Switch (Giuseppe Colizzi, 1979)

Ma che bello questo Switch!
Una ventata di freschezza nella filmografia di Colizzi, un’opera che approccia il tema delle tv libere cercando di mostrare anche a livello linguistico l’innovazione e la rottura col passato che il fenomeno aveva portato nel panorama televisivo del belpaese. Nel '79 in Italia le tv libere stanno proliferando, e Colizzi sceglie di mostrarci le trasformazioni sociali e culturali che la nazione sta affrontando in quegli anni proprio focalizzandosi sulla nascita di una di queste piccole realtà televisive, raccontandoci avventure, disavventure, ideali e compromessi ai quali deve far fronte il gruppo di giovani sperimentatori dell’etere che si è lanciato in quest’impresa.
I primi 10 minuti sono irresistibili, con la title track degli Oliver Onions che accompagna gag quasi surreali a cavallo tra Nichetti e Harold Lloyd, narrate con un linguaggio innovativo che non ha paura di osare e sperimentare. Poi si passa ai contenuti, la trama evolve in modo piuttosto lineare ma anche inaspettato, alternando allo sviluppo della vicenda riflessioni sui mass media e sulla “società dello spettacolo”.
Un buon cast e dei personaggi sicuramente non piatti, particolarmente toccante e profondo quello interpretato da Gino Santercole. Dei ruoli di contorno anche per Michele Mirabella e Enzo Monteduro.

Chiudo inserendo alcune righe del libro “Bud Spencer e Terence Hill. La vera storia di Giuseppe Colizzi” di Francesco Carrà, in cui si fa il raffronto tra la sceneggiatura originale ed il montato definitivo:


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Vedo che è programmato per mercoledì notte alle 00:54 su Cine34 (con il titolo alternativo di “Pandemonio”) e anche giovedì (o meglio: venerdì mattina) alle 4:36

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Finalmente son riuscito a vederlo!! Carino. Molto carina anche Annie Belle. Girato negli studi di una vera TV locale del tempo SPQR. Colizzi era il direttore.

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