Todo Modo (E. Petri, 1976)

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ebbene si…
apro il thread nella sezione a mano armata dopo essermi consultato con Nemesi per una serie di motivi.
Il film che alcuni potrebbero definire (commedia grottesca,commedia e basta,film sociale…et altro),credo sia da definire opportunamente Film Politico.
La storia è la seguente (da FilmTv)

Mentre nel paese infuria un’epidemia, un centinaio di “notabili” del partito che da trent’anni governa l’Italia si riunisce in un albergo convento per seguire un corso di esercizi spirituali condotto da un gesuita, don Gaetano. In realtà ai convenuti preme soltanto concordare una nuova spartizione del potere. Ben presto, dopo un furto sacrilego, la riunione si trasforma in rissa e cominciano i morti.

di certo questo film vuole essere una denuncia alla Dc e una favola nera sul pasoliniano “palazzo”.
Gian Maria Volontè come al solito mattatore,Mastroianni ben inserito nel ruolo e per concludere Mariangela Melato e Franco Citti da splendido contorno.
Stra-consigliata la visione di questa pellicola che spero venga presto editata in dvd.
aspetto commenti (soprattutto da Nemesi).

Di sicuro una delle pellicole più importanti per quanto riguarda l’engagement politico dell’epoca. Petri rielabora alcuni stilemi del surrealismo bunueliano nella realizzazione di un grottesco (elemento irrinunciabile) affresco della situazione socio-politica italiana di quegl’anni, una feroce masquerade sul potere scudocrociato e sull’esercizio dello stesso, una carnevalata che col suo sinistro girotondo di maschere (il carnevale non è finito!) proietta ombre inquietantemente ghignanti sul futuro del belpaese. Da ricordare due cose (oltre le mille altre): la derivazione sciasciana e l’interpretazione di Ingrassia (figura attoriale molto più complessa di quanto generalmente ancora si ritiene).

Eccomi.
Indubbiamente politico, di difficile collocazione.
La stanza poliziesca non la vedo corretta; probabilmente la gialla sarebbe stata più adatta.
Lascio la scelta a chi più competente di me; in caso sposti la conversazione.
Assurdo, a tratti divertente, dissacrante, pungente, accusatorio, talvolta noioso.
Citti, che pareva una figura, come hai detto, di contorno, si rivela invece nel finale e lascia presagire sia stato lui a compiere l’intera carneficina, altro che Don Gaetano, tesi accettata di buon grado da tutti i politici presenti…
Ma finisco qui, perché avere la “perizia” di El Topo è cosa ardua; è un film che va al di là della mia intelligenza… :smiley:

PS = ma quel finale che vuol dire?

Che i “portaborse”, oltre ad essere assassini per i propri capi, sono pure assassini dei propri capi? :slight_smile:

Ma…sai Nemesi la vedo ardua la collocazione del suo genere come Cadaveri Eccellenti.
Ambigui fino alla fine…inquietanti a loro modo…stupendi tuttavia

Un film che sarebbe ora qualcuno facesse uscire in dvd,vivaddio!O forse è troppo “scomodo” ancora oggi?
P.S.Il finale?In un certo senso va accostato a quello del “Salò” pasoliniano…e altro non aggiungo!

“Lu cumandare è meglio che fottere…” :slight_smile:
Nessuno ha notato la fortissima somiglianza del “presidente” interpretato da Volonté con la figura di Aldo Moro?
Nel complesso è un film che dipinge assai bene gli anni dominati dalla DC, raccontati in chiave grottesca (e mi rifaccio alle parole di El topo) da un regista che-non va dimenticato-era schierato nelle file degli intellettuali di Sinistra, era “militante”, insomma, ed in questo senso si possono interpretare diverse sue opere.
L’anno successivo all’uscita di Todo modo, Roberto Faenza fece uscire il documentario Forza Italia! (1977), uno spaccato irriverente sulla classa politica della “balena bianca”, dove i democristiani questa volta sono ripresi “dal vivo”, ma doppiati: infatti dalle loro bocche ne escono di tutti i colori.
Todo modo para buscar la voluntà divina, è il titolo completo, frase di Sant’Ignazio di Loyola che dà il senso a tutto il film, incentrato sulla spartizione di denari e potere: infatti i notabili vengono uccisi in base a sillabe presenti nelle sigle di enti o associazioni, di cui sono presidenti, che estrapolate vanno a formare proprio la frase di Sant’Ignazio.
Una nota infine sulla figura di don Gaetano: a mio avviso raffigura i mali della Chiesa…censore, moralizzatore, alla fine si scopre che possiede opere d’arte di altissimo valore, una cantina piena di vini pregiati, ed ha nell’armadio diversi abiti civili con i quali è pronto a darsela a gambe.

"Nessuno ha notato la fortissima somiglianza…con Aldo Moro?"Mannòòò…scherziii?Non me n’ero mai accorto!Di certo una cosa NON VOLUTA…

Eh, beh, è chiaro…:smiley:
(p.s. l’ho scritto perché mi risulta che Petri fosse altamente imbarazzato per questa mostruosa rassomiglianza, tant’è che chiese a Volonté di “correggere” un po’ il “tiro”).

A tal proposito Petri disse: “I primi due giorni di lavorazione di Todo modo furono cestinati da me, d’accordo col produttore e con lo stesso Volontè, perché la somiglianza di Gian Maria Volontè con Aldo Moro era nauseante, imbarazzante, prendeva alla bocca dello stomaco.
Qui il resto: http://www.geocities.com/mrsalzano/todo.htm

Anche per me un ottimo film, anche se qua e là un pochino noioso…Petri di certo ha fatto di meglio.
Grandissimo Volontè che ripeterà in tutt’altro contesto e tono il personaggio di Moro nel film di Ferrara.

Spero anch’io in una edizione dvd, assieme a un altro cult satirico-politico di Roberto Faenza: Forza Italia!

Ma c’è già, con tanto di libro! :wink: e io celo :smiley:

Già, è vero… purtroppo però manca ancora Todo Modo… ed anche in vhs non mi pare che abbia goduto di decine di edizioni e riedizioni… :frowning:

in dvd ?

Si, certo, unito all’interessante libro che narra delle vicissitudini legate alla realizzazione del film.
E’ edito dalla Rizzoli:
http://libri.rizzoli.rcslibri.it/sclibro.php?isbn=17011088

Bè, tornando a Volontè nel film di Petri: diciamo che il suo personaggio per l’80% si rifà a Moro (aspetto fisico), e al 20% ad Andreotti (modo “viscido” di parlare, certa gestualità). A Volontè De Niro faceva 'na pippa, in quegli anni…

Mhh…quel 20% onestamente non lo vedo, piuttosto c’è un altro personaggio, quello che arriva successivamente, aspettato da tutti (non ricordo come si chiami), che è la fotocopia di Andreotti.
La gestualità è indubbiamente morotea, come quasi tutto…mi sembra che il modo di parlare utilizzato da Volonté, con quel “è vero”, oppure con la e aperta sia un modo per camuffare un po’ e smorzare la perfetta rassomiglianza con Moro.

“La fotocopia di Andreotti”:ti riferisci forse al “Lui” interpretato da Michel Piccoli?

Si, è LUI è LUI :slight_smile:

mi ha colpito la interpretazione di CICCIO INGRASSIA… qui è veramente bravo, più che in AMARCORD.

Ciccio Ingrassia per me è bravo e basta. Fellini e Petri magari lo nobilitano agli occhi degli snob ma noi che abbiamo la fortuna di vivere trent’anni dopo lo stucchevole distacco con cui la critica ha accolto i suoi film possimao anche rendergli merito per le sue qualità. Bestemmio se penso che “L’esorciccio” è una straordinaria prova d’attore?