The Hateful Eight (Quentin Tarantino, 2015)

dovrei riuscire ad andarmelo a vedere alla Cineteca Lumiere a Bologna, 70mm lingua originale… speriamo bene, anzi se qualche forumista si volesse aggregare…
Confermo intanto anche tra conoscenti che l’hanno già visto l’osservazione che è un film che spacca in due il pubblico, anche se numericamente la maggioranza è quella che non ha gradito.

Intanto, fra giovedì e ieri, e nonostante la lunga durata, più di 3 milioni e 400mila incassati. Vanno aggiunti i 100mila euro abbondanti delle 3 sale 3 la settimana precedente, e son quasi 3 milioni e 600mila totali.

Il pulci a Troppo giusti ne parla discretamente bene, in un punto gli viene tolta arbitrariamente la parola, con il nostro che continua a parlare a vuoto (evidentemente gli avevano spento il microfono).

:-p

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Se piaciucchia a Pulici, comincio a preoccuparmi. Frecciate a parte, l’accoglienza dei critici nostrani al film è notevole: sulla stampa nazionale, solo Mereghetti e Pezzotta l’hanno stroncato. E sul Giornale (!!!) Acerbi ha titolato la sua (entusiastica) recensione “l’ottava meraviglia di Tarantino”. Scusate se è poco. .
P.S. Dopo due visioni, pongo il film sopra "Django unchained " e "Death proof ",
quantomeno alla pari con “Bastardi…”. E prova soprattutto una cosa : superata la fatidica (anzi, per qualche cineasta FATALE) soglia dei 50 anni, Tarantino ha più che mai cose da dire. Se poi è meno “divertente” rispetto ad altre volte, pazienza. Non sempre è tempo di giocare. .

Veramente guardando Troppo Giusti, a me non è parso che il film sia piaciuto a Pulici, anzi faceva parte della schiera dei “negativi”. Ha detto che 3 ore sono troppe, ed almeno le prime due decisamente superflue.

O si ama o si odia, insomma

:awe:

Appunto l’età avanza per tutti: Mereghetti ha problemi con la vescica, Pulici ha forte deficit dell’attenzione. Vadano in pensione, si ritirino in campagna, e si limitino a visionare i cortometraggi. .

Si dai lo so che il concetto suona tristo, però effettivamente quelli che ho sentito o l’hanno amato o si sarebbero alzati dalla sedia dopo 20 minuti, non ho sentito giudizi a tonalità di grigio ancora…che te debbo dì

Per dire, a fianco avevo tre persone circa coetanee, parlavano della pellicola prima dell’inizio del film ed uno si vedeva che era un appassionato o comunque parlava con cognizione di causa.Al termine della pellicola non è rimasto soddisfatto.Non è che per forza Tarantino debba far sempre centro o comunque soddisfare sempre i suoi fans.
L’inizio io l’ho trovato prolisso e autocompiacente, 5 minuti di inquadratura di un crocifisso è na rottura, e che ne dica Zardoz che magari in ultraPanavision70 sia na figata intergalattica ci può stare per 15 secondi ma poi per forza rompi i coglioni.
Al termine io sono rimasto soddisfatto perchè il talento il sor Quentin ce l’ha per cui mi ha divertito, però certe cose come le dilungaggini, o certi stratagemmi oramai stra-abusati o dialoghi a tratti insensatamente allungati capisco che a certuni stancano, pure io ad un tratto in certi passaggi ero quasi sfinito.
Django mi aveva acchiappato moooolto di più (e per me è di gran lunga meglio), non vedevo l’ora di rivederlo, questo lo rivedrei certamente ma non ho la stessa smania questo poco ma sicuro.

Personalmente non ho minimamente avvertito alcun senso di noia. Mi è sembrato che Tarantino si sia preso i tempi necessari per la creazione del contesto e per lo sviluppo dei personaggi. Tutto è stato scritto con passione, ogni personaggio ha la sua forza, quindi fatico a comprendere chi parla di tedio.

Il film mi è piaciuto molto, al solito è tutto magistrale dal punto di vista della regia, dei particolari e dei dialoghi.
E’ una forma matura di spettacolo, che rispetta lo spettatore.
In tempi di cinecomix e di commedie usa e getta, non mi sembra poco.

“Django Unchained” e “Bastardi senza gloria” mi sono sembrati più originali e potenti nel modo in cui hanno reinterpretato la Storia, questo è un film che di nuovo affonda le radici nel contesto reale - l’America uscita, ancora più sanguinaria, dalla Guerra di Secessione - ma che mi è parso meno ricco di sfumature.

Bello, mi è piaciuto ma l’ho trovato comunque eccessivamente lungo per un soggetto del genere. Reservoir Dogs aveva una struttura simile e lì Tarantino riusciva a raccontare la sua storia prendendosi i suoi tempi, senza risparmiare dialoghi fiume e flashback con cui ricostruiva la storia di tutti i personaggi, il tutto in un’ora e quaranta di film. Qui c’è un’ora extra che a mio parere finisce per appesantire il racconto e allentare la tensione in diversi punti.
Comunque, a me è piaciuta soprattutto la prima metà. La lunga parte di preparazione mi stava intrigando parecchio mentre è nella seconda metà che affiorano i momenti di stanca di un film che rimane comunque godibile.

Morricone a 85 anni dimostra di essere ancora parecchi passi avanti a qualsivoglia compositore contemporaneo di colonne sonore. Il suo apporto alla fin fine consiste in un paio di temi molto incisivi e riproposti con vari arrangiamenti ma proprio questo dà al film una maggiore compattezza rispetto al solito caleidoscopio musicale di Tarantino, che ormai era diventato una compilation di altre colonne sonore.

Le affinità con La Cosa sono molte, come è già stato detto, sia nell’impianto generale con i personaggi isolati nel mezzo di una tormenta che in altri aspetti più specifici. Per esempio

La scena dell’avvelenamento, con i personaggi che di colpo iniziano ad agonizzare perdendo sangue, mi ha ricordato parecchio le trasformazioni a tradimento del film di Carpenter. Anche la scena in cui S. Jackson e Mannix tengono sotto tiro i tre superstiti cercando di capire chi sia l’avvelenatore sembra in parte riproporre la famosa scena dell’esame del sangue.

Lo stesso personaggio del cocchiere O.B. con il suo giaccone, barba, sombrero e occhiali con protezioni laterali sembra proprio richiamare il MacReady carpenteriano.
E riguardo i brani musicali riciclati da La Cosa, sono tre, un paio di quelli allora scartati da Carpenter e uno effettivamente utilizzato nel suo film. Precisamente sono:

Eternity, che è il brano elettronico utilizzato nella scena in cui O.B. e Mannix piantano nella neve i paletti per creare la guida fino alla latrina. Bestiality, che è il pezzo orchestrale ritmato che si sente nella scena dell’avvelenamento e dell’impiccagione finale, e Despair, che nel film di Carpenter commentava il ritrovamento dell’astronave aliena sepolta nel ghiaccio e che qui accompagna le ultime fasi del confronto finale, quando Gage/Madsen viene ucciso.

Tutte buone le interpretazioni, molto bravo e misurato il vecchio Bruce Dern. Riguardo il doppiaggio, da segnalare che Oreste Baldini deve aver scambiato il suo personaggio per il Re Julien di Madagascar, perché lo fa parlare praticamente allo stesso modo sopra le righe.

E se conoscete la curiosità riguardo all’inestimabile chitarra d’epoca fracassata per sbaglio da Kurt Russell sul set (inquadratura lasciata nel montaggio), vi sarete accorti della reazione istintiva di Jennifer Jason Leigh che guarda fuori campo urlando una serie di allarmatissimi “Wow wow wow!!!”. :slight_smile:

L’ho appena visto oggi pomeriggio, è bene precisarlo, nella versione corta (di 167 minuti, circa, in digitale) e mi ha molto entusiasmato giacché:

  1. è, a mio avviso e per quanto il sottoscritto sia poco incline alle classifiche, superiore al precedente Django (tanto per dare un’idea);
  2. ti tiene incollato alla poltrona, per tutta la sua durata, nel timore (fondato) che tutto ciò che accade non possa essere trascurato perché premessa concreta di ciò che seguirà a breve;
  3. non ha, a dispetto della durata, la benché minima caduta di ritmo;
  4. le splendide immagini si mostrano a tratti persino sontuose, sin da quelle iniziali del tanto criticato incipit innevato (per me tutt’altro che noioso ma, al contrario, pienamente funzionale alla storia);
  5. i dialoghi sono tecnicamente perfetti, e quindi per nulla stucchevoli, poiché mai casuali o gratuiti caratterizzando pienamente personaggi e situazioni in modo impeccabile;
  6. ciascuno degli interpreti può, tranquillamente senza scandalizzare nessuno, aspirare quanto meno ad una nomination all’oscar;
  7. le musiche di Morricone, incantevoli, sono sempre equilibrate ed amalgamate come non mai agli sviluppi del plot;
  8. il western è (quasi) un pretesto per una storia che, sicuramente, potrebbe essere ambientata in qualsiasi diversa dimensione temporale e/o spaziale con altrettanta efficacia;
  9. ogni citazione, direttamente o indirettamente presente, rileva meno del solito poiché l’opera vale autonomamente e non necessita di raffronti o alambicchi della ragione;
  10. Tarantino, per fortuna vivo e vegeto, ti riconcilia pienamente con il cinema e con la vita…
    …Grazie, Quentin. :slight_smile:

Neppure io mi sono annoiato, condividendo le scelte registiche sempre appropriate. :oops:

Vero, anche se mi piacerebbe vedere il secondo nella versione accorciata originaria come concepita inizialmente per “Grindhouse”. :rolleyes:

L’ho pensato anch’io anche se, devo dire, non ho letto nulla sulla manca partecipazione di Waltz: Roth, peraltro, sembra (se mi perdonate l’eufemismo) addirittura imitarlo. :-p

Vero, anche se stavolta ho cercato di leggere il meno possibile (sul film) prima della visione al cine. :wink:

Analisi eccellente, Gu. Il prologo in carrozza “storicizza” coi suoi dialoghi il film, e prepara lo spettatore a tutta la parte nell’emporio. Concordo sul fatto dell’“imitazione”: Tarantino in un’intervista letta la settimana scorsa afferma di aver pensato il personaggio per Roth. Voglio credergli, ma deve spiegarmi perché Roth è truccato, vestito e soprattutto RECITA “a’ la Waltz”?!

Intanto…

sui social si scatena la polemica

Torino, i Subsonica: “Le quattro prime note della colonna sonora di Morricone per Tarantino uguali a una nostra canzone”

http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/02/09/news/

Qui c’è pure il video

//youtu.be/5SSFASO1XvY

Un colpo al cuore per qualsiasi chitarrista.
Valeva una piccola fortuna ed era un pezzo unico.

Ah ah ah! È vero! Quando ho visto il film, quella reazione mi fece ridere! WHOA! WHOA! WHOA! Poi ho letto la storia della chitarra e ho capito. Chissà Kurt come s’è sentito quando gliel’hanno detto!

Reazione totalmente fuori dal personaggio e Kurt Russell, una volta capito che non aveva distrutto una copia ma l’inestimabile originale del 1870, pare si sia messo a piangere.

Considerando come s’è incazzato Morricone in conferenza stampa, quando ha travisato una domanda credendo che il giornalista gli stesse rinfacciando delle similitudini fra la colonna sonora del film e quella de La Cosa, se legge quest’altra gli piglia un coccolo. :slight_smile:
Mah, se il pezzo a cui riferiscono è come immagino l’Ouverture, la somiglianza è generica. Ci sono gli archi che suonano su una scala modale, forse sono simili una nota qua e una là, l’orchestrazione è diversa ecc. Come dire che tra le prime venti note della Sesta di Beethoven ci sono quelle di Fra Martino Campanaro.
Morricone compone questi brani per archi prossimi alla musica seriale da più di 50 anni, dubito che abbia bisogno di plagiare i Subsonica. Questo senza fare i fanboy de Ennio e passare a insultarli, come immagino sarà capitato su Facebook & co.

"Le quattro prime note

No ma dai, appena ho letto pensavo fosse una citazione del Lercio.it, non può essere seria sta cosa

Qui c’è il confronto tra le due tracce.
E’ vero che sono molto simili, ma sono 4 note in fila in una sequenza normalissima e nella storia della musica saranno state usate centinaia di volte.

Ah ok, ho capito ora qual è il pezzo, dovrebbe intitolarsi “Neve”.
Sì ma è un passaggio tipico di Morricone, ce n’è un esempio molto simile proprio ne La Cosa:

https://www.youtube.com/watch?v=J_GC9oe7SEc&t=3m33s

Ora Morricone se ne accorge e fa una causa miliardaria ai Subsonica facendoli sparire. :slight_smile: