Vacanze romane - Roman Holiday (William Wyler 1953)

Con Gregory Peck, Audrey Hepburn, Eddie Albert

Famosissima commedia con una perfetta coppia di protagonisti: Peck come giornalista dal cuore d’oro in cerca di uno scoop e soprattutto la Hepburn, deliziosa come principessina insofferente all’etichetta.

La sceneggiatura ammicca allo spettatore fin dall’inizio, con la bella sequenza della scarpetta, che rende esplicito il rimando alla fiaba Cenerentola. Film non trascendentale se vogliamo, ma godibile.

Girato interamente a Roma, vede la presenza di parecchi attori nostrani: Primo Marcotulli ha il privilegio di ballare con la Hepburn, ma il buon vecchio Mimmo Poli fa di meglio e le schiocca addirittura un bacio sulle labbra.

Mi mancava questo classicone con Audrey Hepburn, un incontro/scontro tra la rigida struttura del sistema produttivo hollywoodiano e la verace genuinità dell’humus attoriale romano.
Ciò che ne scaturisce è un film gradevole e divertente, lontano anni luce dalla standardizzazione che vige attualmente nel cinema di Hollywood. Pur non essendoci nulla di particolarmente originale questo film è da tutt’altra parte rispetto all’omologazione culturale che oramai sommerge praticamente tutte le pellicole dello star system USA.

Quando capita l’occasione è sempre bello rispolverare qualcuno di questi film, se hanno fatto la storia del cinema in fondo un motivo ci sarà!

3 Mi Piace

Il piacere di fare vedere un classico del genere a mia figlia, che di solito schifa il bianco & nero, ma vista la presenza di Audrey Hepburn ha optato per la visione.Wyler alla regia, Trumbo alla sceneggiatura (ma fino al 2002 il suo nome non appariva), costumi di una certa Edith Head, una Roma reale che adesso ci pare da cartolina, immagini che sono diventate iconiche (Peck & Hepburn sulla Vespa), Alfredo Rizzo tassinaro e Claudio Emelli col fucile (la faccia quando Peck la paga!) ci sono pure Paola Borboni e Maurizio Arena. In parte ispirato a Mark Twain (Il principe e il povero) e ad un film di Capra, It happened last night, e alla situazione di Prince Margaret nel Regno Unito, Oscar alla quasi debuttante Hepburn, a Head per i costumi e a Trumbo (postumo) per la sceneggiatura, bellissimo. Rifatto (male) come Innamorato Pazzo, con lieto fine all’americana.

1 Mi Piace

Memorabile fu la scena girata alla Bocca della verità.
Durante le riprese del film la sceneggiatura prevedeva semplicemente che i due protagonisti visitassero il celebre monumento ma cosa combinó quel giocherellone di Peck?
Decise di improvvisare uno scherzo per rendere il momento più vivo.
Peck prese ispirazione da una vecchia gag comica di Red Skelton si accordò solo con il regista William Wyler, tenendo Audrey Hepburn all’oscuro.
Il sobbalzo, le urla e le risate finali della Hepburn sono reali al 100%. e la scena fu così naturale e memorabile che il regista decise di tenerla nel montaggio finale al primo ciak.
E fece più che bene…
Ricordo che quando lo trasmisero la prima volta in tv nel lontano 1978, i miei si accordarono prima se potevamo rimanere svegli a vedere il film e in quella sequenza, io e mia sorella saltammo anche noi come grilli, scatenando risate irrefrenabili di mamma e papá.

1 Mi Piace