Lo vidi in lingua originale peraltro qui in UK , ma purtroppo non a Sheffield, ambientazione effettiva del film, ormai 6/7 anni or sono e mi lasciò davvero scosso. Per quanto sia praticamente un zero budget (400k£) e per quanto gli attori siano tutti dei signor nessuno il film riesce a calarti nell’universo di terrore e follia che racconta.
All’uscita fu pubblicizzato come “Scariest TV Show ever made”
Avevano ragione.
link al film https://vk.com/wall623930994_136
Film che ho sempre “temuto” (passatemi il termine), nel senso che mi ha sempre incuriosito ma allo stesso tempo evitato di guardare per “paura di avere paura”.
Masochisticamente, dunque, che faccio? Decido di guardarlo sul treno notturno che prendo per tornare a casa dopo lavoro. Treno, per la maggior parte delle volte, semi deserto (se non per qualche homeless o persona fatta/ubriaca che dorme), che attraversa suburbs inglesi altrettanto deserti …insomma, un set up perfetto!
Che dire. Secondo me un gioiello vero e proprio. Non credo sia esagerato che in UK, la prima proiezione nel settembre dell’84, sia ricordata come “the night that Britain didn’t sleep”. Purtroppo il tema è tornato d’attualità, ed è ancora più terrificante quanto sia grande la coincidenza che la trama inizi da un’escalation geopolitica che parte proprio da… l’Iran!
Lasciando stare la seconda parte, che è il pugno nello stomaco vero e proprio, mi ha colpito tantissimo la prima parte “normale”. Così anonima, così normale, così British! Pare proprio un documentario sociologico della Sheffield anni 80, il pub, le fruit machine rumorose, il football alla radio che parla di Man United e West Ham, la cena a casa con sausage and chips e thè. Non è la New York o Los Angeles dei disaster movie hollywoodiani. Tutto è così banale e normale in una grigia città industriale dello Staffordshire, prima del collasso.
E poi un’altra cosa che mi ha colpito molto, che dire della fine del protagonista (se di protagonista si può parlare) Jimmy? Dopo il
bombardamento nucleare non vediamo nessuna scena straziante della sua morte, nessun melodramma romantico alla Titanic, nessuna musica struggente, nessuna uscita di scena, nessun ritrovamento, nessuna spiegazione con nessuna catarsi; semplicemente…. Non lo vediamo più per il resto del film. È morto? È tra i cadaveri della strada? È sopravvissuto nascosto da qualche parte? Non lo sappiamo. Ancora più terrificante, perché per chi la guerra la subisce o l’ha subita (pensiamo alle stesse
Atomiche su Hiroshima e Nagasaki) è davvero così, milioni di persone che spariscono senza epilogo. Solo assenza disturbante
Non c’è comfort narrativo
P.s.
Sul tubo si trova la versione in italiano
è da comparare e verificare, ma al passaggio televisivo italiano sembrerebbe mancare qualche minuto ma è forte in compenso di un titolo documentaristico centratissimo, sebbene negativamente retorico o ottimista (è mia idea che il vero cine-pov di una guerra nucleare dovrebbero essere 2 ore di schermo nero e silenzioso, dubito per enne motivi tecnico-scientifici che ci porterebbero troppo in là che potrebbe sopravvivere un’anima). ottimo intervento ma un’osservazione a latere, un film come questo visto da pc o cellulare su un treno e senza il buio e la solitudine di una sala/casa perde in immersività e quanto a onda emotiva rischia un bel margine di depotenziamento.
Concordo sul pov di cui parli. Ora, non ricordo dove, ma su Google ho trovato alcune critiche (informate) che dicono che il film spinga troppo sul pedale dell’emotività e del pessimismo, che anche di fronte a una catastrofe del genere non è detto che l’umanità non riesca a rialzarsi. Non riesco più a trovare l’articolo che ne parla, ad ogni modo il mio parere è che invece, a suo modo, Threads sia anche troppo “speranzoso” dato che, con gli arsenali ancora più sviluppati e potenti di oggi (oltre 40 anni dopo il 1984), gli effetti di una guerra nucleare sarebbero ancora più catastrofici, se possibile.
Per questo, senza buttarla in (geo)politica, quando recentemente qualcuno ha fatto dichiarazioni quali “cancellare una civiltà e rimandarla all’età della pietra”, è impossibile non provare un brivido e fare comparazioni col film.
Concordo per quanto riguarda guardarlo su dispositivo piuttosto che schermo, in realtà non era pianificato è stata più una contingenza. Credimi però, in un treno di notte, popolato da “creature notturne” passando da stazioni praticamente fantasma Nell’Hertfordshire, il suo effetto lo ha avuto ![]()
Piccolo OT un po’ inutile, ho finalmente capito chi è l’attore che fa Jimmy, è lo stesso che fa il protagonista in un altro cult britannico sugli hooligans “I.D.” ![]()
, fine OT
non è una questione di sola magnitudo megatonica (che pure ha una sua non trascurabile importanza se si considera che su hiroshima vennero rilasciati “appena” 16 chilotoni - comunque tutt’altro che un mortaretto) o del suo essere estesa su scala planetaria (e da caso a caso andrebbe visto se le detonazioni avvengono in cielo con effetto a pistone o a terra, se i nuclei delle testate sono in uranio o plutonio), è che colpire anche una singola megalopoli industrializzata come milano o new york (o nel filmico caso de quo, la sheffield del 2026) non avrebbe gli stessi effetti “ovattati” del colpire un villaggio de-industrializzato con abitazioni in legno. nei suoi cerchi concentrici più distanti dall’epicentro, un’esplosione di tale portata farebbe diventare ciascun grattacielo uno shrapnel a sé (anche in soli termini di vetro silurato ovunque), la blastwave farebbe diventare siluri o massi da catapulta cose come veicoli treni autobus gru navi, le industrie farmaceutiche e petrolchimiche diverrebbero a propria volta delle bombe termiche, chimiche e batteriologiche rilasciando fior di tossine aggiuntive e gas infiammabili. le stesse condutture del gas per le abitazioni diverrebbero istantaneamente armi. e poi anche ammettendo un esiguo numero di sopravvissuti, comunque destinati a morte certa per assorbimento radioattivo misto a gravi lesioni, questo sottostarebbe a uno choc tale che impedirebbe ogni intraprendenza per una “ricostruzione” ex novo. senza contare le epidemie cui fare impossibilmente fronte in un’area diventata obitorio a cielo aperto. ecco perché anche un threads, pur andando decisamente chilometri più a fondo di un ridicolo the day after (che pure ha una parte centrale che traumaticamente funziona) sta ancora in un ottimistico al di qua (comunque infero) di cosa accadrebbe davvero in uno scenario simile (come minacciava la tagline del trailer: the closest you’ll ever want to be in a nuclear war). ma è tenuto a farlo, per i propositi giustamente ammonitori che cova. deve mostrare una narrazione della fine, una lenta agonia, l’ultimo rantolo se vuole atterrire. finendo subito dopo un attacco missilistico senza mostrare una medioevale regressione larvale del mondo così come l’abbiamo conosciuto, non traumatizzerebbe altrettanto. ma come da azzeccatissimo titolo nostrano è appunto un’ipotesi (del resto finora non riscontrabile), uno scenario che sul solo piano ipotetico è destinato a rimanere. so far.
Dopo la spiegazione, approfondita e competente, di Schramm, un conflitto nucleare diventa ipotesi ancora più spaventosa e orrorifica. E rende da parte mia, purtroppo, più remota la voglia di visionare il film di Jackson. Basta il pensiero, come suol dirsi…![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
che poi è uno scenario che scavalca il pensabile. o meglio è più o meno inquadrabile per come lo si è esperito in vitro nel 1945. ora va pensato che quello fu un minuscolo beta-test da elevare alla enne. e il pensiero davvero non ci arriva nemmeno con anni di studi e visioni. e forse è meglio così perché pensarci troppo è pietrificante e ti porta letteralmente a non vivere più. che è poi il potere intrinseco che ha questo film, specie quando mostra che fine da era barbarica farebbe il linguaggio stesso (è stato per me forse il passaggio più annichilente di tutti). il problema è che non sembra averlo su chi ha possibilità decisionale di amministrare un first strike. in un’epoca in cui si parla di armi nucleari tattiche come se fossero bubolette, questo film andrebbe forzatamente fatto vedere più volte in ogni casa presidenziale.
Basterebbe fargli vedere questo:
Schramm, te lo dico con rispetto, stima e simpatia. La tua competenza in merito è incontestabile, l’ho capito fin troppo bene. Ma vuoi proprio farci cagare sotto ad ogni costo? Come dicevo “il pensiero” è più che sufficiente, grazie…![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
ho trovato particolarmente disturbanti anche altri dettagli, come le trasmissioni delle istruzioni di emergenza che si vedono a pochi giorni/ore prima dell’esplosione su Sheffield, tra il panico e chi cerca ancora di mantenere una vita grossomodo normale (vedi i Jimmy e Ruth, che fanno i lavori nella loro nuova casa, mentre una voce asettica e inquietantemente calma in sottofondo spiega cosa fare col corpo di qualcuno, se per caso dovesse morire dentro casa negli attacchi…con Ruth che poi scoppia a piangere)
Tra l’altro, scopro oggi, che si tratta di un programma reale (Protect & Survive) che il governo UK aveva preparato negli anni 70, insieme ad opuscoli, annunci radio e i filmati a cartone animato nel video, che sarebbero dovuti essere distribuiti e messi in onda a reti unificate se si fosse entrati nell’effettivo pericolo di attacco imminente (come nel film appunto)
Come leggo da Wikipedia, gli opuscoli furono comunque resi pubblici nell’80, e i video mostrati qui e li anche se mai mandati in onda integralmente, ora disponibili sia su YouTube che in vari archivi (se non sbaglio all’Imperial War Museum).
La cosa terrificante, a parte il tono calmo e paterno dell’annunciatore (che stride col terrore che descrive) e quel jingle che ti fa rizzare i peli delle braccia tanto è sinistro, è che (e mi ricollego a quanto dice @schramm ) queste “istruzioni” sono totalmente ridicole, suggerendo che in caso di disastro nucleare è sufficiente mettersi sotto un tavolo, un cappotto intorno alla testa e stare lontani dalle finestre oltre al resto. Insomma un messaggio folle che da un conflitto nucleare si può sopravvivere e che si può quasi quasi stare tranquilli, che qualcuno arriverà poi a salvarci.
Di nuovo - a parte la situazione geopolitica attuale - fa un po’ anche il verso alle comunicazioni di emergenza che abbiamo sperimentato con la pandemia nel 2020 (certo, per quanto grave, non COSÌ grave) e di come le istituzioni, hanno si magari piani e protocolli pronti, ma fondamentalmente non hanno idea di cosa fare davvero se una testata sia diretta nella nostra direzione, anche perché (e qui di nuovo per citare @schramm ) non c’è effettivamente nulla che si può fare o prevedere
Di fatti, come si vede anche nel film ci mostra come il comitato di sicurezza regionale non ha effettivamente nessun training o idea di che pesci prendere, e finiscono per morire tutti sepolti
ci mancherebbe, anzi magari avere questi poteri, li userei per far cagare sotto i governanti. per il resto basta delegarli al film, che basta e ce n’è d’avanzo (magari facendosi un’idea più netta e precisa coll’ancor più terrifico documentario l’inverno nucleare, purtroppo arrivato da noi troncato di metà). detto questo e ammesso che i singoli con le loro riflessioni e opere non possono assolutamente niente contro una simile eventualità, non pensarci in assoluto e voltare spensieratamente la testa dall’altra parte non mi sembra a riguardo la cosa migliore da fare. un film come questo, per avernale e sgradevolissimo che sia, resta necessario.
Chiunque andrà a vederlo in sala, è una persona coraggiosa come io non sono, e mai sarò nella vita. Ha tutta la mia più sincera ammirazione…![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
vacci, vacci… vedrai che iato rispetto alla visione da portatile, anche solo per il sonoro. dal dominare l’immagine all’immagine che ti domina e ti inghiotte intero. hai il solo “vantaggio” di sapere già a cosa vai già incontro, ma non escludo una discreta quantità di sonno malamente disturbato, dopo.
Guarda, in realtà Il Prince Charles cinema, nonostante il romanticismo di essere una cinema indipendente che proietta film classici e cult, ha sale pessime dove sei scomodo, lo schermo è lontano e piccolo e (specialmente se pieno) non senti nulla… non se se sarà effettivamente un’esperienza più immersiva ![]()
Sicuramente un’occasione per guardare il film con altri appassionati al tema
Scusate se continuo a farla lunga con ‘sto film, sono noioso… lo so ![]()
Articolo dell’anno scorso, ma a quanto pare è in corso un remake sotto forma di serie TV del film, ad opera degli stessi creatori della serie tv Netflix “Adolescence” e anche di “This is England”. Non nego che sono curioso ![]()
io credo che più all’imo di così non si potrebbe davvero scendere (ricorderei che jackson per lo script si è avvalso del patrocinio di molti studiosi, tecnici e scienziati di ogni sorta, geopolitici, ingegneri nucleari, medici), anche perché un remake sotto forma di serie tv che narri un evento simile a parità di potenza e numero di testate attuali dovrebbe esaurirsi in un massimo di 2 episodi da mezz’ora l’uno. poi osserverei anche che sia la bbc che la rai si sono rifiutate di ritrasmettere il film dopo un primo passaggio, il fatto che una cosa del genere venga netflixizzata su ampia scala non mi suscita belle speranze in termini di resa.
non equivarrà sicuramente a una visione con pc in grembo su un monitor di un massimo di 15’’
Beh no, dalla sua prima messa in onda nell’84 è stato poi ri-trasmesso dalla BBC altre 3 volte, di cui l’ultima nel 2024 quando ha marcato i 40 anni. La Rai non ne ho idea, ma penso non l’abbia effettivamente mai ritrasmesso.
Per il resto, sia This is England, sia Adolescence le ho trovate delle ottime serie; parecchio gritty e poco netflixiane… poi la Warp è proprio di Sheffield, che non significherà nulla ma così a fiuto mi fa ben sperare in un buon prodotto.
L’unica cosa che si “rischia”, secondo me, è che si viri più su una serie più da spettacolo/intrattenimento, cosa che il film NON vuole essere.
