Sulle sequenze estreme dell'hard tricolore degli anni che furono

Gli interventi emersi in questa recente discussione, sommati al contenuto di molti altri topic della sezione hardcore del forum, mi hanno indotto a mettere a fuoco una considerazione.
So che probabilmente dell’argomento si è già discusso in altre sedi, forse pure qui, ma da una veloce ricerca non ho trovato un topic specifico che affrontasse il tema col taglio che intendo dare.

Il punto è il seguente: come mai nel porno italiano del periodo '70/'80 capita di trovare scene davvero estreme (sicuramente non adatte ad un pubblico mainstream) in pellicole che per titolo e manifesti si presentavano come hard tradizionali?

Prendo ad esempio l’elenco postato in questo topic da Carlitos. Ma è ovvio che lo spettatore tradizionale che va a vedersi un film porno non si aspetta di trovarsi di fronte a pisciate, coprofagia, blow job equini o altre amenità simili! E credo di poter affermare con certezza che la maggior parte degli ignari spettatori ne resti spiazzata, turbata e/o disgustata. E allora perché inserire “a tradimento” queste scene in un film?
Negli anni più recenti si sono sviluppati i sottogeneri estremi, e chi vuole vedere quelle cose ed avere sensazioni di quel tipo può andarsele a cercare consapevolmente.
Ma com’è possibile che uno andava in videoteca a noleggiarsi un porno per farsi una pippa e si ritrovava a guardare due che si cagavano in bocca e un disgraziato che penetrava brutalmente una gallina?!?! Mi sembra una cosa assurda.
Chi prova a ipotizzare delle letture del fenomeno che possano contestualizzarlo e fornire una spiegazione di senso?

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Buh secondo me un tempo cercavano di accontentare un po’ tutti, valuta che la fauna dei cinema a luci rosse spesso era composta da gente che al cinema non ci andava a vedere il film… ormai è tutto catalogato, sia in home video che su internet scegli il genere hard che ti scompiffera (sadomaso, vecchi, scat, animali eccetera). Valuta anche che adesso è la norma bazzicare certi filoni, allora non era così e quindi si tentava di osare di più… diamine, i manifesti d’epoca salutavano già come novità la presenza di scene anal che tante attrici nostrane non volevano fare (chiamavano specialiste straniere). Ovviamente va fatto un ulteriore distinguo fra cose pionieristiche e all’insegna del weird come nei sexy-mondo di Polselli e i film dichiaratamente da pippe degli anni 80, soprattutto in Italia. Che simili prelibatezze cominciano diventare la norma a partire dalla metà degli anni 80.

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