Apollo 18 (Gonzalo López-Gallego, 2011)

L’ho visto ieri notte e devo dire che è stata una delusione cosmica.

Mi ha annoiato a morte, non mi ha preso neanche per mezzo secondo perché non è affatto credibile.
La storia non mi ha appassionato per nulla, dei personaggi non poteva fregarmene di meno, la location non era claustrofobica come avrei voluto… Insomma, io lo boccio praticamente su tutti i fronti.

Ha un sacco di pecche e per me sono tutte gravi.

  1. Il ritmo. Gli eventi precipitano in un attimo e si risolvono frettolosamente, alternati con lunghi momenti in cui non succede nulla di interessante e che alla fine non portano poi tanto alla storia.

  2. La regia e il montaggio. Ci sono troppe troppissime videocamere e questo è un male perché spessissimo sembra di vedere un film vero e non un mockumentary. Ogni secondo spunta una nuova inquadratura e quando vengono usate camere a mano vengono maneggiate con eccessiva maestria anche in condizioni difficili (tipo filmare sul suolo lunare mentre si indossa una tuta spaziale).

  3. Gli effetti sonori. Ci sono effetti sonori, musiche ed altre cose che fanno perdere genuinità al girato. Non si riesce a credere che sia vero e, in un film come questo, se lo spettatore non sta al gioco non funziona nulla.
    Io l’ho visto nelle migliori condizioni possibile ma non ha proprio funzionato.

Peccato perché in fondo l’idea era bella e il film non è certo tutto da buttare ma la delusione, almeno per quello che mi riguarda, è cocente.
Il regista, già autore dell’apprezzabile El Rey De La Montaña è uno che ci sa fare e si vede.

L’ho visto anche io non molto tempo fa, un film che lascia totalmente indifferenti, al punto che una volta finito di vederlo, ci si dimentica di averlo visto, un po’ come quando si scoreggia, la fai e basta, non stai a ricordarla per il resto della giornata.

Il film come già detto pecca in credibilità, tutto fin troppo preciso, troppe inquadrature e sempre poco credibili, unico momento a mio avviso bello del film è:

quando trovano il Lunniy Korabl al centro del cratere,il modulo lunare sovietico, che come tutti sanno non tocco mai la superficie lunare per fuuuuuuuuuuuuuuuuuu intercontinentale e per carenza di fondi, da lì ho sperato in una svolta e invece no, ci danno con sti cazzo di sassi viventi. In vano ho auspicato una correlazione con la teoria complottistica dell’ Apollo20, delusione istantanea.

Su tutti il FAIL FINALE che ci dice che razza di stronzata abbiamo appena visto, se da buon mockumentary vuol far credere che sia avvenuto tutto veramente (sempre bello fantasticarci su), ossia:

Il modulo lunare e quello orbitante, collidono distruggendosi, quindi mi spiegate dove cazzo le hanno trovate le bobine originali dichiarate a inizio film? :slight_smile:

PS:stando all 'IMDB nella versione iniziale, variata millemila volte nel corso della produzione:

Era previsto un bestio gigante invece dei sassi viventi, chissà che non sarebbe stato meglio.

Sono d’accordo con te tranne sul discorso dei peti :smiley:

Per me però la scena più bella è quando da Huston gli dicono via radio che non possono riportarlo a terra e che lo lasceranno marcire nello spazio. Boh, l’ho trovata giusta, intensa.

Se vogliamo ci sono riferimenti storico/plausibili anche qui, fratelli Judica Cordiglia docet :cool:


Attenzione però a scivolare in copiosi OT, non vorrei rischiare di dovermi bannare.

Uh, molto interessante.
Comunque una scena molto simile a quella che ho citato nello spoiler c’era già in un altro film recente che spoilero adesso avvisandovi che se leggete il titolo rischiate di rovinarvi la visione qualora non lo aveste ancora visto.
Leggete lo spoiler a vostro rischio e pericolo.

Il film è

BURIED

Visto ieri sera in dvd, con tutti i suoi difetti a me invece non è dispiaciuto, certo sta storia

dei sassi

fa ridere, ben più interessanti gli insetti, non male la scena alla fine col casco ripieno

Anche la svolta col mezzo russo è intrigante ma sfruttata malamente. Comunque non fa paura, al massimo un po’ di tensione, le immagini non sono male, il fatto delle multiple riprese viene in parte spiegato all’inizio con le telecamere della Westinghouse. Discretamente fedeli le riprese anche rispetto ai video ufficiali d’epoca, così come l’interno dell’astronave. A mio avviso più un flick per Apollo junkies (come me), capisco la delusione per chi si aspettava qualcosa col botto (che non c’è).

Visto poco tempo fa, anche il mio parere non è così drastico.
A me è piaciuta molto la ricostruzione d’epoca, i volti sono giusti e gli effetti visivi - che qua la fanno per forza da padrone - sono ottimi e non svelano (quasi) mai la loro natura digitale, il che sarebbe un disastro per la credibilità del tutto.
Il fatto della gran quantità di camere è in effetti giustificato dalla didascalia iniziale, secondo cui il film che vediamo è un montaggio estrapolato da ottanta e passa ore di filmati “originali”.

Ci sono momenti di tensione come nel caso del ritrovamento della navicella russa e la discesa nel cratere buio, con i lampi della luce stroboscopica roba che si capisce subito dove vada a parare, ma che un certo senso di mistero e inquietudine me l’ha trasmesso.

E’ vero però che il film ha il fiato corto e che soprattutto nella parte centrale ci sono momenti in cui non capita praticamente nulla. Io direi che la cosa regge abbastanza bene fino a circa mezz’ora, cioè quando il comandante esce in perlustrazione e si ritrova la creaturina nel casco.Da lì in poi il film perde quota, sia perché succede veramente poco, sia perché 'sta cosa dei granchiosassi non fa molta paura. Avrei preferito di gran lunga qualcosa di più misterioso, alla Terrore Nello Spazio.

Altra cosa che stira la credibilità fino a spezzarla del tutto è il fatto che l’astronauta americano riesca a far partire come niente la navicella russa e a metterla in orbita fino al rendezvous perché “i loro sistemi non sono differenti dai nostri”. Bella invece la scena dell’abbandono lunare, con l’astronauta che implora di non essere lasciato a una morte orrenda

Omaggio al progressive d’epoca con gli astronauti che ascoltano classici degli Yes e dei Jethro Tull.
Insomma, film non proprio riuscito ma a cui va la mia simpatia per il tentativo di tornare a una fantascienza più sobria e con pochi mezzi, per quanto 'sta cosa del mockumentary/found footage abbia proprio scassato.
Il film è stato comunque un grosso successo commerciale, essendo costato “appena” cinque milioni di dollari, per un incasso totale di venticinque.
“Apollo 19” in rampa di lancio? :slight_smile:

Sta in offerta su Play, vedi www.play.com/Search.html?searchstring=apollo+18&searchsource=0&searchtype=BLU. A questo prezzo, lo prendo. Peggio de “Il bosco 1” non sarà…

Lo trovo invece abbastanza credibile, in fin dei conti la tecnologia era molto simile, a riprova fecero pure un dock assieme:

Che poi la Soyuz dell’epoca è fondamentalmente la stessa che adesso porta gli astronauti sulla ISS.

Ah non lo sapevo, diciamo che è una di quelle cose realistiche ma che paiono poco credibili se non si ha conoscenza specifica dei fatti.
Beh, mezzo punto in più per il film allora!

Visto sull’economico (ma validissimo) br UK (a proposito: Play funziona ancora, e bene!). Senza essere il migliore esempio di “found footage”, mi è parso riuscito. Certo, forse ci sono troppe telecamere e alcune riprese troppo “ben fatte”, ma l’ambientazione lunare è super (complimenti ai scenografi!), e pur essendo giustamente lento, non ho mai pensato “che palle!” giacchè la storia comunque intriga e acchiappa, e l’idea in sè (potenzialmente) ridicola dei sassi è ben resa. Inoltre, la breve durata (76’ + 10’ di titoli di coda) giova parecchio, certe cose van fatte in modo stringato (cosa che non si può dire, per restare nel genere, del pur ottimo “Troll hunter”, per capirci). Insomma, un buon film che merita la visione. E forse sugli schermi tv funziona ancora meglio che in sala, và…
P.S. Cappellata sulla confezione del suddetto br: come formato video è indicato addirittura 2,35!! Balle: trattasi per il 90% (almeno) di un 1,33 circa, a volte 1,78. 2,35 proprio MAI!!

Scenografie magistralmente realizzate con l’antica tecnica della prospettiva forzata (i set erano profondi pochi metri) poi estese con interventi digitali, con tutte le difficoltà di tracking e integrazione che derivano da riprese di quel tipo. Gran lavoro davvero.

Sempre sorprendenti i dettagli “tecnici”, grazie! Dimostrazione definitiva che non occorre avere megabudget per creare ambientazioni suggestive…