Ma come puoi paragonare un film come Quattro Mosche (che ha un bacino d’utenza enorme) a un film minore tipo Messaggi Da Forze Sconosciute (per citarne uno che è stato nominato prima)?
Di un film come quello di Moore sai bene che se ne venderanno poche copie e se già te l’hanno bruciato i pirati non puoi pensare di farlo uscire in un’edizione legittima perché sarebbe un suicidio, un investimento a perdere!
Per dire… La Opium Visions di Simone e Matteo avrebbe mai fatto uscire un film come Heartbreak Motel se prima ci fosse stato un bootleg italiano che aveva goduto della grande distribuzione? Certo che no, dai!
Giorgio, evitiamo di pigliarci per il culo: un film come Forze sconosciute… non usciva manco prima perché chi detiene i diritti sa che un pubblico di nicchia in Italia c’è ma ti fa guadagnare poco, ora che è uscito per un’altra label frignano? Eddai. E non provarci neanche a rifilarmi la stronzata che se ri-esce per una label diversa non verrebbe acquistato; il collezionista duro e puro che ama questo film lo compra per principio, io coi thriller di Peter Walker lo farei. Tante label estere continuano a far uscire vecchi film “minori” che i loro fans li hanno comunque, senza traccia italiana perché “tanto il mercato italiano…” Ti adonti assai se invito 'sti signori ad andare affanculo? Si torna al rispetto di cui sopra: non dare per scontato che il tuo pubblico, quello che acquista i tuoi prodotti, sia necessariamente un fregnone spilorcio. per anni l’editoria letteraria italiana ha fatto 'sti ragionamenti qua e guarda come sono andati a finire. Si parte dal discorso del guadagno minimo, “quindi non vale la pena”; sai che c’è? se trovo il tal film che cercavo da tempo lo compro, a patto che sia di qualità discreta. Se è un condizioni pessime chi lo distribuisce può usarlo come supposta, si tratti di materiale in regola col copyright o meno. fatevene una ragione, voi addetti ai lavori.
Premesso (per evitare equivoci, ma non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo) che il discorso di principio che fate è sacrosanto e che ovviamente lo condivido, e ricordando che il sottoscritto è stato uno dei primi, sin dall’inizio, a criticare la Sinister e la Golem per le loro scorrettezze, beccandomi anche vari insulti su altri forum, la domanda che vi pongo è questa:
io, che sono appassionato di cinema da molti decenni, nemmeno nelle sale ero mai riuscito a vedere, con il doppiaggio italiano, film come PSYCUS, L’OCCHIO IPNOTICO, IL SEGRETO DI MORA TAU, IL MOSTRUOSO DR.CRIMEN e tanti altri. Un bel giorno la Sinister o la Golem annuncia questi film e li fa uscire. Secondo voi, per adempiere all’imperativo etico di non essere complice di chi pubblica film senza diritti o in modo scorretto, cosa avrei dovuto fare: astenermi dal comprarli (in modo tale che quasi sicuramente non li avrei mai visti, perché non venitemi a dire che qualche altra label li avrebbe pubblicati in futuro con il nostro idioma), oppure acquistarli ugualmente (dato che oltretutto sono prodotti venduti regolarmente e con il bollino Siae, e io non sono tenuto a sapere se questi film sono stati pubblicati senza regolari diritti)? Rispondete onestamente. Essere onesto sì (in più di trent’anni di collezionismo home video io ho comprato migliaia, e sottolineo migliaia, di vhs e dvd tutti originali (e non ho scaricato praticamente mai niente dalla rete), fare la parte dell’unico fesso in circolazione no…
E’ esattamente questo il mio punto di vista, Andrea. Stufo marcio di vedere edizioni estere di film ITALIANI che l’audio italiano non ce l’hanno, in nome della logica “tanto, il mercato italiano…” che spesso in realtà va interpretato come “chi me lo fa fare di spendere i soldi pure per la traccia audio tricolore?”. Almeno sfornassero edizioni import di questo tipo, le comprerei (l’ho già fatto, con alcune uscite estere di thriller/ horror nostrani); ma se l’alternativa è fare appunto il fesso in nome dell’onestà, e per giunta nei riguardi di chi non mi calcola neppure come potenziale acquirente… oh, sarò stronzo ma non ci sto. Fermo restando che oramai diffido di tante uscite nostrane per un discorso qualitativo.
Corrado, stai davvero facendo un discorso non realistico.
E non capisco davvero come cazzo si faccia a trovare giustificazioni, alibi e scuse verso chi commette palesemente degli illeciti. Verso chi fa il furbo e fa i soldi sul vostro culo.
Un film come Messaggi Da Forze Sconosciute venderebbe poco e niente, questo è chiaro.
Ma perché allora queste poche copie devono essere vendute illegalmente da uno che non ha i diritti e non da un editore serio che le venderebbe con regolare licenza?
Solo perché il pirata è più furbo e più veloce? Ma che ragionamento è?
Una cosa che dico sempre è che qui non si fa servizio pubblico, non si sta lavorando per cercare un vaccino o roba del genere, prima dell’obbligo verso il cliente (che deve comunque essere rispettato) c’è l’obbligo verso la legalità del proprio operato. Ci sono delle regole, cazzo, vanno rispettate.
È un lavoro come un altro, di quelli che tutti noi facciamo per pagare le tasse e guadagnarci da vivere. Non è un lavoro dal quale dipende la vita o la salute delle gente. Quando un film esce in ritardo o non esce non muore nessuno. Non viene ritardata l’uscita di un farmaco salvavita! L’atteggiamento “Eh ma io voglio vedere questo film” non ha ragione di esistere. Se uno si vuole vedere un film che non è disponibile in Italia si rivolge all’estero. E se non sa la lingua straniera sono cazzi suoi, non dobbiamo mica farci carico dell’ignoranza altrui.
Se uno vuole per forza vedere un film in italiano (diritto sacrosanto, ci mancherebbe) si ingegnerà per farsi un mux casalingo.
Perché alla fine queste label truffaldine non ricevono materiale dai distributori e dagli aventi diritto. Usano quello che c’è in giro. Prendono i master delle edizioni straniere, prendono pure gli extra, prendono le tracce italiane delle vhs o dei passaggi tv. Tutte cose che, con un po’ di sbattimento, possono esser fatte da qualsiasi privato, da qualsiasi appassionato che voglia smanettare un po’.
Ci vuole tempo e voglia, ci mancherebbe, e queste label di merda puntano proprio sulla ‘pigrizia’ dell’acquirente che compra un prodotto che uno potrebbe farsi in casa. Solo che se uno se lo fa in casa lo fa a suo uso e consumo personale e la cosa finisce lì mentre se lo compra già pronto da questi pirati foraggia il loro mercato e gli incentiva a continuare nella loro sciagurata opera.
Per fortuna interviene Napoli con la sua saggezza e acume. In quanto all’“elogio della disonestà”, caro Giorgio, manco per il cazzo, hai sbagliato bersaglio: pure io ho speso un sacco di soldi in migliaia (letteralmente) di dvd e br. E ho comprato pure diversi prodotti Camera Obscura, rimanendone sempre soddisfatto e facendoti pure i complimenti (sul forum o tramite sms). Ma io ragiono appunto come Andrea: davvero sarei riuscito a vedere certi film, se non ci fossero state queste uscite “illegali”? E non mi va certo di passare, per questo, per criminale o “fomentatore di illegalità”. Che cazzo…
P.S. Tranquillizzo Andrea: non è il solo pirla ad aver comprato vhs, dvd e br senza essere mai “passato” per lo scaricamento dalla rete…
Volevo rispondere ai vari post, ma sono rimasto indietro, quindi mi limito a dar ragione su tutto a Brass.
Ma guarda, da parte mia non c’è nessuna voglia di ergermi a paladino della legalità né tantomeno di colpevolizzare chi compra prodotti di dubbia provenienza (del resto in passato ne ho comprati anch’io). Mi piacerebbe però che si riconoscesse che la situazione italiana ha preso una piega preoccupante, ragionando magari insieme per trovare una qualche via di uscita. Purtroppo devo constatare invece che molti collezionisti sono felicissimi di continuare ad acquistare prodotti altamente discutibili, giustificandosi con un cinismo che non mi sembra faccia onore alla nostra comune passione cinefila.
Per me le vostre sono tutte scuse per giustificare il fatto che chiudiate un occhio verso una cosa chiaramente illegale (della quale però non avete colpa). C’è poco da indignarsi.
Potete dire tutto quello che vi pare ma resta il fatto che certe edizioni sono “poco limpide” (per usare un pietoso eufemismo) e incoraggiandole danneggiate chi lavora onestamente.
Questo è il mio lavoro che faccio con impegno e passione da 13 anni. Ho fatto un sacco di sacrifici per costruire tutto quello che ho messo in piedi in questi anni e di cui sono molto orgoglioso. Detto molto onestamente mi fa schifo vedere come certe label truffaldine continuino ad imperversare alla faccia di chi si fa il culo per lavorare onestamente.
Io poi lavoro all’estero quindi il mercato italiano non mi tange granché (anche se, in buona fede, ho collaborato per un periodo con una di queste label di merda dalla quale ho subito preso le distanze non appena ho avuto la certezza del loro modus operandi) però mi dispiace questo atteggiamento che tende a giustificare questi delinquenti.
Abbi pazienza, Saimo, ma io trovo altrettanto cinici ragionamenti brassiani del tipo “non ci conviene editare il tal film con audio italiano, quindi imparate voi la lingua straniera o cavoli vostri”. Scherziamo? Sì, dai, è evidente che Ziorzino scherza. Dovrei vedere il tal film perduto con Totò in tedesco perché chi detiene i diritti non ha voglia di cacciare le svanziche per la traccia audio italica? Follia. Se volete proporre soluzioni, son tutto orecchi e 'fanculo alle edizioni pirata. Ma soluzioni un filino sensate, per amor di Dio.
A Ziorzio: non sono scuse, che vuoi che mi freghi di difendere le tali label se agiscono scorrettamente? E manco sento il bisogno di giustificare i miei acquisti, in un paese dove i più scaricano a manetta e un DVD non lo pagherebbero manco 2 euro. Resta il discorso di Andrea, che è pure il mio: proprio perché non parliamo di farmaci salva-vita ma di beni di lusso, voglio il meglio. Per me, l’edizione di un film italiano senza traccia audio italiano è cut, come tanti film in cui manca la tal scena e quindi non li compreresti. Non spendo i soldi per un’edizione cut, sorry. Resta l’invito di cui sopra: voi addetti ai lavori sfornate edizioni locupletate di determinati film di cui vado ghiotto e le comprerò, anche se costeranno di più (mi sembra giusto, se c’è dietro un vero lavoro di restauro e rivalutazione). Finché rimarrete schiavi di ragionamenti del tipo “il mercato italiano non conviene”, non vedo vie d’uscita. Semplice.
Oh Corra’! Ma lo capisci che questo è un lavoro che la gente fa per vivere aka per guadagnare?
Pensi che i soldi facciano facciano schifo a qualcuno?
Se un film che ti interessa non è uscito in Italia ci possono essere mille motivi diversi, non è che non lo fanno uscire per farti dispetto.
Fare uscire i film legalmente COSTA e spesso gli editori non possono permettersi certe uscite perché lo fanno per lavoro, non è beneficienza o volontariato. E se un investimento viene considerato troppo a rischio un editore medio piccolo non lo fa. Perché non ha senso perdere soldi (anche tanti soldi) per far felici 30 persone.
Se c’è un film che proprio vuoi vedere le che in Italia non si trova lo prendi all’estero, se è disponibile. E se vuoi pure l’audio italiano impari a farti i mux oppure lo compri da qualche collezionista. Te l’ho detto e te lo ripeto, non è una stronzata, si fa così e basta se si vuol fare una cosa rispettosa del lavoro altrui senza foraggiare i delinquenti.
Che poi a me, in tutta onestà, non me ne frega nulla se date soldi a questi cialtroni, sono affari vostri, a me non cambia nulla.
Quello che mi irrita è il patetico tentativo di giustificare un comportamento illecito. Questo non lo digerisco. Perché non ci vuol nulla a dire “Lo so… Faccio male a comprare questi dvd ma non riesco a resistere”. Ed è una cosa ben diversa dal dire “Lo compro dai pirati perché le label in regola dormono”. Una cosa che trovo delirante.
Come quando la gente mi rompeva i coglioni in maniera atroce per i dvd NeoPublishing con i sottotitoli fissi. Gente che la prendeva quasi sul personale, come se fosse un’offesa agli italiani… Credete che alla NP non avrebbe fatto piacere vendere qualche copia in più in Italia? Pensate che a loro i soldi facessero schifo e avessero aperto l’etichetta a tempo perso e per loro non fosse un vero lavoro? Il fatto è che ci sono regole e vanno rispettate, mettetevelo in testa e fatelo piacere.
Quindi secondo te, tanto per fare un esempio concreto, la RHV dovrebbe sentirsi in dovere di spendere 10.000 euro per rimasterizzare e pubblicare in DVD Goldface il fantastico Superman, di cui detiene i diritti? Anche se editare quel titolo significherà perdere una barca di soldi e avere quindi ulteriori difficoltà a pagare i propri dipendenti, le bollette e le tasse? Lo deve fare lo stesso per fare contenti quattro cacacazzi? Cacacazzi che peraltro si riservano di vedere prima gratuitamente il film in streaming e poi, casomai, di acquistare il DVD.
Oh, io i NeoPublishing li ho pure comprati, ho Sette note… e Zombi 2 e pazienza per i subs non removibili che l’audio italiano c’era e andava bene così (pagati pure cari ma son contento ugualmente). Vuoi capirlo tu, che non vado in videoteca per fare beneficenza alle label? Compro se il prodotto mi soddisfa, se no lascio dov’è. Tu hai detto che se non conosco la lingua straniera e quindi non posso fruire di un film Italiano che si trova all’estero solo in Olandese son cazzi miei? Ti è venuto in mente che potrei fare lo stesso ragionamento per le difficoltà incontrare da una label estera nel pubblicare in Italia o almeno fare uscire il dato film in Italiano? O devo essere l’unico a fare l’altruista, mentre la sopracitata label delle mie esigenze se ne fotte? Siamo onesti, dai.
Caro Brass, a parte il fatto che non hai risposto direttamente ed esplicitamente alla mia domanda, ti assicuro che io l’inglese lo conosco bene e non ho bisogno dell’aiuto dell’audio nostrano, ma sono anche - nel mio piccolissimo, s’intende - uno storico e un appassionato del doppiaggio italiano, e quindi a seguire il tuo discorso (un po’ talebano, perdonami, ma sai che te lo dico con sincerità e amicizia) non avrei mai dovuto vedere quei film in lingua italiana per non essere complice di una presunta (fino a prova contraria) violazione dei diritti per questi film specifici. E’ questo che stai dicendo?
Mai detto che siano ottime edizioni. Ma potrei dire lo stesso di altre edizioni legali che hanno master mediocri, no? Poi, oh, c’è chi ha acquistato edizioni men che mediocri di Non aprite quella porta perché avevano il doppiaggio originale italiano e non quello rifatto. Ognuno spende come vuole, dicevamo.
Idem come sopra: la RHV non dovrebbe sentirsi in dovere di fare la tal cosa, io sì in nome della legalità (tradotto: per agevolare la RHV)? Per cortesia. Comico, poi, il discorso sui “quattro cacacazzi”;si torna al discorso del rispetto per l’utente di cui sopra, complimenti.
ps. e complimenti anche per aver estrapolato la frase dal contesto, accorciandola e dandole un significato diverso. Chapeau.
Trovo scandaloso e ingeneroso che mentre tutti ormai scaricano illegalmente i film mandando in malora il mercato dei dvd, voi due ve la prendiate con quei pochi collezionisti onesti che hanno sempre optato per i prodotti originali, dando decine di migliaia di euro, nel corso degli anni, al settore home video, e permettendo quindi anche a voi di lavorare (in modo benemerito, s’intende) in quest’àmbito. Avete perduto il senso della realtà e delle proporzioni… :rolleyes:
Io dormo praticamente di fronte alla mia collezione, stipata in scaffali Ikea. Dovesse franarmi addosso, dubito che la Neo Publishing mi farebbe un monumento … ok, manco la Sinister probabilmente ma almeno non hanno i copyright, mi scoccia meno.
Quoto anche la punteggiatura di Giorgio e Saimo e aggiungo che una volta presa dimestichezza si riesce piuttosto velocemente a fare i mux di film che all’estero escono senza doppiaggio italiano (specialmente da quando è disponibile il programma ffmatch). Mai e poi mai si può giustificare l’operato di questi criminali i quali lucrano indebitamente. Poi, chi vuol comprare i dvd di queste etichette pirata si accomodi pure, però sappia che sta foraggiando disonesti.
Caro Brass, a parte il fatto che non hai risposto direttamente ed esplicitamente alla mia domanda, ti assicuro che io l’inglese lo conosco bene e non ho bisogno dell’aiuto dell’audio nostrano, ma sono anche - nel mio piccolissimo, s’intende - uno storico e un appassionato del doppiaggio, italiano, e quindi a seguire il tuo discorso (un po’ talebano, perdonami, ma sai che te lo dico con sincerità e amicizia) non avrei mai dovuto vedere quei film in lingua italiana per non essere complice di una presunta (fino a prova contraria) violazione dei diritti per questi film specifici. E’ questo che stai dicendo?
No, Andrea, ovviamente non sto dicendo quello, e lo sai bene.
Dico che i materiali usati da certe label (tipo certi doppiaggi italiani) sono materiali che hanno recuperato da fonti che non sono certo ufficiali. Materiali che circolano tra collezionisti e che quindi sono alla portata di tutti.
È per questo che dico che uno, se si sbatte un po’, può tranquillamente farsi la sua copia casalinga del film che gli interessa comprando il disco straniero con il bel master e sincronizzandoci la traccia audio delle vhs o delle registrazioni tv.
Ovvio, è più comodo ordinare il dvd con due click e averlo a casa il giorno dopo senza fatica, ma quello che fanno certi editori è esattamente quello che ognuno di noi potrebbe fare con un computer casalingo nemmeno eccessivamente potente e con due dvd (o con un dvd e una vhs o, addirittura, con un dvd e un divx)
Quando ti viene concessa la licenza per far uscire un film ti viene dato anche l’accesso ai materiali. Non è che ti dicono “boh, noi non abbiamo i materiali, usa quello che trovi in giro” perché con la licenza il distributore si impegna a farti avere i materiali in suo possesso. Perché un distributore non ti vende quello che non ha, non so se sono stato chiaro.