Adamo ed Eva, la prima storia d' amore (Luigi Russo, Enzo Doria, 1983)

devo dire che la pensavo una poveracciata assoluta fatta con 30mila lire, invece sul fronte artigianale si difende benissimo su quasi ogni fronte. è forse proprio per questo che si ride finché non si sgretolano i denti: investire il massimo concepito dal budget in impegno tecnico e qualità visiva, prendendosi maledettamente sul serio, rende ancora più dirompente lo scult il trash e la cheap-value. e quando scappa la risata, non la si frena più
un autoscontro tra incontro nell’ultimo paradiso, la guerra del ferro, grunt, i cannibal bis e quando le donne avevano la coda.
alla scena dell’orso (che è… beh, non è revenant, ecco!) mi son strozzato grugnendo e ho dovuto mettere pausa per le lacrime. ma anche quella del masso spielberghiano che pare realizzata da ray harryhausen in ketamina è impagabile.
un crapolavoro davvero superiore.

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