Ricordo che quando andai a vederlo al cinema Esperia alcuni ragazzetti tentarono di entrare ma la cassiera fu inflessibile. Invece qualche mese dopo, nel marzo dell’83 più o meno, al cinema San Saba, che era un cinema di seconda visione, tornai a vederlo con un paio di miei giovanissimi cugini perché ‘magicamente’ il divieto era stato abbassato ai 14 (lo stesso capitò con La cosa al cinema Mignon più o meno nello stesso periodo).
La Wendel almeno ebbe un ruolo in una scena agghiacciante, tra le più disturbanti dell’intera filmografia di Argento a mio parere. Chissà se la citazione al recensore venne “suggerita” dall’alto?
Non facciamo dietrologia d’accatto, per favore. Ma diciamo pure che la cosa, per quanto altamente improbabile, non è nemmeno impossibile. Siamo pur sempre in Italia…
il sior grazziny commette comunque un errorino non da pochissimo rispetto al quasi spoiler sul doppio assassino. il modus assassinandi via scure non colpisce per primo berti, come sostenuto a metà sinossi, ma già prima verso la wendel (quest’ultima se possibile anche più agghiacciande dell’ornellamutiana pieroni, che almeno sopperiva alle lacune attoriali avendo dalla sua un fascino languido). e in tal senso non era/è così facile fare certi due più due.
infatti se vai a leggere anche solo quelle fin qui depositate, devi essere molto abile a bypassare con un balzo la sinossi perché 9 e mezzo su 10 il finale è svelato senza risparmio. cosa che accadeva in qualsiasi altra testata. anche kezich spessissimo non scherzava un cazzo.
Né io né te possiamo avere la certezza matematica, delle nostre affermazioni. Che al più, sono supposizioni. Ma come diceva il defunto gobbetto, che di certe cose se ne intendeva, a pensar male quasi sempre ci si azzecca. Italian way of life…
Era l’amante di Craxi, la Pieroni. Niente di strano che i giornalisti prezzolati la lodassero.
La Wendel, a me non spiaceva. Certo il copione non aiutava a metterla in luce sul piano recitativo ma in Un’ombra nell’ombra di Carpi l’avevo trovata davvero inquietante e sulfurea.
Interessante, la doppia intervista Tognazzi/ Argento. Peraltro, mica vero che Tognazzi non ha mai recitato nei gialli: mi vengono in mente La Stanza del vescovo di Risi, I Giorni del commissario Ambrosio di Corbucci, Il Commissario Pepe di Scola… in Tenebre lo avrei visto bene, come personaggio di contorno. Ma un mattatore del genere forse non ci sarebbe stato, difficile non dargli un ruolo da protagonista. Tornando al film di Argento, ricordo anche una bella intervista su Gente. Oltre a raccontare la genesi del suo ultimo thriller, ripercorreva la sua filmografia e manifestava il desiderio di girare un musical.
Eh, ma lui intendeva proprio musical-musical. Il modello a cui dichiarava di volersi ispirare era Hellzapoppin. Però ammetteva la difficoltà di realizzare un prodotto del genere, in Italia.
Domanda oziosa: considerato che la Nicolodi ha spesso lamentato di veder poco riconosciuto il suo contributo alla realizzazione dei thriller argentiani, soprattutto in sede di sceneggiatura, ritenete che in Tenebre ci fosse il suo zampino? Si è sempre vantata dei meriti dietro Profondo rosso, Suspiria e Inferno; di Tenebre non le ho mai sentito raccontare nulla…
Non ho elementi per poter rispondere al tuo quesito, sicuramente il grosso delle idee della trilogia delle madri, se non proprio essa stessa in toto, è farina del suo sacco. Per quanto riguarda i gialli, direi che Dario se la cavava discretamente ancor prima di conoscere Daria