te lo straconfermo. mai più dal 1985 (per scoppio di volontà di angela che lo volle all’interno di una settimana interamente dedicata al quarantenario di hiroshima) né ha mai conosciuto successiva edizione in vhs/dvd. quando lo rividi attorno al 2012 - pentendomene: ero appena uscito da 30 anni di incubi a tema - per curarne i sottotitoli italiani, in rete si leggeva (era lo stesso jackson a lamentarlo in un’intervista) che verso il film la BBC aveva ancora un atteggiamento ostativo e di ostracismo. ignoravo fosse tornata sui propri passi anche se 4 passaggi in 42 anni sono briciole, andrebbe ritrasmesso una volta l’anno almeno.
che è esattamente quello che intendevo io nel mio precedente intervento con l’aggettivo netflixizzato. a prescindere da chi la cura puoi tranquillamente elidere le virgolette sul rischio. col tutto che fare di un evento simile qualcosa di intrattenitivo, spettacolarizzato e fruibile è anche più infame del fare spallucce e non parlarne. ma di nuovo, anche ipotizzando una presa di petto sul tema e annessi rigorosi sviluppi, non è sicuramente un evento che puoi narrativamente diluire nell’arco di tre stagioni, e a mio avviso neanche di una senza perdere in attendibilità scientifica, a meno che non vogliamo parlare di scambi nucleari ultratattici con miccette da 2 kilotoni l’una…
Ho rivisto recentemente The Day After e non ho mai visto il film oggetto di questo thread(s ) , ma da come lo descrivete penso valga per entrambi la stessa considerazione: il loro vero valore probabilmente è più nella rappresentazione della fase precedente l’olocausto, che nell’olocausto stesso e nelle sue romanzate conseguenze, su cui per fortuna possiamo fare solo supposizioni. Anche perchè sono propenso anch’io a pensare, come Schramm, che la rappresentazione più realistica del DOPO sia uno schermo nero e silente.
Una parte iniziale fatta di una normalità banale e allo stesso tempo angosciante, dove nessuno (vuole) crede(re) realmente che le bombe partiranno, finchè non partono.
Sono stato bambino negli anni 80 e seppure molto meno che negli USA dei decenni precedenti, almeno credo, la paura dell’atomica sotto traccia la avvertivo chiaramente ed era qualcosa di ancora concreto.
Poi lo sappiamo tutti: dissoluzione dell’Urss e trent’anni di rilassamento riguardo a quel tema, perlomeno per noi comuni mortali
E ora se ne torna a parlare, visto che l’acqua in cui siamo immerse noi povere ranocchie ha ricominciato a bollire piano piano
aggiungo una curiosità per rimanere almeno un minimo IT: dite che in Threads tutto parte dall’Iran. Anche nella serie di romanzi Silo scritta dal 2011 in Usa (e da cui è stata tratta l’omonima ottima serie) analogamente le bombe partono dall’Iran almeno teoricamente.
Un paese che nella realtà le atomiche manco le ha…
Cmq il tema è interessante almeno e livello di pour parler, e purtroppo anche di relativa attualità, quindi suggerisco ai @moderatori di splittare in un thread in altra sezione, dal titolo “Atomica: una bomba è per sempre” o vedete voi
in realtà per threads vale tantissimo anche la seconda scientifica e paradocumentaristica parte (personalmente anche molto più della prima quanto a pedanteria analitica e autoptica), perché è quanto di più tremendamente vicino a un what if di umanità residuale ancora in piedi. il fatto è che per curatissimo, agghiacciante - in taluni passaggi anche raccappricciante - e sorpassante a destra e a tavoletta meyer che sia, non tiene comunque conto di tutti gli effetti domino di un troiaio simile (altri esempi oltre a quelli già delineati: tutte le centrali nucleari operative andrebbero in melting, l’effetto pistone svellerebbe gli impianti e le condutture fognarie come tutti i depositi sotterranei di scorie nucleari, sarebbe impossibile rimuovere e smaltire un numero di cadaveri a cielo aperto che starebbe nell’ordine dei decimilioni, non esisterebbe più neanche il concetto di soccorso esogeno come endogeno, strutture ospedaliere e farmaci sarebbero da dimenticare, come anche la quasi totalità della vegetazione e qualsiasi fonte nutritiva, quella eventualmente ancora reperibile sarebbe altamente contaminata, la pressione abnorme dello scoppio farebbe saltare denti timpani e bulbi oculari a buona parte dei colpiti; a ciò aggiungiamo il fallout e il decadimento a lunghissimo termine di uranio stronzio 90 e plutonio239 - solo quest’ultimo ha un’emivita di circa 24200 anni ed è ultraletale anche se rilasciato in microscopiche porzioni - e la stratosfera tarpata dalla tonnellativa fuliggine di centinaia di funghi.. insomma, ecco, non credo che chi scampa a tutto ciò possa avere capacità di deambulare o parlare). peraltro oggi, rispetto a questi due film non credo esisterebbe neanche lo scenario di panico generale e avvertenza della popolazione per mettersi in salvo (e in salvo dove? un’esplosione di milioni di gradi farebbe implodere l’ossigeno anche nel rifugio più ctonio e corazzato); molto probabilmente non ce ne accorgeremmo nemmeno, considerata la velocità dei vettori ultrasonici. uno scambio missilistico si consumerebbe in meno di dieci minuti. la sola speranza a fronte di tutto ciò è di finirla vaporizzati sul colpo. anche se si tratterebbe con molta probabilità di un dopo di non oltre 48 ore, il peggio sarebbe per chi resta
io invece la sentivo tantissimo e come potrai immaginare l’incontro con un film come questo da preadolescente è stato determinante a darmi il colpo di grazia
in realtà un rischio enorme lo abbiamo corso almeno altre tre volte, l’ultima delle quali /(che oggi nessuno quasi ricorda), dove davvero si passarono due settimane circa a cacarsi sotto, fu durante la guerra in kosovo, coi sottomarini russi disposti lungo l’adriatico pronti a fare fuoco a tutte le nostre basi americane. non fosse stato per quel sant’uomo di cernomyrdin che ha messo fior di pezze diplomatiche a tutto facendo la palla matta da una parte all’altra del mondo oggi nemmeno saremmo qui a dirne.
non ho mai visto silo (la cerco subito, tanto per stare sulle punte), ma in threads l’iran fa da innesco geopolitico: la russia lo invade per mantenere controllo e influenza nella regione, soprattutto per il petrolio. ciò crea casus belli con l’america e la nato. ma non interviene in alcun modo bellicamente. è solo punto di scontro tra est e ovest, come si tendeva a considerarlo politicamente allora.
dopo gli ultimi eventi il suo programma nucleare è stato senz’altro fortemente compromesso, ma possiede comunque materiale arricchito e know how e potrebbe, in teoria, ricostruire capacità limitate nel tempo. a tal proposito per schiantarla consiglio il recupero di un documentario a tema chiamato genialmente iranium
infine, dopo il disagio che hai espresso per black mirror, ti sconsiglio spassionatamente - e altamente - di implementare the day after con threads. diciamo che il primo è una puntura d’ape e il secondo l’incontro con un grizzly incazzatissimo. potresti davvero non dormire più.