The Shrouds (David Cronenberg, 2024)

Produzione iniziata a Toronto l’8 Maggio per quello che pare il progetto più autobiografico del Maestro (insieme a The Brood)

Mancherà (questo sì grave) ancora l’apporto di Peter Suschitzky (non si riesce a capire spulciando in rete…si è ritirato? su IMDB sembra fermo da anni)

Diane Kruger ha sostituito Léa Seydoux all’ultimo momento, pare per un ritardo delle riprese (si pensava di iniziare in Marzo) e sembra essere molto contenta

https://www.instagram.com/p/CrovmVUuPA0/

Molto impaziente e grandi, grandi aspettative dopo Crimes of the future

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riporto da Hollywood Reporter perchè la recensione mi faceva ridere

This fetid stew of sex, death and tech may be an aphrodisiac for hardcore Cronenberg fans, but more casual viewers are likely to find it all rather slapdash and undercooked here

come riesca ancora a farsi finanziare (e distribuire) non lo so, in Italia arriverà chissà quando per Europictures

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Guarda, se è vero, come scritto sull’IMDb, che uscirà prima di tutto in Russia il prossimo 10 ottobre, poco dopo lo potremo vedere tutti. :wink:

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Europictures è una casa distributiva piccina e miserella. Ma tanto ormai, Cronenberg lo vanno a vedere quattro gatti…:smirk:

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proiettato in anteprima italiana al BAFF, da domani in sala

Come si può leggere sul primo portale italiano del settore funebre e cimiteriale, lo spunto è la lunga malattia ed infine scomparsa della moglie dell’autore canadese nel 2017.
Evento che ha influito pesantemente sulla carriera del cineasta (lo stop forzato dopo Maps to the Stars dovuto appunto all’aggravarsi del cancro) dando vita ad un personale multiverso composto dai corti The Nest e Death of David Cronenberg, il romanzo Divorati e ora questo The Shrouds.

E’ un lutto clinico e distaccato, l’introspezione è anatomica. Ma non vuol dire che sia un film emotivamente arido.
Il tono è beffardo, con tanto di profetico cameo del regista nella fossa e un buon numero di “dad jokes”.
Kruger si rivolge a Karsh (Cassel - alter ego di Cronenberg) e chiosa You made a career out of bodies

you have her body - Karsh desidera il “corpo” del doppelganger Terry (sorella gemella di Becca, la sua compagna)

pensavo non avessero bisogno di asportare la tua mammella sinistra, è la mia preferita - sogna le menomazioni chirurgiche della moglie

Il cordoglio per ghiandole mammarie espiantate non sarà convenzionalmente drammatico, qualche spettatrice si è pure offesa “a morte”. Io mi sono commosso, invece.

Bella e brava Diane Kruger tutta nuda e martoriata, protagonista di due grandi scene di accoppiamento. L’organo intromittente del “demone sotto la pelle” funziona ancora senza ausilio di Sildenafil.

Al superlativo Guy Pearce sono affidate battute del calibro di “Karsh, don’t crash!”
intervistato dichiara “abbiamo parlato di calcoli renali durante le riprese” - posto il link in caso qualche collezionista sia interessato.

Il finale a mo’ di coito interrotto nega il climax, Cronenberg spiega “ho messo insieme i primi due episodi della serie”.
Dopo l’episodio due Netflix ha cancellato il progetto che nelle intenzioni proseguiva con l’export della catena di petting cemetery, con sguardi sulle consuetudini funerarie di ciascun paese, come ad esempio una sequenza di sepoltura celeste descritta dal regista al New York Film Festival.

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Come dissi l’anno scorso: in sala, ci andranno quattro gatti. Ad ogni modo, pure all’estero esce in questo periodo. Hanno faticato parecchio, dopo Cannes, a piazzarlo ai distributori. Del resto, basta ricordare “Crimes of the future”. Cronenberg è anziano, e spompato. Di Clint Eastwood, nel mondo del cinema, ce n’è uno solo. Spero di essere stato chiaro…:shushing_face::roll_eyes::wink:

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Nonostante la tua recensione sia molto interessante e piena di spunti da approfondire, la cosa che più mi ha colpito è questa…

Disgustoso!!! :face_vomiting: :face_vomiting: :face_vomiting:

per me lungi dall’essere spompato è - devo dire inaspettatamente - un ampio balzo avanti rispetto alle rimasticature del precedente. dal lunga vita alla vecchia carne si sterza sul lunga vita alla nuova morte. torna il gioco la virtualità di un corpo che dopo essere stato oggetto di hybris catodica (videodrome), ludica (eXstenZ) o eromeccatronica (crash), si riprende i suoi strazi e ritorna presenza che non è più vita ma neanche assenza, vertigine del riapparire scomparendo e viceversa, perno di una fenomonelogia decompositiva biopolitica e di porno-immanenza autoptica. come un buttgereit in zona todesking fuori giri e fuori controllo coniuga ptomaine e filosofia (quanta: heidegger, baudrillard, foucault, bataille), lutto e hi-tech che lo trascende-estende, tra sudari che sono sia apparati ontologici che mise artropodali/carapaci di insetto (di nuovo existenz, ma anche naked lunch), tumori post mortem forse virtuali, un guy pierce che somiglia chissà quanto casualmente al jeffrey combs/herbert west di re-animator, complotti che fanno da micce per eros thanatico e cerebrale e, quale somma/moltiplicazione di tutto ciò, una dissoluzione percettiva/cognitiva in progress che tocca il culmine in un allucinatissimo finale che da una parte manda tutto gambe all’aria, dall’altra lo corrobora in ogni suo elemento (di nuovo videodrome, existenz, pastonudo).

e poi c’è tutto l’apparato meta-biografico che ha il suo peso ma può anche non averlo se non lo si conosce.

ostinatamente aspettacolare, un iperlucido atto notarile contro la consolazione che respinge mentre seduce e seduce mentre respinge suscitando fervore imperfetto. forse considerata anche la durata rimane quel pelo troppo words over vision e hypersubstance over style che già aveva appesantito e bidimensionato crimes, ma un passo di lato che incuriosisce sull’eventuale prossimo esito. ci sarà davvero nuova carne oltre la morte? mi piace pensarla una domanda retorica.

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