Threads (BBC) (Mick Jackson, 1984)

Ho rivisto recentemente The Day After e non ho mai visto il film oggetto di questo thread(s :partying_face:) , ma da come lo descrivete penso valga per entrambi la stessa considerazione: il loro vero valore probabilmente è più nella rappresentazione della fase precedente l’olocausto, che nell’olocausto stesso e nelle sue romanzate conseguenze, su cui per fortuna possiamo fare solo supposizioni. Anche perchè sono propenso anch’io a pensare, come Schramm, che la rappresentazione più realistica del DOPO sia uno schermo nero e silente.

Una parte iniziale fatta di una normalità banale e allo stesso tempo angosciante, dove nessuno (vuole) crede(re) realmente che le bombe partiranno, finchè non partono.

Sono stato bambino negli anni 80 e seppure molto meno che negli USA dei decenni precedenti, almeno credo, la paura dell’atomica sotto traccia la avvertivo chiaramente ed era qualcosa di ancora concreto.
Poi lo sappiamo tutti: dissoluzione dell’Urss e trent’anni di rilassamento riguardo a quel tema, perlomeno per noi comuni mortali

E ora se ne torna a parlare, visto che l’acqua in cui siamo immerse noi povere ranocchie ha ricominciato a bollire piano piano

aggiungo una curiosità per rimanere almeno un minimo IT: dite che in Threads tutto parte dall’Iran. Anche nella serie di romanzi Silo scritta dal 2011 in Usa (e da cui è stata tratta l’omonima ottima serie) analogamente le bombe partono dall’Iran almeno teoricamente.
Un paese che nella realtà le atomiche manco le ha…

Cmq il tema è interessante almeno e livello di pour parler, e purtroppo anche di relativa attualità, quindi suggerisco ai @moderatori di splittare in un thread in altra sezione, dal titolo “Atomica: una bomba è per sempre” o vedete voi :wink:

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