https://www.imdb.com/title/tt6517320/
Naturalmente uno di quei prodotti, la prima Serie TV di Refn, che il nostro Ziorzo:giorgiob: aspetterà con trepidazione, conoscendo il suo smisurato amore per il regista Danese :D:D:D
https://www.imdb.com/title/tt6517320/
Naturalmente uno di quei prodotti, la prima Serie TV di Refn, che il nostro Ziorzo:giorgiob: aspetterà con trepidazione, conoscendo il suo smisurato amore per il regista Danese :D:D:D
Siiiiii!!! Non vedo l’ora di perdermela! :giorgiob:
(Ho mollato il trailer a metà. Questa roba non fa per me, ormai me ne sono fatto una ragione)
..ok, preso il coraggio a mille mani: dopo un’attesa di circa 6 anni l’ho finalmente intrapreso e detto che se quest’intervento fosse un articolo potrebbe benissimo intitolarsi lo zen e la narcotica manutenzione del coloresemprevivo, che il mood da intransigente escapista estetico iperslowburnista (leggi: accade qualcosa ogni 47’ circa e ogni scena dura abbastanza da permetterti un bilancio della tua intera vita e anche di quella di altre 20 persone) o da videoclip esistenzialista di 15 ore conta più della trama (ma sorpresissima: ne abbiamo una che affiora e respira proprio grazie a questo modus cinemandi e accipigna non è davvero niente male), che ci sono più dialoghi in un acquario che qua dentro (forse più che di spot per profumi dovremmo iniziare a parlare di spot per il lexotan) e che coi soli primi due episodi sembra di aver visto 8 (suoi ultimi) film (si viaggia attorno alla miseria di 95’ a episodio), siamo quel paio di caselli autostradali distanti dal masturbatorio vuoto torricelliano in 8k di quella maccheronata di copenhaghen cowboy e che sto giro il nostro fa le cose per bene o almeno ci prova.
su questo ci prova un paio di doverose avvertenze strutturali oltre quelle già messe genericamente sul piatto:
presentare ogni personaggio della serie per nicolas significa crocefiggerlo a estentuanti primi piani lunghi minuti, che quasi impercettibilmente diventano non meno prolungati campi medio-lunghi via zoom back cameras lenti come una flebo stretta a quasi zero flusso, di modo che ogni carosello di esacerbazione cromatica possa fare la propria pavonesca ruota e dire prepotentemente la propria (perché oramai neon multicolor o personaggi, che differenza fa?) e in mancanza di cromosaturazione compensano fondali cool, intesi a loro volta come personaggi quando non considerati loro destitutivi: può essere un murales hopperiano, della carta da parati floreale o una bandiera usa (e vogliate qui rimirare l’appena accennata citazione iconica a american gigolò):
fanno impatto (non necessariamente simbolico o interfacciale) o danno l’impressione vaga e certa al contempo di farne, sono anch’essi esseri senzienti, ci parlano – anche se di cosa e in che lingua sta a noi soli stabilirlo, quindi ce li mette a tutta esuberazione
roseisarrowsisaroseisarrow, ciao sono un morigerato sfondo senziente:
poi anche una volta introdotti, li lascia comunque silenti davanti alla mdp per una rinnovata manciata di crono dicendo loro “perfetto, tieniti concentrato e stabile su quest’espressione immusonita depressa addormentata, io nel frattempo vado a espletare la numero 2, anzi fai finta che ci sei andato tu e fai la faccia di chi ha lo stimolo ma dopo 20’ non tira fuori manco una loffa”. detto, fatto, l’attore ce la mette tutta e noi con lui nel pazientare.
ecco, ciò per chiarire secondo quale grado vengono delineate e approfondite psicologia e worldbuilding dei personaggi e avvenimenti. e sapete cosa? batteria di polli beccatemi ma cazzarolissima funziona! anche perché non si campa di solo pane e primi piani, ci sono anche i dialoghi ed è essi che va la reale responsabilità di delineare per macroargomenti e col massimo del minimalismo i principali step narrativi e anche i semplicissimi si o no sono pronunciati dopo una meditazione tibetana di minuti: vi giuro che levando le pause tra le poche battute ogni episodio durerebbe attorno ai 25’ in meno. ma di nuovo sapete cosa? nel loro esiguo numero e nella loro spiazzante semplicità (leggi: banalità: le si possono anticipare una a una) sono funzionalissime per dare assetto compositivo al plot, mandarlo a suo flemmaticissimo modo avanti e dare una messa a punto del quadro anche ai ciechi. poi certo per scandirle si va per vezzi gratuiti e alle belle statuine sono concesse anche le preziosissime semibiscrome di scaracchi, sputazzi, borborigmi gutturali vari, singhiozzi, sbadigli. ognuno porta la dura soma di un preciso fisiologico sfiato sonoro, espediente usato talvolta per raggiungere l’apex espressivo vuoi tirando su col naso come se si stesse sniffando ghiaia o schiarendosi rumorosamente la gola come un rospo dopo una laringectomia (servirà a spezzare il silenzio o a simboleggiarli caratteriamente? non sono sicuro di volerlo sapere).
provate a contare le volte in cui il protagonista sputazza nel pilota e vi chiederete come fa a non morire disidratato.
e poi per farla davvero semanticamente spiccia e allegoricamente efficace ci sono i nomi dei personaggi attorno ai quali orbitano i casini nerissimi (in realtà verdefluo, magenta prismatico, rosso cremisi bombato, viola acido etc): gesù, maddalena… la delicatezza simbolica e metaforica del deep impact di un meteorite, proprio. per forza poi agli haters parte la fionda. c’è di buono che la cosa - almeno per ora - si ferma epidermicamente ai nomi senza troppa risonanza segnica a sgomitare ogni 2x3, ma mai sottovalutare i megafoni
insomma l’intendimento della scansione narrativa di refn sta sempre dalle parti di una seduta di ipnosi collettiva fatta sotto mezz’etto di ketamina e oppio in mezzo a centinaia di caleidoscopi pronti a esplodere come reattori nucleari, ma stavolta lo zelo espressionista è, giurin giurello, molto più sobrio e meno barocco
La Sobrietà:
buona parte del secondo ep, per esempio, è quasi tutto fotograficamente naturale, cosa atipica per refn, sebbene sempre amministrato da darius kondi
e poi a cavarci da tutto quest’impaccio c’è anche per non si sa bene quale strana eccezione o razza di miracolo una cosa chiamata sceneggiatura, e la storia, va ammesso con sollievo, funziona come stranamente funziona anche condurla in un modo così autoindulgente. e, doppio miracolo, nei sui snodi e sviluppi non ha un’oncia di prevedibilità. il che ci riporta vivaddio alle cose migliori e più respirabili di nick lacrimafacile. il più è che questa diegesi resta saperla ritmicamente digerire; a tal pro basta fingere che si sta vedendo bela tarr alle prese con la pittura orfica o ciprìemaresco dentro il cocoricò (non scomodo gratuitamente i maestri: nel secondo ep soprattutto, che sembra davvero narcos rifatto da sokurov misto cinico tv, abbiamo una snervante fissità quasi fossile e pittorica dei personaggi, gran dispendio di semicircolari carrellate e pianisequenza in autoreverse a tempi da far spazientire tarkovskij) con l’invitabile riporto di qualche etto di lynchite coatta che già che ci siamo vuoi non schiaffarcela?
momentissimo lynch puppaforte:
e la fida elettro-ost di martinez dove jarre, carpenter, il theremin e schulze fanno ammucchiata (molto bella, se si ama questa frangia dell’elettronica)
insomma almeno finora una ritrovata quadra tra contenitore e contenuto, tra stile e sostanza che si determinano vicendevolmente, un buon anello mancante tra il refn attento a cosa va narrato e quelo che si innamora di come adornarlo arredarlo impellicciarlo e ingioiellarlo anche laddove si tratta di violenza belluina
ciao, sono la violenza belluina in giustacuore e crisoliti:
a stringere e chiudere, si resta tra il presobenismo spudorato e il sentirsi perculati, tra l’estasi e la bestemmia. e ribadisco finora, ché ho ancora 13 ore circa di immersione tra le tempere sguish e i mistici tempi morti davanti. considerate anche le spietate temperature a babordo, sarà un’esperienza quaresimale, già lo so. nel dubbio, corro a fare scorte di insulina.
Schramm, sinteticamente: lascia perdere 'sta roba. Non occorre che ti sacrifichi per noi. Impiega il tuo tempo in modo migliore. La vita è breve…![]()
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per una volta che refn la semiazzecca - e non è così scontato almeno dal 2018 a oggi - direi invece che procedere potrebbe ripagare.
Ok. Quando si sarà conclusa l’agonia, facci sapere il tuo parere. Nel frattempo, in bocca al lupo e complimenti per il coraggio…![]()
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beh già in buona parte l’ho delineato e come già detto si tratta di un supplizio da cenobita dove è difficile dissociare la sofferenza dall’estasi. il più ora è vedere per quali delta narrativi graticola il resto. le prime due propedeutiche mandate promettono un bordello del più alto interesse.