard (quelli a cui ci aveva abituati) è francamente troppo,per gli standard nazionali è ancora un ottimo regista.
Per quanto riguarda le sceneggiature,trovo che deleteria sia la sua accoppiata con Ferrini.
IMHO quando se le scrive da sè o al limite quando c’è lo zampino di qualche sceneggiatore convincente come Sacchetti (in passato) o i due americani di MOH la differenza si avverte.

Non ci si deve adagiare sugli standard bassi altrimenti siamo finiti. Poi dire che per gli standard nazionali film come il cartaio denotano un ottimo regista è un tantinello esagerato.

Beh,è un parere personale.
Poi,nella circostanza specifica,il Cartaio è indifendibile sotto (quasi) tutti i punti di vista ma non intendo accodarmi al “daje pure tu” verso un regista che amo e che secondo me ha attraversato con due tre film una profonda crisi artistica.
Aggiungo che Argento è l’unico e sottolineo l’unico regista dei nostri amati 70’s che ancora riesce a fare film (più o meno riusciti).:wink:

Molto anni fa lessi un libro che mi prestarono, ed acquistai anni dopo quando fu ristampato in edizione economica sia pure sotto un altro titolo pur restando inalterato il contenuto, “Profondo Thrilling” contenente le sceneggiature (trasfuse in narrativo) della trilogia (“L’uccello…”, “Il Gatto…” e “Quattro mosche…”): l’ultimo dei testi relativo a “Quattro mosche…”, rilevammo con altri amici allora appassionati del regista (ricordo non era ancora uscito “Suspiria”), era di una bellezza sorprendente (alla lettura) di gran lunga superiore al film uscito nelle sale (che trovammo, nonostante tali premesse, inferiore allo script entusiasmante)…:oops:

Vabbè, è anche l’unico che reperisca i soldi per farli. Non mi sembra un gran merito, eh. Poi non è neanche l’unico; penso a Pupi Avati, Sergio Martino, il recentemente scomparso Bruno Mattei… diciamo che son rimasti pochini. :frowning:

Comunicazione di servizio:

> Zapponi voleva un giallo realistico, dove tutti i tasselli andassero al posto giusto; Argento voleva invece qualcosa di shockante, attingeva a piene mani al fanmtastico. Avesse dato retta ai suoi collaboratori non avremmo avuto quelle innovazioni estetiche che ce l’hanno fatto amare, i suoi thrilling non si sarebbero distinti da quelli di Lenzi e Valerii.

Il sor Darione ha sempre detto molte cose, troppe, spesso contraddittorie o palesemente inventate. Per sapere tutta la verità sul Darione-pensiero non ci resta che attendere l’ennesimo spesialone dei ragazzacci della “Pravda” cinefila nostrana.

Scusa Tuch ma non sono in linea con la tua affermazione.
Argento si produrrà anche da solo (e di sicuro non è un demerito),è vero ha alle spalle la Medusa,ma lo sai meglio di me che non basta e anzi a volte aver dietro certi colossi tarpa ali e idee.
Secondo:Sergio Martino quanti anni sono che non fa più film?
Lasciamo perdere per grazia di Dio Carabinieri che mi viene il magone solo a pensare che dietro la mdp c’è lo stesso regista de “Lo strano vizio…” o della “Polizia accusa…”-
Poi,in ultimo Bruno Mattei,pace all’anima di un grande ma qualsiasi confronto con Argento sarebbe irriguardoso per entrambi,registi diversi e di altre dimensioni…

No, per piacere: piantiamola con sparate del tipo “qualsiasi confronto sarebbe irriguardoso etc.” ‘Sti ragionamenti sono irriguardosi proprio nei confronti di Argento, onesto regista popolare trasformato in icona irraggiungibile dai suoi fans. Qui si parlava di quanti registi anni 70 fanno ancora film, e io ti ho fatto notare che Argento non è l’unico; tu dici che le robe televisive di Martino ti fanno venire il magone? Be’, a me capita lo stesso con le porcate paratelevisive come Pelts. A ciascuno il suo, insomma; Mattei non faceva impazzire neanche me, ma era appunto un regista di cinema di genere che ha continuato a lavorare in condizioni avverse, non godendo in alcun modo della distribuzione o dei mezzi di sor Argento. Che sarà pure un maestro, ma se mi dici che “avere dietro i soldi della Medusa non basta”, beh, vallo a chiedere ai vari cineasti che da anni non girano più nulla perchè non trovano chi gli dia una mano. Detto questo, avviso che non voglio trasformare il presente topic nell’ennesima battaglia Argentiani vs non Argentiani; si discorreva di pregi e difetti delle sue sceneggiature, atteniamoci a questo por favor.

Tornando in tema, noto che i più condividono la seguente opinione: le sceneggiature argentiane di un tempo avevano gli stessi difetti di quelle attuali, compensati da tanti pregi. Ma è poi vero? Io per esempio non sono d’accordo sulla mediocrità dei dialoghi: può esser vero adesso (indubbiamente la scelta di certi pseudo-attori non aiuta), ma ad esempio in Profondo Rosso i duetti Lavia-Hemming mi piacevano un sacco, avevano quest’impostazione teatrale… adesso cose simili non riesce proprio a scriverle, non sono sicuro sia solo colpa di Ferrini (ad esempio Fulci ha lavorato con uno sceneggiatore in gamba come Biagio Proietti, ma eleganza narrativa a parte i dialoghi di Black Cat erano poca cosa. E sì che aveva bravi attori sotto mano). La mia impressione è che l’Argento dei tempi andati sapesse dirigere meglio gli attori, fra le altre cose. Opinioni?

Comunicazioni di servizio: Bernardino Zapponi era un signor sceneggiatore, checché ne dica il sor Darione.

Veramente, io non ricordo di aver sentito Argento parlar male di Zapponi… poi quando ho tirato in ballo i loro disaccordi sul set di PR, ho citato a memoria cose che diceva proprio Zapponi. Il quale non apprezzava quelle inconguenze argentiane che in definiticva sono anche il punto forte dei suoi vecchi film, per la fantasia che dimostravano. Il pupazzo meccanico, credimi, è stato citato come boiata da tanti registi italiani che hano fatto thrilling, piccandosi di scrivere appunto cose più realistiche. Argento non voleva cose realistiche, mi pare evidente; e analizzando sceneggiature zapponiane per altri gialli italiani la differenza la noti, fermo restando che il Bernardino nazionale era in gamba e non solo in ambito cinematografico (ho apprezzato anche le cose che ha scritto per alcune pubblicazioni a fumetti).

Comunicazione di servizio: il citare a memoria e la vaghezza dell’argomentare fanno di te un muloiettatore ad honorem.

Avendo una discreta memoria, posso permettermi le citazioni usufruendo della medesima; quanto alla “vaghezza dell’argomentare”, spiegami che ci sarebbe di vago. Zapponi e Argento hanno avuto entrambi l’opportunità di dire la loro, e un elemento comune mi pare evidente: sul set di PR non andavano d’accordo, avevano opinioni diverse. Nessuno, tantomeno Argento (se consideri la cosa opinabile cita pure, ti prego) ha messo in dubbio il talento di Zapponi; però certe invenzioni argentiane Zapponi non le condivideva, e visto il risultato finale - spero tu sia d’accordo con me nel considerare PR un bel thriller - forse Argento tutti i torti non li aveva. Cosa ci sarebbe di strano, del resto? Quando Milius fece Conan non tenne in grande considerazione certe idee di Oliver Stone, ma da qui a negare che quest’ultimo sia un autore in gamba ne corre… o no?

Comunicazione di servizio:

> spero tu sia d’accordo con me nel considerare PR un bel thriller

Ma finculati, l’ho anche scritto (in un articolo - passatemi l’automarchetta - che comparirà nel prossimo numero di “Classix”) citando, non plagiando come è uso fare qualcuno, il critico (il grande Francesco Savio, non uno dei soliti amichetti della muloparrocchietta) che ha avuto il merito di notare per primo la svolta stilistica rappresentata da “Profondo Rosso”.

Tutto il resto è muloparanoia, ha capito bene muloparanoia, non gioia, ma muloparanoia, muloparanoia, maledetta muloparanoia!!!

Secondo me no. O meglio: forse un tempo lo faceva perché ne era costretto, adesso se ne sbatte e non li considera. Ho idea che non stimi molto i suoi attori.

D’accordo con la tua risposta a Scerby, aggiungerei tr i vari registi che lavorano ancora anche Brass, purtroppo quando si parla del Sor Dario gli adoratori del beato Argento tendono ad esagerare in difesa a spada tratta e lodi sperticate. Di gente che lavorava anche nei 70 ce n’è ancora in giro, e mica tutti girano Cartaio o Fantasma dell’Opera.

Ok,datemi i nomi e siate realistici per cortesia.:wink:

Lo ammette anche lui, affermando che Karl Malden è uno dei pochi coi quali sia andato d’accordo. Però nei primi film ci teneva molto a impostare i personaggi in un certo modo, le liti con Musante nacquero proprio dal fatto che Tony rifiutasse di farsi dire come recitare (Argento era agli esordi e lui invece come attore aveva una certa esperienza, quindi si sentiva “arrivato”). Già ai tempi di Opera gli importava di meno; la Marschillac fui scelta all’ultimo momento per sostituire la De Sio, e gli screzi fra lei e Dario sono cosa nota.

Te li abbiamo dati, e tu hai reagito con disgusto. Se il Brass ultima maniera non ti piace, tieni presente che molti pensano la stessa cosa di Argento da dieci anni in qua. Insomma, aldilà dei gusti personali di registi dei Seventies che lavorano ancora ce n’è; son pochi perchè appunto tanti non trovano chi li sovvenzioni. Per carità, mi fa piacere per Argento che riesca ancora a fare film, sebbene oramai stilisticamente non mi dica più nulla; ma ribadisco che di gente disposta a lavorare ancora ce ne sarebbe, penso a Castellari per esempio. E non mi pare che Avati attualmente faccia solo schifezze, ma ovviamente siamo sempre sui punti di vista.

Argento (fa film e filmtv)
Brass (film)

Sergio Martino (solo tv…)

Castellari (speriamo ma latita da anni…)

Poi…?