Threads (BBC) (Mick Jackson, 1984)

Finalmente è stato rieditato in DVD (il vecchio dvd si trovava a prezzi da rapina su eBay) questo film TV della BBC, trasmesso il 23/9/1984, sugli effetti di un bombardamento nucleare in Inghilterra. Per dare un’idea, The Day After gli fa una pippa. Pur con un budget chiaramente più modesto, il film crea una bella tensione e un’angoscia montante, è estremamente accurato nel delineare lo scenario futuro (basandosi su dati scientifici), e si differenzia da altri film simili perché non si limita ad illustrarci “il giorno dopo”, arriva fino a 13 anni dopo l’attacco, con uno scenario di desolazione e disperazione inimmaginabile. Un pugno nello stomaco, crudo e spietato come il bisturi di un chirurgo, la cui visione a mio avviso dovrebbe essere obbligatoria in tutti i licei. Il dvd contiene audio e sottotitoli in Inglese, niente extra:

http://www.play.com/DVD/DVD/4-/681257/Threads/Product.html

Findings from the 1980 British Government exercise “Square Leg” were used as the basis for projecting the level of destruction and number of casualties in the movie. “Square Leg” was a government project that estimated what would happen in Britain in the event of an actual attack. It projected the mortality rate at 29 million, serious injuries at 7 million and short term survivors at 19 million.

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Visto ieri notte (per la prima volta) nel dvd segnalato da almayer.
Dire che è un pugno nello stomaco è davvero riduttivo.
Il celebre The Day After è davvero una puntata di Winnie the Pooh al suo confronto.
Terribile, estremamente disturbante.
Quand’è finito ero così scosso che ho dovuto guardare subito qualcosa di estremamente leggero per riprendermi.
È vero, il budget è modesto, gli attori non sono particolarmente bravi ma c’è un crescendo di orrore che lascia davvero senza fiato.
La sequenza finale, poi, con quel fermo immagine senza audio è insostenibile.
Non credo che riuscirò mai a rivederlo, ma, se avessi dei figli, glielo mostrerei.
Un film che non abusa certo dell’etichetta che dice “Un film che ha sconvolto una generazione”.

Nota di demerito per il dvd. La qualità video è scarsa e i pixelloni abbondano.

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Io ricordo una roba dello stesso genere, mandata in onda nello stesso periodo dalla RAI in una puntata di Quark. Davvero sconvolgente, con quel finale che mostra le macerie e un coro di voci infantili in sottofondo… mica si tratta dello stesso film?

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Mmmm… non credo sia quello…

I bambini qui appaiono in una scena tremenda:

anni dopo la catastrofe si vede una tv alla quale è stato attaccato un videoregistratore che trasmette - tra mille salti di fotogramma e disturbi video di ogni genere - un programma per ragazzi.
A guardarlo c’è un gruppo di bambini resi deformi dalle radiazioni. Fissano lo schermo con aria assente e l’atmosfera giocosa del programma stride enormemente con la loro immagine.


Tra l’altro va spesa una parola a proposito della prima mezz’ora, quella che precede la bomba.
Ci sono i cittadini che seguono quasi distrattamente le notizie del telegiornale e dei giornali. Vengono prese quasi con distacco come a voler dire “tanto qui non accadrà mai nulla”. Quando però le minacce si fanno realmente concretee tutti iniziano a preoccuparsi è troppo tardi.
Sarà banale ma è dannatamente efficace e fa riflettere…

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Dalle descrizioni credo anch’io si tratti di due cose diverse. Comunque pure quello visionato da me era agghiacciante, ve l’assicuro; certo sarei curioso di recuperare questo da voi segnalato. Suppongo non sia mai passato sulle tv nostrane…

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Completamente d’accordo su tutto. Il pugno nello stomaco c’è tutto, e l’angoscia che mi generò constrinse anche me all’epoca a vedermi qualcosa di leggero e innocuo. Il fatto di usare un budget modesto e attori scarsi a mio avviso amplifica l’effetto realistico/documentarista di questo film. Per quanto riguarda la qualità del dvd…beh, è un vecchio master TV BBC, non conservato nelle migliori condizioni.

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@Tuchulcha sul finale che descrivi non ci scommetterei, ma credo tu ti riferisca a Nuclear holocaust (da noi reintitolato L’inverno nucleare) un documentario che la Rai trasmise in versione ridotta (praticamente dimezzato rispetto alla sua effettiva durata) per la prima e ultima volta nella prima settimana dell’agosto 1984, all’interno di Quark Speciale, assieme all’unico passaggio televisivo italiano mai avuto da Threads (col centratissimo titolo Ipotesi: sopravvivenza), nel corso di una “settimana atomica” commemorativa del quarantenario di Hiroshima, ideata e condotta da Piero Angela. Averli visti entrambi da preadolescente mi ha marchiato a fuoco l’intera esistenza (a Threads devo lustri e lustri di pavor nocturno atomico).

di Mick Jackson, tra il 1983 e il 1984 Quark trasmise (dopopranzo, da notare) anche il non meno devastante corto A guide to Armageddon, praticamente le generalissime per Threads, che peraltro vanta a mio avviso la più acuta tagline pubblicitaria di sempre: the closest you’ll ever want to come to nuclear war

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Sì, Threads l’ho poi recuperato grazie a Giorgio Brass che mi aveva passato il DVD. Davvero tosto e insostenibile, al confronto The Day After è roba da educande (e parliamo in entrambi i casi di prodotti destinati alla tv, per dire quanto i Britannici siano avanti su 'ste cose).

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Ma da noi passò sulla RAI? Io l’ho visto in lingua originale e lo ricordo duretto assai, per gli standard della rete ammiraglia…

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@Tuchulcha come sopra. si, una volta sola in quest’occasione:

non ho più il flano della primatv di tv sorrisi e canzoni, però eccoci:
ipote

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Incuriosito dalla resurrezione di questo thread sono andato a recuperarmi il film (che nel mentre è uscito in bluray, valorizzando al massimo possibile i materiali di partenza della BBC).

Mi ha spiazzato il fatto che porti avanti il discorso “conseguenze atomiche” per anni, immaginavo che il film si concludesse con l’esplosione e l’immediato dopo bomba. E mi ha colpito che oltre alle conseguenze “scientifiche” (che come ha detto @almayer sono accuratissime e dettagliatissime) vengano mostrate anche le conseguenze psicologiche ed emotive sui reduci del disastro atomico. Anaffettività, incapacità di comunicare e “rarefazione” del linguaggio, rapporti basati su individualismo e violenza… Persone che hanno visto e provato troppo dolore e sofferenza per essere aperti verso l’altro, che interagiscono con l’altra gente solo per questioni utilitaristiche…
Che pugno nello stomaco.

Anche inquietante tutta la parte iniziale, con l’escalation della tensione dei rapporti tra occidente e Unione Sovietica. I parallelismi con la situazione attuale in certi momenti mi hanno dato i brividi… Azioni militari seguite da rappresaglie circoscritte e, al tempo stesso, da minacce di utilizzo di armi atomiche. E la gente ascolta le news ma continua a fare la sua vita come se niente fosse, perché la vita deve andare avanti… Anche se sotto sotto la paura serpeggia e la tensione si insinua nell’intimo.
La difficoltà di una coppia nel pensare ad un futuro insieme, nel prendere casa, nel costruire qualcosa proiettato in avanti quando nel presente l’orizzonte è così plumbeo e pesante.
Diverse scene ricordano anche i recenti lockdown che abbiamo attraversato, come ad esempio l’impossibilità di circolare o le razzie di generi alimentari ai supermercati.

Insomma, un film profetico… Spero solo parzialmente!

Sarebbe davvero bello recuperare la versione italiana, anche solo per farlo vedere in giro, che qui da noi se proponi una cosa sottotitolata non se la vuol guardare nessuno.

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andrebbe mostrato una volta ogni tre giorni non dirò nelle scuole che sarebbe sadismo (per quanto le ultime due generazioni hanno a malapena idea di cosa siano state Hiroshima e Nagasaki ed è in esse che sono saltati fuori i negazionisti dell’atomica e del 6 agosto 1945) ma a tutti i presidenti del pianeta, si, tipo cura ludovico…

io dovrei avere una vhs rip di allora con tanto di prefazione di piero angela e dibattito postfattivo con sagan, non proprio di sopraffina qualità, se riesco a spacchettarla dall’archivio te la giro. forse ricordo male, ma credo che il passaggio tv duri circa 10’ in meno…

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Se riesci a trovarlo prometto che poi faccio il mux col bluray! :slightly_smiling_face: :+1:t3:

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io ce l’avevo per verificare il lavoro fatto coi sottotitoli nel 2006, quando l’unico srt traducibile era spagnolo e con non poche porzioni di dialogo del primo tempo mancanti. ma a traduzione ultimata, non ho più avuto coraggio di rivederla per una verifica comparativa, credo se ne possa capire perché. comunque è favoloso l’intro che traccia un parallelo tra le nostre vite e i punto-croce della ragnatela, che anticipa tutta la seconda parte: in una società urbana tutto è interconnesso. i bisogni di ciascuno sono soddisfatti dalle capacità di molti altri. ma le trame che fortificano una società sono anche le medesime che la rendono vulnerabile.

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