Tributo al film culto di Jim Muro, realizzato a quasi 40 anni di distanza ed a tutt’altre latitudini (la vicenda si svolge in un Sud Africa distopico).
Totalmente diverso a livello produttivo e realizzativo, il film si discosta dal modello per molti aspetti (primo tra tutti quello di avere degli intenti espliciti di critica sociale) ma tiene fede ai due cardini centrali dell’opera del 1987: ambientazione nel contesto degradato degli homeless e volontà di sperimentare a livello creativo attraverso delle trasformazioni melt estreme e supercolorate.
Il viper torna in grande stile e ci offre la possibilità di assistere ad un tripudio di liquefazioni ed esplosioni estremamente fantasiose ed umoristiche, divertendo lo spettatore in un turbinio di sgargianti liquami che sgorgano dai corpi in disfacimento dei poveri barboni.
E questo è quello che conta, a mio avviso.
Poi, si può discettare sul fatto che i registri umoristici utilizzati dalle due opere siano differenti, sul fatto che rispetto all’originale questo emulo abbia una struttura molto più solida/rigida e troppa scrittura, ma in fondo chissenefrega… Il piatto forte viene comunque servito, ed è gustoso e succulento.
In fin dei conti non si tratta né di un seguito né di un remake ma solo di un appassionato omaggio.
Visto in sala insieme a @LorenzoCardoso al Festival Cinéma Interdit, nella fila davanti alla nostra erano presenti quattro individui marginali dai capelli colorati e chiaramente avulsi dalle norme e convenzioni sociali: sembravano spuntati fuori dalla pellicola e si divertivano come matti, sottolineando con commenti a voce alta e con fragorose risate tutti i momenti più weird, bizzarri e grotteschi.
Abbiamo pensato che gli esercenti cinematografici dovrebbero sempre ingaggiare qualche spettatore “a tema” che si palesi in sala per rendere più caratteristico e verace lo spettacolo per il resto della platea! ![]()
La pellicola si ispira nello spirito al film originale anche nello sfottò ridanciano verso l’autorità costituita e cita piuttosto esplicitamente due sequenze: quella del barbone che ruba all’altro reietto la bottiglia di liquore morendo poi in una spettacolare liquefazione e quella del cazzo amputato che finisce al centro di una frenetica gag.