Street trash (Ryan Kruger, 2024)

Tributo al film culto di Jim Muro, realizzato a quasi 40 anni di distanza ed a tutt’altre latitudini (la vicenda si svolge in un Sud Africa distopico).

Totalmente diverso a livello produttivo e realizzativo, il film si discosta dal modello per molti aspetti (primo tra tutti quello di avere degli intenti espliciti di critica sociale) ma tiene fede ai due cardini centrali dell’opera del 1987: ambientazione nel contesto degradato degli homeless e volontà di sperimentare a livello creativo attraverso delle trasformazioni melt estreme e supercolorate.

Il viper torna in grande stile e ci offre la possibilità di assistere ad un tripudio di liquefazioni ed esplosioni estremamente fantasiose ed umoristiche, divertendo lo spettatore in un turbinio di sgargianti liquami che sgorgano dai corpi in disfacimento dei poveri barboni.
E questo è quello che conta, a mio avviso.

Poi, si può discettare sul fatto che i registri umoristici utilizzati dalle due opere siano differenti, sul fatto che rispetto all’originale questo emulo abbia una struttura molto più solida/rigida e troppa scrittura, ma in fondo chissenefrega… Il piatto forte viene comunque servito, ed è gustoso e succulento.

In fin dei conti non si tratta né di un seguito né di un remake ma solo di un appassionato omaggio.

Visto in sala insieme a @LorenzoCardoso al Festival Cinéma Interdit, nella fila davanti alla nostra erano presenti quattro individui marginali dai capelli colorati e chiaramente avulsi dalle norme e convenzioni sociali: sembravano spuntati fuori dalla pellicola e si divertivano come matti, sottolineando con commenti a voce alta e con fragorose risate tutti i momenti più weird, bizzarri e grotteschi.
Abbiamo pensato che gli esercenti cinematografici dovrebbero sempre ingaggiare qualche spettatore “a tema” che si palesi in sala per rendere più caratteristico e verace lo spettacolo per il resto della platea! :joy:

La pellicola si ispira nello spirito al film originale anche nello sfottò ridanciano verso l’autorità costituita e cita piuttosto esplicitamente due sequenze: quella del barbone che ruba all’altro reietto la bottiglia di liquore morendo poi in una spettacolare liquefazione e quella del cazzo amputato che finisce al centro di una frenetica gag.

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a me a parte il fattore caleidoscopiche tempere sguish e bigbabol multicolor in libertà ha davvero fatto fare secchiate di cacca (sempre color arcobaleno metallizzato, beninteso). sarà anche che dal regista di quella superbellezza di fried barry mi aspettavo di più di un pedissequo reboot di muro posticciamente mantecato col carpenter di essi vivono. boh, per me sto giro kruger ha cannato fortissimo. ma forse visto in sala in un festaiolo contesto festivaliero esalta quella stecca extra.

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Non ho visto l’opera precedente del regista quindi non avevo nessuna aspettativa.

Ora che mi fai riflettere, in sala il film era preceduto da due corti dello stesso autore: #MeowToo (insulso) e Alien dick (divertente)

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prima volta che li sento. la mia precezione/speranza è che questo sia stato realizzato come marchetta-divertissment disimpegnato in vista di una futura terza opera anarchica spiazzante e stordente come l’esordio, col quale ha in comune solo il protagonista (il tipo che pare il sosia di giorgio canali).

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E io che avevo preferito il primo: un po’ spot pubblicitario con una donna colla testa di gatto :grin: Mentre l’umorismo del secondo che gravita attorno ad un pene volante non é proprio nelle mie corde !

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